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Di Jim Wynorski, in questa sede, ne abbiamo parlato spesso e volentieri, e non sempre in termini, come buon senso dovrebbe dettare, poco lusinghieri. Chi scrive difende a spada tratta Il supermarket dell’orrore, una variante con robot assassini de La notte dei morti viventi, e 976 chiamata per il diavolo 2, brutto quanto si vuole, ma sconfinante nei territori del genio scriteriato. Lo stile di Jim Wynorski è molto simile a quello di Fred Olen Ray: stesso amore per il bizzarro, per i nudi e assoluta assenza di vergogna nel girare l’ingirabile. Basti pensare all’indecente Vampirella, un’ignobile cinecomix girato come un porno da due soldi, con scenografie di cartapesta, costumi da recita oratoriale e la presenza dissacrante di Roger Daltrey dei Who, nei panni di un Dracula poco Dracula.

vlcsnap-13931 D’altronde o sei un deficiente da piccolo cottolengo di Tortona, con la bava alla bocca e la mano perennemente sul pacco a ravanarti, o sei un cazzo di genio per solo pensare a Talisa Soto, modella e attrice di origini portoricane, se non piatta di seno quasi, per la popputissima Vampirella. Certo i più ingenui mi diranno “Ma va beh, se è brava che importa” e io rispondo, ravandomi il pacco a mia volta, “Ma come si può pensare alla recitazione quando metti in scena una vampira extraterrestre dalle misure di pin up?”. E’ come vedere un horror di Renato Polselli tipo La verità secondo Satana e affermare “Fellini era un’altra cosa!“. Se mi giri un film che si chiama “Pompinare dall’oltrespazio” e mi metti in scena anche la più bella commedia tratta da Shakespeare, ovvio che comunque mi incazzo. Se poi già la fattura dell’opera è miserabile, e tu non mi ci metti neanche quei due nudi di rito, io ti stramaledico.

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Ecco Jim Wynorski in questo è meno generoso del suo collega Olen Ray che una tetta anche di straforo nei suoi filmacci ce la mette sempre, fosse anche La Mamma invisibile. Ghoulies 4 arriva a distanza di soli due anni dal precedente capitolo: ormai i diritti sono passati dall’Empire alla Vestron e di conseguenza alla meno affidabile Cinetel Films (che solo in tempi recenti farà qualcosa di buono con i due I spit on your grave). Il budget, già misero, è visibilmente calato e si fa a meno di una cosa importantissima per un film chiamato Ghoulies 4, ovvero i Ghoulies! Si, cari fan del primo film di Bercovici (ne esisteranno?), i cari mostriciattoli creati con tanta perizia e amore da John Carl Buechler qui non ci sono, al lori posto solo due sfigatissimi nani con delle maschere da carnevale. Quindi, ricapitolando, Ghoulies IV è una banale storia di satanismo, dalle atmosfere vagamente action, senza effetti speciali e senza neppure i soliti nanetti diabolici del titolo a fare casino. E del sottotitolo Passioni infernali cosa vogliamo dire?

Nulla, a parte che non c’è un briciolo di erotismo, diabolico o meno. Eh si perchè questo filmaccio arriva nel 1993, proprio quando il buon Wynorski si è scimmiato con l’action più becero dirigendo cosacce come Hard to Die, la versione femminile di Die hard, puntando soprattutto sulle infami coreografie d’azione e non sulle bellezze femminili gridate fin dalla copertina. Ecco Ghoulies 4 è figlio di quel periodo, soprattutto quando predilige all’horror lunghissime sequenze di sparatorie che sembrano figlie degeneri del Cobra di Cosmatos. D’altronde Wynorsky ha tra le mani una biondona come Stacie Randall e la veste da scema con un costumino di lattice che fa ridere i polli.

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Non che vada meglio con le altre due attrici protagoniste, Barbara Alyn Woods e Raquel Krell, nella finzione l’ex moglie del protagonista e la sua puttana, al massimo intraviste in lingerie, ma poca cosa per un film come Ghoulies, che nel terzo capitolo sfoggiava una tale quantità di nudi da fare invidia ad un erotico di Zalman King. Mi direte che c’è altro oltre ai nudi, ed è vero, ma non in un film senza altre cartucce da sparare. Vogliamo parlare delle interpretazioni? Atroci, con una punta massima in Peter Liapis, che interpreta per la seconda volta il protagonista Jonathan Graves, passato da bamboccione satanista a poliziotto alcolizzato, e unico anello di congiunzione tra il primo Ghoulies e questo ultimo segmento (soprattutto perchè un quarto del film è composto da spezzoni del film di Bercovici). Ecco, Lapis tutto il film se ne sta con questa faccia perennemente addormentata, sia che sia coinvolto in una sparatoria o che sia sbronzo. Il resto del cast, aiutato anche da atroci battute che molte volte sfiorano il non sense, non che se la cavi molto meglio, soprattutto nel doppiaggio italiano che peggiora la già terribile mimica interpretativa. Si pensi che il massimo della comicità è data da un camionista che butta un preservativo usato addosso alla bella Barbara Alyn Woods o da uno scambio di battute tra Lapis e il suo collega (uno che dicono assomigli ad Al Pacino senza essere vero) durante una sparatoria, degne di una comica di Gianni e Pinotto. In mezzo a questo aggiungiamo loro, i due semi Ghoulies, che per un’ora e mezzo vanno in giro per la città senza incrociare i protagonisti, in una sottotrama di rara pochezza dove le loro battute migliori sono “Cercano comparse per Guerre stellari 4: abbiamo trovato un lavoro!” e “Non mi sembra questo il regno di Oz“. Si può ipotizzare che nel capitolo 3 i Ghoulies essendosi laureati (d’altronde il titolo italiano era Anche i mostri vanno al college) abbiano lasciato lo scettro a queste due poco simpatiche macchiette. La cosa che ci rassicura è che la minaccia finale “Ci vediamo in Ghoulies 4 parte seconda” non si sia mai avverata. Si può riconoscere però a Wynorski un tentativo anomalo di girare un horror come se fosse un cartoon Warner con tetti di auto irrealmente rotti o scazzottate dove gli oggetti volano per la scena, peccato che oltre alle buone intenzioni non ci sia altro.

Andrea Lanza

Note: 

Ad un certo punto il protagonista si ferma in un negozio di Los Angeles: il Lanza bros market. Chiamandomi Lanza ho avuto un sussulto di orgoglio e mi sono ripromesso di andarci un giorno, anche perchè esiste ancora e come recita lo slogan del negozio: “I migliori panini italiani dal 1926”. Mica cazzi.

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Il Lanza brother market nel 1993

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Il Lanza brother market ai giorni d’oggi

Promemoria alla recensione:

4 buoni motivi per non vedere Ghoulies 4 passioni infernali:

1) Non troverete loro

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ma loro:

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2) Il regista è Jim Wynorsky, nel suo periodo di massima follia cinefila. Uno che ha reso la bellissima Vampirella da così:  

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a così:

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3) Il film è zeppo di sparatorie e scene d’azioni miserabili (questa per esempio è accompagnata dalla frase “Comunicazione di servizio: portare fuori l’immondizia!”)

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4) Questo è il massimo di nudo che vedrete

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Se non siete convinti ancora eccovi il trailer:

Ora sta a voi la scelta ta se farvi del male o meno….

(A. L.)

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Ghoulies – Passioni infernali

Titolo originale: Ghoulies IV

Anno: 1994

Regia: Jim Wynorski

Interpreti: Peter Liapis, Barbara Alyn Woods, Stacie Randall, Raquel Krelle, Bobby Di Cicco, Tony Cox, Arturo Gil, Andrew Craig, John Cann, Michael Chieffo, Lynn Danielson-Rosenthal, Antonia Dorian,Nathan Jung, Tony March, Ace Mask

Durata: 90 min.

VHS: Warner (uscito solo per il noleggio)

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