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Dedicato a Peter Seamus O’Toole (Connemara, 2 agosto 1932 – Londra, 14 dicembre 2013, attore irlandese del teatro britannico, e fra i più grandi per il cinema internazionale fin dagli anni cinquanta-sessanta.

“Se Dio potesse fare le cose che possiamo fare noi, sarebbe stato un uomo felice …”

“Non si è mai più vulnerabili rispetto a quando si sa troppo.”

Frasi di lancio originali del film

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Il film di Richard Rush diretto nel 1979, ”The Stunt Man”(Professione Pericolo in Italia), fu già al tempo in controtendenza al sistema degli studios con la sua narrazione multigenere e l’accumulo di temi interessanti. Fornì a Peter O’Toole uno dei suoi migliori ruoli cinematografici dell’intera, e una delle sue otto nomination all’Oscar. Purtroppo, la politica degli Studios in qualche modo seppellì il film che languì da allora come cult dal titolo semi-oscuro . Una nuova fantastica versione in dvd a tiratura limitata e oggi fuori catalogo della Anchor Bay, pubblicata in dvd, lo riportò a vera vita per poter essere ri-scoperto goduto dalle nuove generazioni di veri appassionati di cinema.

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“Professione Pericolo” dovrebbe essere un titolo praticamente obbligato, per la seconda parte della carriera di Peter O’Toole, eppure ad esempio in Italia è praticamente dimenticato. E anche i passaggi televisivi sono stati pochi e di non gran rilievo. “The Stunt Man” secondo il titolo originale, è anche il film che Richard Rush trasse dal bel romanzo dallo stesso titolo di Paul Brodeur, un’acuta riflessione meta cinematografica, e dalla riuscita commistione di esistenzialismo e racconto d’azione. Personalmente, ho sempre ritenuto “Professione Pericolo” uno dei più grandi film liminari della “New Hollywood” ancora sul finire degli anni settanta. Potrebbe pure essere definito un thriller paranoico di quegli anni. Ma anche una meditazione sulla natura dei film come pura illusione. Esso esamina i contrasti tra verità essenziali e apparenze superficiali. Ha splendide sequenze d’azione. È dotato di un interpretazione del protagonista O’Toole giustamente candidata all’Oscar, nel personaggio di Eli Cross un regista che è Dio e Diavolo dietro la macchina da presa, manipolatore di chiunque e di tutti per ottenere l’inquadratura di cui abbia bisogno per la sua scena.

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Come il film inizia, Cameron (Steve Railsback) è in fuga dalla legge. Durante una pausa, mentre attraversa un ponte, provoca involontariamente un incidente d’auto, che ne uccide il conducente, uno stunt durante le riprese di un film. Un po’ più tardi, ancora, si nasconde tra la folla che circonda l’Hotel del Coronado fuori San Diego. Il film, sulla prima guerra mondiale, sta ora per essere girato in una sua scena sulla spiaggia. Modellini di aerei volteggiano sulle comparse, le esplosioni si spengono e qualcosa sembra essere di nuovo andato terribilmente storto, con alcune controfigure che hanno rischiato davvero di morire- o sono rimaste seriamente ferite. Cameron salva Nina (Barbara Hershey), una signora anziana che cade in mare quando nella scena rimane spaventata dagli aerei. Solo che non è anziana, il make-up si scioglie e si stacca nell’acqua salata, ed ella si rivela giovane e bella e Cameron ne è già innamorato. Barbara Hershey, ci consegna nella scena una battuta sul cinema per me quintessenza dei film di tutti i tempi, mentre Cameron la porta in braccio traendola dalle onde. Con le braccia intorno al collo di Cameron, ella gli dice: “Sono io, il film”. Cameron è introdotto da Eli Cross (Peter O’Toole), il regista, poiché pare proprio che ci sarà bisogno di un nuovo stunt che doppi il protagonista. L’ultima controfigura è rimasta infatti uccisa quando la prodezza di cui parlavo all’inizio, per ricreare un incidente d’auto su di un ponte, è andata storta proprio a causa fortuita di Cameron. Cross sembra conoscere, o almeno indovinare, tanto del passato di Cameron ed è più che disposto a nasconderlo tra i membri della troupe del film, dandogli il nome di ”Lucky” e dicendo alle autorità che egli è lo stunt della prodezza originale, miracolosamente scampato dalla macchina sommersa. Quali sono le motivazioni di Cross? Nina e Cameron staranno insieme? Cross saprà essere in grado di girare il grande poema epico contro la guerra che vede nella sua testa, senza distruggere coloro che lo circondano? I colpi di scena del film e le inaspettate curve della trama, così come queste ed altre domande, verranno tutte esplorati.

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Peter O’Toole è sensazionale nell’impersonificazione del manipolativo Eli Cross. Un personaggio realmente “Bigger than Life”, con un ego da non poter assolutamente irriggimentare, si agita e si pavoneggia dietro ad ogni trucco escogitato nel libro come nel film, per mantenere il suo cast e la troupe in linea con la sua visione. Il suo discorso, dopo che un assistente chiama “Taglia” troppo presto le riprese di una scena, è solo uno dei tanti gioielli che O’Toole offre nella straordinaria prova di questo film. E, almeno fra le tante interpretazioni di quel periodo, non è mai stato più bravo. Barbara Hershey è luminosa e splendida nella parte dell’attrice emotivamente insicura, Nina. Steve Railsback, che non ha mai avuto la carriera che avrebbe dovuto avere, coglie alla perfezione i tic di Cameron, le nevrosi e la paranoia con grande tecnica e aplomb . I suoi occhi ipnotici dicono più con un colpo d’occhio di quel che la maggior parte degli attori della sua generazione, potevano esprimere con una pagina di dialogo. Una scena, alla fine del film, in cui i suoi reati precedenti che vengono rivelati tra una pletora di barattoli di vernice, suona un po’ artificiosa, ma credo che il problema risieda più nella sceneggiatura che nel personaggio di Railsback. Un lugubre Allen Garfield e un coraggioso Alex Rocco, grandi caratteristi, sono tra il cast di comprimari.

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Richard Rush, recentemente scomparso e regista proveniente dalla scuola cormaniana che tra gli anni sessanta e i settanta realizzò alcuni titoli topici della New Hollywood negli anni della contestazione come “L’Impossibilità di essere normale”(Getting Straight) (1970) con uno strepitoso Elliott Gould, non ha mai avuto veramente il permesso di fiorire nel milieu di Hollywood (pur tra alcuni successi come il seminale, superlativo “Una Strana coppia di sbirri”[Freebie and the Bean] [1974] con Alan Arkin e James Caan) , ed è triste che questo eccellente film, che fu molto più del lavoro della vita nella sua carriera, non lo portò comunque a concretizzare altre grandi, eccellenti, prove. Ma proprio nessuna, se non molti anni dopo il mediocrissimo thriller erotico “Il Colore della notte”(1994) con Bruce Willis e Jane March, nel quale fu tra l’altro chiamato solamente per sostituire a riprese iniziate il regista originario, George Pan Cosmatos. Rush era un regista che proveniva dalla direzione della fotografia e anche dal montaggio, per questo, possedeva una eccellente inventiva visiva che si intrecciava senza soluzione di continuità con i vari livelli di realtà inerenti alla realizzazione di un film, che sono l’architrave della storia di “Professione Pericolo”. Il film è anche aiutato immensamente per la sua resa artistica dalla colonna sonora della vita composta dal prolificissimo Dominic Frontiere, che è forse una delle migliori colonne sonore di sempre, con il suo bislacco tema principale il quale cattura perfettamente il mondo alla rovescia in cui Cameron si trova.

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Il film venne realizzato in varie località della California, e come riprenderò anche sotto nei trivia, prevalentemente in interni e nei dintorni dell’Hotel del Coronado (già all’epoca molto famoso per “A qualcuno piace caldo”). Vi è forse un po’ di disconnessione per alcune sequenze che furono girate ponte sul fiume americano di Sacramento, a 500 miglia di distanza, e alcuni personaggi fra i tanti nel parterre del film , sembrano un po’ irrisolti o senza una vera necessità per la trama, ma questa è una sottigliezza rispetto ai davvero tanti piaceri che questo grande, troppo misconosciuto film, ha da offrire.

“Professione Pericolo” sopravvive ufficialmente nell’home video italiano unicamente grazie ad una vecchia vhs da nolo (1987) della CBS/FOX Video- Panarecord. Nel 2000, personalmente trepidai dalla gioia alla pubblicazione della splendida edizione a doppio disco in tiratura limitata, della Anchor Bay, che fortunato, posseggo. Il primo disco contiene il film, un buon trasferimento dall’ottimo audio stereo. Ma il meglio è forse il commento audio principale di Rush e altri membri del cast e della troupe tra cui lo stesso Peter O’Toole, nel rievocarci la realizzazione del film e la rivelazione di alcuni pettegolezzi dietro le quinte e per alcuni dei trucchi utilizzati nelle riprese. Il secondo disco contiene un lungometraggio documentario sulla realizzazione del film su cui ritornerò nei seguenti trivia, e alcune interviste che ci rivelano gli imbrogli degli studios di Hollywood, i quali sostanzialmente hanno fatto sì che il film venisse tenuto lontano dalla vista di un pubblico più vasto. E’ oggi nel 2013 più che mai un ottimo ammonimento sulla politica di Hollywood, e se pure possa essere un po’ unilaterale in quanto frutto di persone parte in causa, e occasionalmente, forse un po’ troppo “arty”per il proprio bene, è molto in linea con i temi del film. Rush continua anche nel suddetto documentario a filmare con ardite inquadrature specchiate o di prospettive forzate, e con ogni sorta di altri trucchi. Sarà forse un po’ inutile, ma mantiene benepure in questo modo lo stile in linea con quello del film.

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Note:

Il film fu il progetto sognato in un’intera carriera da Richard Rush. Esso venne spesso pubblicizzato come impegnatico per nove anni, prima di arrivare sullo schermo. Tuttavia, Rush disse sul sito web di “The Sinister Saga of Making The Stunt Man”(2000), che ci vollero dieci anni per arrivare a iniziare le riprese, di cui sette anni per trovare i finanziamenti e poi altri tre per arrivare alla sua distribuzione. La sceneggiatura fu scritta nel 1970, quando i diritti vennero venduti Il film è stato girato nel 1978 con la post-produzione effettuata nel 1979. Ma esso non fu distribuito fino al 1980 quando la 20th Century Fox lo acquistò tirandolo fuori dai suoi guai.

Il nome del film che viene girato all’interno del filmnon viene mai menzionato. Anche se potrebbe essere “Devil’s Squadron”, che può essere visto sulle t-shirt della produzione indossate dalla troupe.

Sull’audio commentary del dvd Anchor Bay, il protagonista Peter O’Toole disse della distribuzione del film: “Il film non è stato lanciato bene, e uindi è sfuggito a buona parte del pubblico”.

Il film è considerato un cult movie ed è presente nel libro “Cult Movies 3” di Danny Peary in quanto tale.

Il film fa parte di un filone di opere degli anni settanta che erano imperniate sulle prodezze nel lavoro della professione stuntman, durante la lavorazione dei film. Nel suo libro “Cult Movies 3”, Danny Peary cita in suo pezzo proprio su “Professione Pericolo” che “Vi era stata una proliferazione di film cinematografici e televisivi circa gli stuntmen”. I film includono “Collo d’acciaio”(Usa 1978) di Hal Needham, “L’Animale”(Francia 1977) di Claude Zidi, “Evel Knievel” (1971) (1971), “Stunt Rock” (1980)di Brian Trenchard-Smith, “Evel Knievel” (1974) (1974), “The Stuntmen”(Australia 1973)(mediometraggio) di Brian Trenchard-Smith, “Deathcheaters”(Australia 1976) di Brian Trenchard- Smith, “Stunts – Il Pericolo è il mio mestiere”(Usa 1977)di Mark L. Lester, “Le Strabilianti avventure di Superasso”(Usa 1977) di Gordon Douglas, “Superstunt”(Usa 1977)(uno speciale tv con Lee Majors e Ernest Borgnine), “Death Riders” (Usa 1976) e lo stesso “Professione Pericolo”.

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In un intervista del 2001 con Paul Hupfield Rush disse di questo film : “Stavo insegnando in una scuola di cinema all’università per un gruppo di potenziali studenti di cinema e chiesi loro se qualcuno avesse mai visto i miei film, ho iniziato con “Il Colore della notte” (1994), e direi che circa 80 mani si alzarono in un’aula di circa 200 ragazzi. Poi ho chiesto se qualcuno avesse visto “Professione Pericolo”, il film del quale in realtà avrei dovuto parlare loro, e solo due mani si alzarono. Due mani in una stanza di 200! ho pensato, ”Oh ragazzi, il mio film è totalmente perso per le nuove generazioni…’.. “

O’Toole basò la sua interpretazione e caratterizzazione del regista Eli Cross su David Lean, che lo aveva diretto in “Lawrence d’Arabia” (1962)

Francois Truffaut fu da subito un contendente per dirigere la versione cinematografica del romanzo di Paul Brodeur. Truffaut prese anche in prestito elementi dal racconto per “Effetto Notte”(1973) e Arthur Penn fece lo stesso in “Bersaglio di notte”(1975).

In origine per il ruolo principale venne previsto Ryan O’Neil, ma fu poi scartato e alla fine sostituito da Steve Railsback

Mentre Eli Cross e gli altri sono su nel cesto della gru, Eli Cross parla dell’ illusionarietà dei film, per poi essere calati sulla spiaggia di La Jolla CA, uscendo dal cesto 15 miglia di distanza da dove la scena era iniziata, presso l’Hotel del Coronado.

La scena in cui la vecchia auto si blocca sul ponte (“The Old Fair Oaks Bridge) sopra al fiume è stata girata sul fiume Fair Oaks, nel Ranch Cordova, Sacramento County, in California.

Sebbene attori come Martin Sheen e Jeff Bridges siano stati incitati duramente per guadagnarsi la parte di Cameron, fu Steve Railsback a conquistarla dopo che Rush vide la sua prestazione agitata come Charles Manson in “Helter Skelter” (1976). Una volta che Rush ebbe deciso di avere Peter O’Toole e Railsback come i suoi due protagonisti, ha aspettato un anno e mezzo per fare il film con loro, abbassando le probabilità di avere O’Toole e Bridges, Sean Connery e Railsback, o George C. Scott e Sheen.

Lo stuntman originale ”Lucky” (colui che è caduto e scomparso) è stato interpretato da Steve Railsback, suo vero fratello nella vita.

Il film è stato realizzato e distribuito circa un decennio dopo che l’omonimo romanzo di Paul Brodeur da cui venne tratto, fu pubblicato al prima volta, nel 1970.

Il film è stato nominato per tre premi Oscar tra cui per il miglior attore in un ruolo principale a Peter O’Toole, Miglior Regista a Rush, e Miglior sceneggiatura non originale ma il film non riuscì a vincere nessuno degli Oscar di queste tre categorie.

Pubblicità per questa pellicola dichiarava che il film “sfida le classificazioni”. Le note di produzione dichiaravano che “mentre gli altri film possono essere facilmente classificati come commedie, western, thriller o musical” questo film è però “una esperienza multi-genere”. Nel tempo trascorso da quando il film debuttò, il “multi-genere” cinematografico di Hollywood è diventato più comune.

Elia Kazan raccomandò come attore Steve Railsback, a Richard Rush.

Secondo il ”Film in TV and Videocassette”, “Il regista-produttore Richard Rush aveva lavorato al progetto per nove anni e [poi] ha dovuto attenderne altri due dopo che il film è stato completato nel 1978 per farlo uscire”.

Tempo di durata originale del film era di 150 minuti.

Rush inizialmente rifiutò di fare questo film nei primissimi anni ’70.

Il coordinatore stunt Charles Bail, spesso conosciuto come Chuck Bail, ha lavorato come attore nel film interpretando un personaggio, Chuck, anch’egli un coordinatore degli stunt, che aveva lo stesso nome del suo. Bail ha lavorato anche accreditato per le azioni acrobatiche nel film

Come co–sceneggiatore Rush ha detto che il rigetto della sua prima bozza del copione da parte dei dirigenti della Columbia Pictures: “Fu dovuto al fatto che non riuscivano a capire se era una commedia, un dramma, se si trattava di una satira sociale, se si trattava di un avventuroso d’azione… e, naturalmente, la risposta è stata: ”Sì, è tutte queste cose. Ma non è una risposta soddisfacente ad un dirigente di studios “.

O’Toole ha riferito faticato a trovare un vestito adatto per il suo ruolo dell’ossessivo regista Eli Cross. Dopo diversi giorni a cercare di trovare un guardaroba adatto, Rush gli fece indossare dei vestiti che erano repliche dei suoi, completi dell’obiettivo perennemente tenuto al collo. E’ stato detto che la personalità di Rush ha influenzato il ritratto di O’Toole di un regista di film d’azione.

Barbara Hershey appare nel film, spesso sotto un pesante make-up in cui la si vede raffigurata come donna molto anziana.

Nella story-line di questo film è nascosto un elemento di storia cinematografica oltre che una vera vita parallela. Un gran numero di membri della Resistenza francese avevano lavorato come troupe del film e / o come comparse nelle scene di massa in “Amanti perduti” di Marcel Carnè (1945) quando il potere nazista era ancora al suo apice nell’occupazione della Francia e questi combattenti dovevano necessariamente nascondere le loro identità alla Gestapo.

Secondo una revisione del dvd di Almar Haflidason della BBC, “… questo film ha avuto problemi a concretizzare screening [per la considerazione agli Oscar] ai membri della [americana] Film Academy [of Motion Pictures Arts and Sciences] perché la copia mostrata al cinema continuava ad arrestarsi a causa di strani inconvenienti tecnici … “.

Il co-protagonista Railsback, per un certo tempo all’inizio del film sfoggia una barba.

Durante il lungo periodo di realizzazione e poi per la distribuzione del film, Rush subì due attacchi di cuore.

La 20th Century Fox acquistò la pellicola per la distribuzione lo stesso giorno in cui il film ebbe vinto il Grand Prix al Festival di Montreal.

Rush ha sostenuto una serie di ruoli nella sua realizzazione. E’ stato uno sceneggiatore, produttore e regista.

La marca e il modello della vettura d’epoca viene definita nel film come una Duesenberg. Tuttavia, secondo l’ IMCDb, il veicolo era stato assemblato apposta per film, e sembra simile ad una Mercedes Benz 770 del 1932 che pare di vari stili ivi compresi quello di cui sopra così come delle Rolls Royce.

Secondo quanto riferito, O’Toole prima di leggere lo script del film, sempre qualche anno prima che il film fosse fatto, avrebbe detto a Rush “Sono un uomo intelligente e riflessivo. Ho letto la sceneggiatura e se non lo farai tu dammi comunque la prelazione per il mio ruolo altrimenti ti ucciderò “. Un simile “Io ti ucciderò” è detto in una linea di dialogo per caratterizzare il regista O’Toole nel film.

Il protagonista del film dentro “Stunt Man” (interpretato da Railsback ) è descritto come personaggio dal regista Eli Cross ( O’Toole) nel film come “Lo stuntman. Che è anche un attore. Che è un personaggio di un film. Che è un soldato nemico “. Allo stesso modo, sulle note di copertina dell’home video australiano, molti strati del suo personaggio sono è ulteriormente dettagliati affermando che il personaggio di “The Stunt Man” è un “fuggitivo [che] diventa uno stunt man il quale dovrà poi sostituire l’attore… che interpreta un volontario americano il quale dovrà farsi passare per un soldato tedesco … Oltre che un latitante.”

Gli studios Columbia Pictures negli anni settanta pagarono circa 300.000$ US per i diritti cinematografici del romanzo di Paul Brodeur “Professione pericolo” mentre era ancora un progetto in divenire. Ma lo studio ricusò poi la sceneggiatura e non mise più la pellicola fra le sue priorità a causa di difficoltà finanziarie unite alla percezione che il film non sarebbe stato redditizio. Lo studio ha successivamente venduto i diritti per il film allo sceneggiatore-produttore-regista del film Richard Rush .

Il making of e documentario dietro le quinte contenuto nel dvd, “The Sinister Saga of Making of The Stunt Man” (2000), è stato prodotto dall’americana Anchor Bay per l’ edizione limitata a due dischi DVD, uscita nel 2000.

Il film precedente girato da Peter O’Toole fu “L’Ospite d’onore”(1982). Come tale, fu girato quasi back-to-back con la pellicola successiva che anch’essa quasi consecutivamente parlava dello show-business cinematografico, cioè “Professione Pericolo”. L’argomento de “L’Ospite d’onore” (1982) erano le dirette televisive degli anni cinquanta. Inoltre, O’Toole fu nominato all’Oscar come Miglior Attore per entrambi i film, ma non ne vinse uno.

Due dei nomi dei personaggi avevano doppi sensi. Il personaggio dello stuntman di Railsback, Cameron, era un gioco di parole per “camera”), mentre il personaggio di O’Toole del regista Eli Cross aveva un cognome che era un riferimento al sentirsi Dio o una figura simile a Cristo, cosa che O’Toole aveva precedentemente esaminato da par suo ne “La Classe dirigente” .

Il vecchio complesso alberghiero visto nel film è l’Hotel del Coronado. L’hotel è stato ben noto per la sua apparizione in “A Qualcuno piace caldo”(1959).

Ex-aequo con “Fontamara” (1980), il film vinse il Gran Premio (Grand Prix des Amériques) al Festival di Montreal nel 1980.

L’American Federal Aviation Administration (FAA) rifiutò l’approvazione per consentire a Rush e alla produzione le riprese di un biplano del 20esimo secolo molto ravvicinatamente all’ Hotel del Coronado. Secondo Paul Tatara al TCMDb, “Alla fine, Rush si assicurò il diritto di far atterrare l’aereo in una vicina base navale, quindi Bail, che si offrì di pilotare l’aereo d’epoca, ”ebbe dei problemi alla radio” che li fecero perdere il contatto con la torre di controllo più vicina, a quel punto l’aereo misteriosamente cominciò ad andare in ”stallo” direttamente sull’hotel. Bail eseguì poi una manciata di picchiate e passaggi con la mitragliatrice mentre Rush lo riprese con cinque differenti cineprese messe in posizioni strategiche”.

Il critico cinematografico Roger Ebert disse circa la produzione e distribuzione del film: ” Richard Rush … ha iniziato a preparare questo film nel 1971, e, infine, lo ha girato nel 1978 una volta che è stato finanziato dalla Melvin Simon Productions, ma non si riusciva a trovare un distributore per esso. . Rimase sugli scaffali un anno, finalmente l’attenzione favorevole ricevuta da un festival in Usa (Dallas) e al festival cinematografico di Montreal ha fatto sì che venisse acquistato dalla Twentieth Century-Fox … La sua apertura a New York è stato salutata in termini di entusiasmo da molti critici, in particolare da Pauline Kael del New Yorker, il cui giudizio fu che ”The Stunt Man” è uno dei migliori film dell’anno “.

Rush come co- sceneggiatore ha detto che nell’adattare la fonte di questo film, il romanzo di Paul Brodeux: “Vi trovai una metafora irresistibile insita nel libro e che mi inquietò, continuando ad andarmi avanti e indietro nella mia testa”.

In un’intervista con la rivista ”American Film” nel 1981, Rush disse del film “… aveva in sé una metafora irresistibile per me. L’idea di un fuggitivo che nasconde la sua identità fingendosi uno stuntman e che finisce sotto il dominio di un regista sembrava un modo meraviglioso per esaminare il nostro panico universale e la paranoia che ci fa pensare di poter controllare i nostri destini. E mi ha offerto la possibilità di farlo all’interno della struttura di una grande storia d’azione sullo schermo, che sarebbe stata divertente allo stesso tempo “.

La Warner Bros. voleva usare il titolo “The Stuntman” per la commedia d’azione con Burt Reynolds “Hooper”(Collo d’acciaio)(1978), che era incentrata sulle prodezze degli stuntman nella lavorazione dei film hollywoodiani. Rush si oppose, la questione è finita ad un arbitrato, e Rush ha vinto, in quanto il titolo del film proveniva dall’omonimo romanzo d’origine di Paul Brodeur, che aveva lo stesso titolo di “The Stunt Man”. Così la Warner dovette intitolare in altro modo il suo film che finì per chiamarsi “Hooper”(1978). In precedenza, la Warner Bros. aveva offerto, prima di finanziare o produrre quest’ultimo film, di consentire a Rush di fare “Professione Pericolo” se fosse stato un film d’azione dichiarato e senza tutta la stratificazione artistica e illusoria che possedeva. Rush rifiutò anche questa offerta.

Fu il primo film che Rush diresse in sei anni. L’ultimo era stato l’altrettanto memorabile “Una Strana coppia di sbirri”(1974).

Anche se nominato per un Academy Award come il miglior regista per questo film, il successivo film firmato da Rush non sarebbe stato realizzato che soltanto nel 1994 con “Il Colore della notte” (1994) circa quattordici anni dopo. Inoltre, sorprendentemente, esso è rimasto l’ultima regia di Rush di un lungometraggio cinematografico dopo “Professione Pericolo”.

Il nome del personaggio del regista interpretato da Peter O’Toole Eli Cross, in origine nel romanzo di Paul Brodeux da cui venne tratto il film si chiamava Gottschalk che sarebbe destinato a significare “Servo di Dio”. Il personaggio del film del regista era un amalgama di due personaggi del romanzo, il regista e il direttore della fotografia (che rappresenta il male) Bruno de Fe.

Tutti i principali distributori cinematografici americani respinsero la distribuzione di questo film. I produttori poi si intrufolavano alle anteprime stesse della pellicola a Seattle, Washington, Phoenix, Arizona e a Columbus, Ohio. successivamente parteciparono al Festival di Dallas, e alle proiezioni test che il film ebbe a Seattle e in un cinema vicino al campus della UCLA a Westwood. Quindi aprì in dieci cinema di Los Angeles in California. Dopo aver vinto il primo premio al Festival di Montreal, la 20th Century Fox curò la distribuzione per tutti gli Stati Uniti.

Spoiler

La voce di trivia qui seguente può rivelare importanti aspetti della trama

Nella scena in cui Eli e la sua troupe sono in procinto di girare la scena dove la Dusenberg si spegne sul ponte. Cameron è nervoso perché sta guidando l’ultima Dusenberg e devono assolutamente ottenere la sequenza fatta. Poco prima che la scena venga girata, un detective della polizia locale, Jake, sta discutendo con Eli se egli sappia nulla di un evaso. Cameron sente la discussione tra Jake e Eli e ora è veramente sconvolto perché sa che la polizia lo sta cercando e adesso è arrivata fin lì. Così ora mentre la troupe è pronta per girare la scena, e prima di iniziare a girare con le macchine da presa egli vuole verificare che la cinepresa all’interno della vettura stia funzionando così grida “Camera on/Si gira”. Il detective è in piedi accanto alla Dusenberg e vede che Cameron non ha sentito il comando di Eli. Così Jake batte sulla finestra della macchina e grida “Camera on? In inglese”Camera on” suona come “Cameron”). Cameron, pensando che il detective conosca il suo vero nome avendolo riconosciuto, ingrana la marcia ed esce a tutta velocità dall’inquadratura prima che Eli gridi “azione”.

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Professione pericolo

Regia: Richard Rush

Interpreti: Barbara Hershey, Peter O’Toole, Steve Railsback, Adam Roarke, Sharon Farrell

Titolo originale: The Stunt Man

Durata 129 min. – USA 1980

VHS: CBS/FOX

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