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Cirio H. Santiago fa parte di quella folta schiera di artigiani che si sono cimentati, in decenni di carriera, con un po’ tutti i generi. Santiago era filippino, come l’altro grandissimo regista degenere Eddie Romero, e girava dagli anni 50 opere che, fin dagli esordi, erano riconoscibili del suo stile: western, spionistici, avventurosi e persino commedie dalla confezione veloce ed esportabile all’estero, soprattutto gli Stati Uniti. Negli anni 70 poi cavalcò la moda della blaxploitation con un pugnetto di film gagliardi come TNT Jackson, Death Force e soprattutto She Devils in Chains, un delirio proto tarantianiano da fare andare in brodo di giuggiole i fan del grindhouse più scellerato.

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La sua fama però la si deve al fiorente mercato dei vietnam movie che pullularono sulla scia, prima di Apocalypse now, poi di Platoon, e che ebbero degli epigoni pure in Italia, con la punta d’iceberg nella coppia Mattei/Fragasso. Nei film di Santiago recitavano, per venderli meglio all’Estero, star decadute come David Carradine o la Monique Gabrielle di Flashdance. Certo è che prima della fine dei generi, avvenuta anche per l’industria cinematografica filippina, i prodotti del regista, e dei suoi colleghi, davano da mangiare a tanta manovalanza americana inutilizzata in patria, compresi soprattutto i caratteristi mai assunti a veri attori.

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Di lui i collaboratori parlavano bene se non benissimo, anche se alcuni esterni, come Joe Dante, chiamato per montare il trailer internazione di TNT Jackson, lo consideravano un pessimo regista. Di sicuro i film di Santiago erano rozzi, ma di una rozzezza ruspante, a volte alla Jess Franco, capaci di usare un attore come il karateka Richard Norton per girare una dozzina film pagandolo per uno solo. Questo Nuda vendetta è uno dei tanti film anni 80 suoi, girato tra due postatomici, il folle Wheels of Fire e l’ancor più folle Future Hunters (Robert “T1000” Patrick vs. Bruce Le senza una e!!!!). Nuda vendetta viene ricordato anche da Quentin Tarantino come un cult, specialmente perchè ha al suo interno mille generi che si mischiano e fanno a cazzotti.

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Non si può di certo dire che sia girato bene, anzi, con la confezione, al di là di un paio di rallenti di maniera, terribilmente piatta, da puro telefilm anni 80, tanto che, ad occhio distratto, potrebbe essere scambiato per un prodotto di almeno dieci anni prima. Si tratta di un remake non ufficiale di Non violentate Jennifer di Meir Zanchi, solo con plot calcato sull’iperbole demenziale, pur mantenendo un rigoroso taglio serio. Non ci si crede quanta sfiga possa cadere addosso alla protagonista, la bellissima Deborah Tranelli di Dallas, che prima vedrà trucidato da un rapinatore il marito durante il loro quinto anniversario, poi si troverà ad essere stuprata da un gruppo di balordi che, per far capire quanto sono cattivi, uccideranno a fucilate pure i suoi vecchi genitori. Ovvio che la vendetta arriverà e sarà delle più feroci con corpi carbonizzati, evirazioni e duelli in ghiacciaie con ganci da macellaio. Il film è selvaggio quando basta nel sesso e nelle morti, con una nota particolarmente buona nella generosità della sua protagonista, spesso e volentieri nuda, come da titolo.

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E’ lei la migliore tra gli attori, che si trascinano, per la maggior parte del film, in faccette e facciacce indecenti, con l’aggravante di alcuni interpreti, come il piccolo Timmy (Steve Roderick), che dimostrano non 15 anni ma 40. Fa ridere questa cittadina di provincia americana che sembra abitata in prevalenza da maniaci sessuali, capaci, davanti ad una bella donna, di sciorinare frasi romantiche come “Ho il miglior pezzo di manzo della zona” o “Vorrei farti un pigiamino di saliva”. In quest’ottica la Tranelli è come il pollo arrosto gettato in pasto agli affamati perchè, nel paese degli stupratori e dei degenerati, (di donne non se ne vede una), la violenza sessuale dev’essere la cosa meno brutta che possono farti. Ecco che i migliori esponenti di questa umanità degradata, capitanati da un macellaio sessuomane (“E’ una troia perchè non ci sta”), diventeranno da predatori a prede. Il bello di Nuda vendetta è che è un film mutaforme: quando pensi di averlo etichettato, ecco che diventa qualcos’altro. La pellicola di Santiago infatti parte come un rape and vengeance, poi diventa una sorta di Rambo al femminile, poi vira verso l’action kung fu e si eclissa, nel finale, nel classico Il Giustiziere della notte. Pazzesco sicuramente, una visione che, quando non ti fa ridere involontariamente, ti confonde come un Blu tornado di Gardaland. Tra i caratteristi si riconosce il mitico Nick Nicholson, star dello zombesco italiano After death, e qui condannato ad una tra le fini più atroci, schiacciato da un auto con doverosa fuoriuscita di sangue a fiotti. Non stiamo ovviamente consigliando questo film, brutto come poche altre cose, ma vi avvertiamo che, se vorreste vederlo, potrebbe essere una delle visioni più folli, scriteriate e divertenti della vostra vita, con tutto rispetto per il bel cinema che non abita qui. Intanto Santiago, morto nel 2008, potrebbe essere il primo regista zombi: il suo mai completato Water Wars è in uscita quest’anno. Come è possibile? Ovviamente l’ha finito un altro regista, Jim Wynorski, un altro folle che noi di Malastrana vhs abbiamo incontrato più volte. Le vie infinite del Signore…

Andrea Lanza

Vendetta nuda

Anno: 1985

Regia: Cirio H. Santiago

Interpreti: Deborah Tranelli, Kaz Garas, Carmen Argenziano, Bill McLaughlin, Don Gordon Bell, Ed Crick, Joseph Zucchero

Durata 97 min. (la versione italiana in vhs è monca di quasi 20 minuti)

VHS: DOMOVIDEO

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