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                   Ad Harold Ramis (21 Novembre 1944 – 24 Febbraio 2014)

“It just doesn’t matter!” grida Bill Murray/Tripper Harrison agli ospiti ed ai supervisori del Camp North Star, impegnati in una gara olimpica di fine estate contro gli odiati “colleghi” del Camp Mohawk che li stanno surclassando, ricchi, antipatici e pure bari. “Chi se ne importa!” urlano di rimando tutti i giovani e giovanissimi raccolti intorno al camino. Sembra un pò il “motivational speech” pronunciato solo l’anno prima da John “Bluto” Blutarsky alla congrega depressa dei Delta, prima della parata cittadina, e non siamo poi molto lontani.

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Certo, “Polpette” è un film molto meno sarcastico e demenziale rispetto ad “Animal House”. Ma lo spirito è quello e Bill Murray da solo riesce a portarsi a casa la pellicola a mani basse. Del resto il film fu costruito praticamente sulla figura di Tripper, anzi a detta di Ivan Reitman “non so che cosa sarebbe stato il film senza di lui”. Faceva bene a preoccuparsi il vecchio Reitman (il quale per inciso conosceva bene Bill Murray avendo prodotto il “National Lampoon’s Show”, lo spettacolo itinerante in cui si esibivano John Belushi, Gilda Radner e lo stesso Murray) perchè fino al terzo giorno di riprese non fu sicuro dell’effettiva presenza di Bill sul set, sia per problemi contingenti alle prove per il “Saturday Night Live” sia per personale ritrosia dell’attore al debutto cinematografico. Non a caso le primissime scene girate da Murray sono quelle in cui si presenta con camicia hawaiiana e calzoncini rossi, proprio gli abiti con i quali era arrivato la prima volta sul set. Preso e sbattuto di fronte alla cinepresa, quasi per non lasciarselo sfuggire e perdere così quella follia interpretativa che si portava dietro. Pensate un pò a “Caddyshack” e a “Where the Buffalo Roam”, giusto per avere il panorama.

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Detto questo, chiunque si avvicini a “Meatballs” cercando una pellicola sexploitation o qualunque altro elemento pruriginoso, è meglio ne stia alla larga. Il film di Reitman è una pellicola assolutamente “leggera”, divertente e malinconica al punto giusto baciata dalla verve di Bill Murray. E non credo sia esagerato affermare che si tratti di una delle sue performance più incisive. Tripper Harrison è il coordinatore e l’istruttore del gruppo di giovani supervisori (in gergo “meatballs”) del Camp North Star, alternativa più economica al prestigioso Camp Mohawk (1000 dollari alla settimana), condotto senza alcun pugno di ferro dal direttore Monty Melnick (Harvey Atkin, ottimo attore dalla carriera torrenziale, tra serial Tv e cinema, oltre che stimato voice actor) il quale è vittima degli scherzi dei colleghi. Come da copione nascono attrazioni e amori tra i giovani coordinatori e pure il vecchio Tripper non disdegna le attenzioni della brunetta Roxanne (Kate Lynch) mentre l’attività nel campeggio procede tra goliardate e momenti più intimisti. E’ proprio grazie a Tripper che il giovane Rudy Gerner (l’attor giovine Chris Makepeace, molto bravo, in seguito pure protagonista di “My Bodyguard”, del mio personale cult “The Last Chase”, “Il Gioco del Falco/The Falcon and the Snowman” e “Vamp”) supera le sue timidezze e si propone come pedina fondamentale nella due giorni olimpica contro gli odiati rivali del Camp Mohawk. Che saranno sconfitti, inutile dirlo ma lo diciamo, dopo dodici anni di strapotere.

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Tutto prevedibile, direte voi, Sicuro. Ma il fatto è che si fa male a sopravvalutare “Polpette” tanto quanto si fa male a sottovalutarlo a priori e per partito preso. E’ un film che sulla carta non mi dovrebbe neppure piacere o interessare del tutto ma sono anni che lo riguardo con immutato piacere. Sia per le locations (si girò al Camp White Pine nei pressi di Haliburton, Ontario, campeggio effettivamente in attività durante le riprese del film tanto che addetti ai lavori e ospiti paganti parteciparono in qualità di extras) che rimandano irrimediabilmente all’immaginario slasher in cui Mrs. Voorhees, figlio ed epigoni massacreranno una generazione intera di teen-agers, sia per la vena folle ed anarchica portata di peso sul set da Bill Murray, sia per i volti e i corpi delle giovani protagoniste capaci di far tremare i polsi dell’appassionato di cinema americano dei seventies/eighties. Eh si, perchè qui si parla di Sarah Torgov (Candace) stellina bionda che attraversò i settanta e gli ottanta tra partecipazioni a serial (“Simon & Simon”, “Ralph SuperMaxiEroe”) e film Tv (vedi “If You Could See What I Hear” [1982] di Eric Till e Stuart Gillard, dove interpretava la moglie del cantautore cieco Tom Sullivan, a cui prestava volto il mitico Marc Singer), Cindy Girling (Wendy), altra bionda di bellezza incommensurabile con all’attivo una serie di piccole parti in film come “Rapimento di un Presidente” (“The Kidnapping of the President”, 1980) di George Mendeluk con William Shatner e Hal Holbrook e “Diabolico Imbroglio” (“Dirty Tricks”, 1981) di Alvin Rakoff con Kate Jackson e Elliot Gould, fino ad arrivare alla splendida Kristine DeBell. Proprio lei. Si, avete capito bene, l’Alice del capolavoro hardistico di Bud Townsend “Alice in Wonderland: An X-Rated Musical Comedy” (1976), suo esordio e unico cimento hard, newyorkese classe 1954 dall’aria sbarazzina che non si immaginerebbe nudissima e fellatrice nel mondo delle pornomeraviglie.

(Kristine DeBell by Helmut Newton)

Possiamo dire che Reitman conduce il film con mano felice, lasciando da parte l’exploitation del precedente “Cannibal Girls”, per concentrarsi su una commedia fresca e godibile che mi è sempre parsa come una sorta di prova generale per “Stripes” e “Ghostbusters”, senza nulla togliere a questo piccolo “coming of age” senza pretesa alcuna, impreziosito pure dalla splendida fotografia naturalistica di Don Wilder e dallo score inconfondibilie del Maestro Elmer Bernstein. Non è poco. E poi, Bill Murray, Bill Murray, Bill Murray. Impareggiabile monologhista (doppiato dal grande Stefano Satta Flores) e mattatore della scena che a cavallo della sua moto, con fanciulla al seguito, grida, incita e scorta la processione di autobus verso l’autunno che arriva. I love you, man.

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Il film batte ufficialmente bandiera canadase, fu infatti prodotto grazie agli interventi della Haliburton Films, della Famous Players e del Canadian Film Development Corporation (CFDC) mentre la Paramont Pictures si assicurò i diritti di distribuzione internazionale. Le riprese principali durarono trenta giorni, tuttavia Reitman e soci, gli sceneggiatori Len Blum, Daniel Goldberg, Janis Allen e Harold Ramis (già scriba di “Animal House” e futoro regista di “Caddyshack”) pensarono bene di far girare ulteriori scene a Murray e Makepeace diversi mesi dopo, vista la chimica instauratasi tra i due, precisamente la scena alla stazione degli autobus e la partita notturna a blackjack con le noccioline. Il giovane, ma non troppo, Makepeace, al ritorno sul set, sfoggiava un bel paio di baffi che furono gentilmente tagliati da Murray. Circa un’ora di girato riguardante gli altri membri dell staff fu accantonato e mai utilizzato, nemmeno come extra delle successive edizioni digitali.

E’ tutto, o quasi. La diabolica canzoncina “Are you Ready for the Summer” accreditata a The North Star Kids Chorus (composta da Elmer Bernstein e Norman Gimbel) che si sente ad intermittenza per quasi tutto il film, è in grado di penetrare così a fondo nelle sinapsi da rimanervi per giorni e giorni. C’è pure il “nostro” mitico David “An American Werewolf in London” Naughton che canta “Makin’it” (“Meatballs” RSO 1-3056). Dvd della benemerita Sony Pictures Entertainment del 2007, anamorphic widescreen, ratio 1.85:1, 5.1 Dolby Digital che ha spianato la strada al Blu-Ray recentissimo edito dalla Lions Gate.

Vostro Onore, non aggiungo altro. Consigliatissimo.Vi è pure un cripto-remake/omaggio che più demenziale non si può intitolato “Wet Hot American Summer” (2001) di David Wain, con Paul Rudd, Michael Showalter, Janeane Garofalo ed Elizabeth Banks, molto divertente se si apprezza il genere più tre sequels ufficiali tra i quali ricordo con piacere solo il numero 2 diretto da Ken Wiederhorn. Fine.
Dategli una chance a questo “Meatballs”.
In caso contrario, beh. IT JUST DOESN’T MATTER.

Domenico Burzi

Polpette

Titolo originale: Meatballs

Anno: 1979

Regia: Ivan Reitman

Interpreti: Bill Murray, Harvey Atkin, Kate Lynch, Russ Braham, Kristine DeBell

Durata: 90 min.

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