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Era da un po’ che non scrivevamo necrologi su questa fanzine web, ma appena svegli, caffè ancora non entrato in circolo, scopriamo che Wes Craven è morto.

Craven era uno dei migliori registi (horror) ancora in circolazione e, per chi scrive, uno dei suoi registi preferiti di sempre insieme a Lucio Fulci.

Di lui ricordiamo con piacere L’ultima casa a sinistra, uno dei rape and vengeance più brutali mai girati, l’incompreso Sotto Shock con il killer zoppo Horace Pinker, l’adolescenziale Dovevi essere morta e la sua Samantha robot sanguinaria, ma anche i cult assoluti La casa nera con i suoi cunicoli claustrofobici, Il Serpente e l’arcobaleno che riportava il mito dello zombi alle origini, ad Haiti, e naturalmente Le colline hanno gli occhi con la sua famiglia di cannibali a fronteggiare una famiglia borghese.

Senza dimenticare ovviamente il suo Nightmare e i suoi Scream, forse tra le saghe horror più famose di sempre e tra le migliori cose girate dal regista.

La filmografia di Craven era altalenante: ad un ottimo film seguiva un film meno riuscito, ma nella sua carriera era riuscito a dare una dignità formale ad ogni sua opera, anche la più brutta e incolore. Se proprio nella sua carriera aveva un mostro da nascondere quello sicuramente era l’incredibile Le colline hanno gli occhi 2, un film girato così male e talmente noioso da essere mosca bianca nella sua filmografia.

Si perché anche i più brutti figli partoriti da Craven, i suoi figli mongoloidi, i vari Vampiro a Brooklyn o Cursed, avevano comunque quel guizzo all’interno, quella bravura, quella freschezza che ogni film di Craven possedeva.

Forse per questo Wes Craven era anche il regista meno miticizzato dai fan del cinema horror, per la pulizia formale delle sue opere, per non svirgolare mai nel trash o nell’iperbole cazzona, come magari succedeva ai suoi storici colleghi, da Tobe Hooper a Dario Argento.

Da tempo malato di un cancro al cervello, all’età di 76 anni, ci lascia uno dei migliori autori di sempre, un regista che sentiva stretto il cinema horror e si rifugiava nei violini di Meryl Streep, che aveva scritto un bellissimo libro dimenticato dai più, e che avrebbe potuto sicuramente regalarci un altro capolavoro.

Peccato davvero.

Andrea Lanza

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