Tag

, , , , , ,

Un ragazzo si sveglia in una baracca nei boschi senza memoria, accanto al corpo di una ragazza soffocata. Sul suo viso i segni di virus e qualcuno dietro la porta che vuole entrare. Che cos’è successo? E cosa c’entrano degli esperimenti avvenuti in Russia su dei bambini? Perché la gente si trasforma in demoni dalla bava nera? La soluzione è nei ricordi.

The Hive è sicuramente la copia più smaccata de La Casa (Evil dead) di Fede Alvarez. Niente di male, soprattutto perché, almeno in questo caso, regista e sceneggiatore ci hanno messo, per lo meno, quei due neuroni necessari per non sentirci trasportati in un film truffa alla Asylum. A dire il vero, leggendo qua e là su internet, non sembra che il pubblico e la critica abbiano apprezzato moltissimo, distruggendo con voti bassi il povero horror di David Yarovesky.

hive

Eppure alla sua uscita nei festival, il film ha beneficiato dell’entusiasmo di James Gunn, l’ex autore Troma più geniale del pianeta, che non voglio neppure mettere in conto che non conosciate, visto il blog che state leggendo. Ma visto che, col volgere di strani eoni, i cammelli riescono a passare sulla cruna di un ago, ed esiste persino un Dylan Dog frocissimo che beve birra con il suo assistente Marcus, in un mondo senza Groucho, tutto può succedere, e posso perdonarvi per questo ed altri peccati.  D’altronde c’è chi ama Van Damme e chi Il cammello che piange di Bela Tarr, vogliamo bene a tutti, anche a chi ritiene erotica una settentanne nuda in cam o che crede ancora a Boldi quando afferma che il suo nuovo film è un’opera di spessore, poi si lamenta delle scoregge. Ma stiamo tergiversando e torniamo a James Gunn, che è in ordine:

    • il regista di I guardiani della galassia, il film del procione spaziale più ganzo dell’universo
    • Super, uno dei cinecomix che ti fa sentire meno gaio a guardare uomini in calzamaglia picchiarsi

e naturalmente

  • Slither, una specie di Dimensione terrore più splatter e giosamente disgustoso.

Senza contare che sua maestà James Gunn è l’uomo che è riuscito a scrivere un capolavoro da un capolavoro, ovvero Dawn of the dead il remake, una cosa difficilissima, contando che l’originale di Romero non è oro, di più.

Quindi un po’ di beneficio del dubbio, a Gunn, bisogna pur darglielo, no?

HiveTrailer_FEAT

Senza fasciarsi la testa, però The Hive non è un capolavoro, neanche si avvicina, ma è un piacevole passatempo.

E’ un prodotto di serie B, di quelli fatti bene, un horror genuinamente retrò, soprattutto per come gestisce con abilità il basso bugdet, sul modello del primo Sam Raimi. Quindi niente computer grafica da marcioni, per fortuna, ma sangue e coltellate, e l’immancabile liquido nero con frasi gotturali da demoni kandariani, senza, beninteso, che si parli di demoni kandariani o la telecamera provi ad imitare la Raimi cam e i suoi virtuosismi.

Hive_Feat

Sul trailer si parla di “Memento incontra Evil dead”, frase di lancio che rappresenta benissimo il cuore del film, il matrimonio, in questo caso felice, tra due elementi eterogenei. A dire il vero l’idea di far incontrare il cinema degli immemori (gente che si dimentica chi è per vari motivi) e il cinema degli zombi, era già successo, negli anni 80, col capolavoro Morti e Sepolti di Gary Sherman e, in tempi più recenti, col narcotico Open graves di Gonzalo López-Gallego, ma soprattutto col gagliardo Resident Evil di Paul W. S. Anderson. Eppure saranno i demoni di Evil dead che ricordano poco gli zombi romeriani, ciarlieri e infimi come il Pazuzu dell’Esorcista, ma in questo caso il mix di generi sembra più originale del previsto. David Yarovesky è bravissimo d’altronde ad aggirare il deja vu della storia, merito anche della discreta sceneggiatura, contorta sì, ma capace di catturare l’attenzione dello spettatore grazie ad una tale varietà di temi e invenzioni, a prima vista scollegati l’uno dall’altro.

TheHive-FeaturedNew Sembra molte volte di essere su una montagna russa: si parte dal modello Evil dead e le sue derive splatter per poi diventare una specie di nuova invasione degli ultracorti siegeliani, per poi toccare temi come la malattia e gli esperimenti genetici, confondendo lo spettatore allo stesso modo del suo protagonista spaesato e senza memoria. Nel rapporto tra i personaggi, nella parentesi romantica, nel suo essere un horror di liquami ma anche di sentimenti, The hive riesce ad emergere dalla massa, ad avere un’anima che lo distingue dai vari Mighty Thor Asylum, la stessa anima, che per assurdo, riusciva a fare commuovere nel vedere Ash piangere prima di smembrare Linda ne La casa di Raimi. Non si tratta di mielosità perché il film di David Yarovesky picchia forte quando deve, ma dimostra di saper giostrare bene la materia raccontata, che, anche senza essere pregiata, sa appassionare. E’ cinema certo da artigiani, non da autori, ma per essere anche quello si può crescere no?

Andrea Lanza

The hive

Regia: David Yarovesky

Scritto da: Will Honley e David Yarovesky

Interpreti: Gabriel Basso, Kathryn Prescott, Jacob Zachar, Stephen Blackehart

Musica di Anthony B. Willis

Produczione: Midnight Road Entertainment (distributed da Nerdist Industries)

Uscita: USA – 19 Settembre 2014 (Fantastic Fest), 14 Settembre 2015; Italia (Playstation network con sottotitoli)

Durata: 93 minuti

TheHive_KeyArt