Evil dead di Sam Raimi fu, nella mia crescita, uno tsunami emozionale, al pari del mio primo porno con Jenna Jameson. Lì le tette, qui il sangue, lì le scopate, qui le mutilazioni, terreno diverso, ma stessi bassi istinti, eros e thanatos neanche fossimo in Basic Instinct. A 13 anni ero goloso di horror, il mio genere preferito, avevo già visto, di nascosto, Non si deve profanare il sonno dei morti, bellissimo, ma una cosa come Evil dead era oltre, oltre ogni mio più spinta fantasia da bambino adolescente in piena tempesta ormonale. In La casa c’era tutto quello che si poteva chiedere ad un horror di serie B senza arzigogoli autoriali: boschi minacciosi, pulsioni sessuali a mille, secchiate di sangue, simil zombi e naturalmente Ash Williams che era un personaggio fighissimo, anche senza essere l’Ash “inghiotti questo” dei seguiti. Ricordo che Ash era il mio mito, tornavo a casa e mi guardavo La casa in random, una, cento, mille volte, ripetendo le battute a memoria, avrei voluto essere lui in questo mondo, come dice Masini, di ricchi panini, qualunque cosa volesse significare, ma è Masini e per forza deve avere ragione.

Il capolavoro!

Il capolavoro!

Certo che tra L’armata delle tenebre e il telefilm targato Starz, Ash vs Evil dead, sono passati quasi 23 anni, non uno, non cinque, non dieci, ma ben 23 anni, lasciando a bocca asciutta i fan di mezzo mondo. Anche se non è che Ash sia proprio restato nel frattempo a contare le pecorelle e rigirarsi i pollici.

In questi anni, se non lo sapevate, Ash ha combattuto contro una miriade di mostri spropositata, ha affiancato Vampirella e Darkman e ha aiutato persino la Marvel contro l’invasione zombi, non proprio una cosa da pensionato chiuso in solaio. Com’è possibile? Beh si vede che non leggete fumetti o giocate alla Playstation.

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Armatevi quindi di joypad perché è di videogiochi che parleremo oggi. In ben cinque casi, il primo risale al 1984, Evil dead è diventato un videogame riproponendo dapprima la storia originale in banali tie in e poi scatenandosi in diversi seguiti così gustosi che è un peccato non siano mai stati girati.

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Evil dead il videogame, come detto, è dei primi anni 80, uscito per Commodore 64 e Spectrum, una blanda versione a colpi di pixel del film omonimo di Raimi. Lo schema è semplice: Ash deve barricarsi in casa e combattere contro i demoni kandariani che si sostituiscono ai suoi amici. Musicato da sinfonie 8 bit, il videogioco ripropone uno schema simile a Pac Man con Ash che scappa, prende l’ascia o l’arma di rito, uccide il mostro che prima l’inseguiva e avanti fino al finale col Necronomicon. Abbastanza ripetitivo, il gioco mostrava però in versione pixel, nella schermata iniziale, la faccia mostruosa di Ellen Sandweiss.

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Per avere un altro gioco su Evil dead bisogna aspettare il 2000 con Evil Dead: Hail to the King, uscito soprattutto per Playstation, ma anche per i PC e lo sfortunato Sega Dreamcast. Gioco invecchiato meglio di come si presentava all’epoca, Evil Dead: Hail to the King è un clone neanche tanto blando di Nightmare creatures con spruzzate di Resident Evil. Quello che purtroppo manca è l’atmosfera, mai terrorizzante, con nemici troppo uguali e ripetivi, ma per fortuna  Evil Dead: Hail to the King è anche un gioco molto vario come ambientazioni e abbastanza frenetico. La grafica notevolissima poi fa la parte del leone, vista anche ora nell’orgia di pixel che i televisori 50 pollici possono palesare. Si tratta di un vero seguito de L’armata delle tenebre, ambientato parecchio tempo dopo i fatti vissuti alla fine della pellicola, con Ash che decide di tornare al vecchio cottage infestato per esorcizzare i suoi demoni. Ecco che si ripresentano però vecchie conoscenze come la mano stregata e il doppio malvagio dell’eroe in una storia che ha la forza nei colpi di scena e che ambienta la seconda parte nel medioevo. Anche il finale, pur se prevedibile, ha il tocco tipico dei capitoli precedenti con l’urlo finale del protagonista in un futuro cambiato dalla sua cretineria.

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Il nemico più bizzarro, un boy-scout mannaro

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Non si dica mai che Ash non si sceglie ragazze fighe

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Nel 2000 questo videogioco aveva una grafica bellissima

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Peggio va con Evil Dead: A Fistful of Boomstick (2003), ma solo per una resa grafica più miserabile nel passaggio con le console di nuova generazione X box e Ps2. Questa volta Ash vive il lutto della sua ragazza, rimasta uccisa dopo un incidente, ubriacandosi ogni sera al bar. Una giornalista televisiva, che ha la bella idea di far sentire al pubblico le registrazioni del Necronomicon, riporterà il mondo nel caos dei demoni kandariani. Anche in questo caso la storia è divertente e varia, con tante ambientazioni storiche dove Ash può scatenare la sua furia al ritmo di battute demenziali e GROOVY! a non finire. Purtroppo il gioco vive di eterni ambienti spogli tutti uguali e città insensatamente deserte, una grafica non al passo purtroppo coi tempi che mina il divertimento finale. Ottimo però l’epilogo che vede Ash fronteggiare le armate dei demoni alla corte di Gengis Khan.

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Nel 2003 la grafica di questo videogioco non era poi così wow

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Del 2005 è invece Evil Dead: Regeneration, uscito per Ps2, X box e Pc. Qui le cose vanno decisamente meglio e il connubio grafica e storia raggiungono il massimo apogeo. Ci si dimentica dei videogiochi precedenti e de L’armata delle tenebre facendo finta che Ash sia stato internato in manicomio dopo i fatti luttuosi di Evil dead 2. Divertente, vario di ambientazioni, non ancora esente da nemici poco caratterizzati è vero, ma talmente veloce da non lasciare il tempo di pensare ai difetti, Evil Dead: Regeneration è l’Evil dead videogioco perfetto, impreziosito pure da un comprimario fuori di testa, un nano zombi di nome Sam che rende ancora più folle il luna park di orrori presentato. Bella poi l’idea di trasformare Ash in Bad Ash quando la serie di combo diventano furia,  così da rendere il gioco, se è possibile, più frenetico. Peccato che il videogame si interrompa con un finale troppo frettoloso e non degno dei precedenti capitoli dei quali questo risulta un delizioso apocrifo.

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Ottima grafica e ottima storia, ecco cos’era Evil dead regeneration

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Povero Sam, la mascotte del gioco

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Per onor del vero esiste un altro Evil dead, sviluppato solo per cellulari dal titolo Army of Darkness: Defense, simpatico ma monotono strategico che segue più o meno la storia del film del 1993. Niente di che.

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Ash puccioso non si era mai visto prima

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Noi intanto speriamo che con questo speciale abbiate trovato un valido rimedio alla vostra sete di Evil dead. Alla fine quello che vi manca è di resuscitare la vostra Playtation o X box dalla cantina, quasi fosse il Necronomicon, e impugnare il vostra motosega, ops, scusate, joypad, contro le armate di Kandar. Sono sicuro non sarete delusi. E se lo sarete forse siete diventati demoni voi stessi.

Andrea Lanza