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Ed eccoci alla terza puntata della serie tv che sta facendo impazzire nerd e nostalgici di bocca buona, ancora una volta con al timone il buon Michael J. Bassett e ancora un episodio perfettamente in linea con i precedenti. Ecco, lette queste prime righe già potete farvi un idea: se fino ad ora le gesta di Ash vecchio e delle sue anonime spalle vi ha fatto sganasciare accomodatevi tranquillamente e smettete anche di leggere, perchè non si fa alcun passo avanti (ne indietro) a quello che già si è visto. Se fino ad ora vi siete divertiti, continuerete a farlo con un altra mezz’ora di gore cartoonesco e la parlantina dell’imbolsito ma sempre tonto Ash e potete pure smettere di leggere perchè ogni altra osservazione che farò non potrà che trovarvi in disaccordo.

Ash-vs-Evil-Dead2Se invece siete quelli che fino al momento stanno seguendo questo “grande ritorno” con un “mah” stampato sulla faccia allora, mettetevi l’anima in pace perchè anche in questo nuovo segmento il fiato dell’intera operazione dimostra essere ancora cortissimo e anzi, rischia di segnare proprio la decisione di lasciar perdere e magari rivedersi i tre capolavori che furono di Raimi. Il povero Bassett (sempre professionale e capace di  saper giostrarsi tra virtuosismi di riporto e qualche buon momento di puro horror) non ne ha alcuna colpa, è l’operazione alla base che si dimostra assolutamente inadatta. Bruce Campbell è indubbiamente un cazzone simpaticissimo ma ha il grosso problema di non aver tendenzialmente mai smesso di essere ash dall’armata delle tenebre. Chi si è imbattuto nei suoi camei, ma sopratutto sul suo (inutile) film-manifesto My name is Bruce è impossibile che provi sorprese a rivederlo fare per l’ennesima volta le stesse espressioni, le stesse gag e le stesse (auto) prese in giro. Rivederlo nei panni di un ash imbolsito di nuovo alle prese con i mostri e porlo al centro in modo così egocentrico e pornografico era roba che al massimo poteva andare bene per un film tv. Campbell divora tutto e tutti ponendo la serie come un lunghissimo e assolutamente sfiancante one-man-show che già dopo la prima puntata dimostrava di essere assolutamente inadatto per la serialità. Inoltre si accusa tantissimo ed è palpabile che tutto sia stato costruito ed appiccicato senza alcuna cura o un minimo di buon senso arrivando alla lunga anche a risultare fastidiosa.

maxresdefaultAsh vs. Evil dead si conferma assolutamente priva di quel perfetto mix di comicità/cartoon e avventura/horror che distingueva Evil dead 2 e Army of darkness e sembra una parodia fanzinara arrabattata di corsa con la sufficienza di chi pensa che basta metterci due vagonate di sangue e un paio di occhiolini al passato che fu che portarsi a casa la pagnotta. Raimi non è un idiota e il motivo che ti tratti come tale fa ancora di più incazzare. E’ palese che non esiste alcuna motivazione per ritirare fuori sto brand se non il lucro più spudorato (con buona pace di chi si smutanda evocando “il ritorno a quello che ama fare”) fatto con la sufficienza di chi non ha più alcun amore verso quello che ha fatto ed è stato. Un precotto da microonde che tenta di dare il colpo alla botte (dopo il pietoso colpo al cerchio con l’ignobile remake di evil dead) a qualcosa che invece era giusto lasciare nel mito e che per fortuna uno scherzo al livello di una loffa in ascensore come questa, per fortuna non scalfirà mai.

Raffaele Picchio