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Noi di Malastrana vhs siamo come gli orsi.
Ad una certa stagione, quando viene il freddo più inteso, andiamo in letargo.
Sarà che veniamo da Marchirolo, il paese più gelido del Nord Italia, qualcosa che sta a metà tra il trono di spade e il lago dei cigni di Čajkovskij.
D’altronde a Marchirolo, parlando sempre di orsi, c’è da sempre una diatriba tra loro e noi umani, anche perché noi marchirolesi, discendiamo dagli antichi spartani col sangue più puro di Leonida.
Dimenticatevi la rupe Tarpea con i ruzzoloni dei poveri bambini con due teste, qui siamo in un campo ancora più crudele dove gli infanti si sfidano all’ultimo sangue in lotte rovinose con i figli dei grizzly.

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Tipico addestramento marchirolese

Ecco perché nella mia classe dell’asilo c’erano più orsi che bambini e ancora non capisco come sono sopravvissuto, ma ho imparato da buon marchirolese la biologia dell’orso che va in letargo.
Questo per giustificare i mesi di assenza, e per ribadire che Malastrana vhs non è un sito pornografico, al massimo appoggia la pornografia come dimostrano i miei calli sulle mani da vero minatore senza mai essere andato in miniera.
Eppure vi abbiamo lasciato, un po’ prima di Natale con la recensione del mitico L’assicuratrice di cazzi (mi dicono che esiste pure un numero 2 ma devo controllare) e riprendo le comunicazioni con un saggetto su Jenna Jameson, la regina del porno, parlando di alcuni suoi lavori essenziali senza peraltro riguardarli ma affidandomi alla memoria.

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Certo ne avrei di cose da affrontare, dalle serie tv nuove strafighe come il grandioso American horror story hotel, o dal più infimo film in vhs, ma la verità è che sono un lascivo e le mie madeleine prussiane hanno l’aspetto di una vhs porno noleggiata da ragazzo.
In primis vorrei spiegare, a chiunque ci stia leggendo, chi è Jenna Jameson.
Sarò ridondante, anche perché nel mio immaginario anche Fra Talezio da Velletri, uno che ha vissuto 70 anni in una grotta, sa chi è Jenna Jameson, d’altronde è una cosa programmata nel DNA di ogni uomo, gay, etero o rettiliano.
Jenna è il James Dean del cinema porno, l’Amleto di Shakespeare recitato da Al Pacino, il simbolo di ogni eiaculazione solitaria, la donna che mai avresti potuto avere da adolescente brufoloso e che, sgranata sul tuo televisorino 15 pollici, ora hai, mon ami.
Jenna è il primo amore, le sue tette spettacolari sono i 6000 metri d’Himalaya scalati da Edmund Hillary, il suo culo è l’Agarthy, l’Eldorado, la Terra rotonda di Galileo, e fanculo i farisei.

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Jenna è l’attrice porno anni 90 più bella, brava e dotata che la storia del cinema porno ricordi o almeno la mia storia del cinema porno.
Jenna è diventata Jenna, la divina, nel mio immaginario, per tre film, Blue movie, Flashpoint e Conquest.
Certo ci avrei potuto mettere pure Paradise, ma è un porno corale, e Jenna non risalta tra tutte come dovrebbe, anche se il film resta comunque un grande porno.

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Blue movie è una follia, un film oltre gli schemi, diretto da un Michael Zen in puro delirio creativo.
Immaginatevi di avere tra le mani l’attrice più bella dell’hardcore americano e darle come compagno di giochi una palla blu che è la reincarnazione del marito morto.
Il film è anche più ingarbugliato, sempre che siate propensi a seguire la trama, che comunque c’è, e neanche è scritta pedestremente, solo pecca di bizzarria, ma è qui, a memoria, dove, per me, la leggenda di Jenna inizia.
Blue movie è una detective story dalle atmosfere chandleriane, un superlativo divertissement pornografico che non stanca mai, e che riesce, con maestria, a non annoiare, a non essere solo uno svuotapalle movie, in quel sottile confine tra film vero e non film hard.
Michael Zen riprenderà anni dopo Jenna con un ancora più folle Satyr, ma senza catturare come in Blue movie la sua essenza, non solo per colpa sua, ma anche per via dell’attrice che a fine anni 90 era diventata una Gloria Swanson stanca e annoiata, niente di peggio per una Dea del sesso.

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Fashpoint invece è la risposta porno a Fuoco assassino di Ron Howard con Jenna al posto di Kurt Russel.
Immaginatevi un hardcore che dura un botto, quasi un kolossal, dove durante la prima mezz’ora gli attori recitano e non si buttano nelle classiche scene cia cia cia giù di spatola e contropelo.
A girare Brad Armstrong, uno dei migliori registi porno che ricordi, uno che se avesse avuto la voglia di girare un film non hard avrebbe spaccato il culo a tanti registi seri e togati.
Brad tra l’altro era all’epoca anche il marito di Jenna, un rapporto turbolento di odio/amore raccontato nella biografia dell’attrice, Vita da pornostar. con toni da torture porn alla Seed di Uwe Boll.
Se Flashpoint è bello, già dalla copertina stratosferica con Jenna vestita da pompiere con le bretelle ad infastidire i capezzoli, Conquest è bellissimo.

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Sempre girato da Brad Amstrong, è un atto d’amore verso i vecchi cappa e spada anni 50, con combattimenti all’arma bianca, pirati sanguinari, carrellate come se non ci fosse un domani e veri galeoni da produzione miliardaria, ben prima dei Pirati dei Caraibi Disney.
Tra scene lesbo focose, la prima consumata in una cambusa senza molta logica narrativa, momenti da grande melò in technicolor intervallati da scene di sesso bollente, e una regia potentissima, Conquest all’epoca fece man bassa di Oscar del settore.
Jenna mai come qui è stata grandiosa, bellissima, quasi un astro di folgore. Dopo ci poteva essere solo il declino.
Il matrimonio con Brad che si disgregava, la sua idea folle di essere una vera attrice al di là del porno diventando una ragazza come tante, la Dea che sceglie la mortalità dopo l’Olimpo, poi l’arrivo della vecchiaia, le chirurgie plastiche sbagliate, l’anoressia, le tette sempre più grandi in un corpo esile, il suo divenire freak al pari di una Mickey Rourke bionda.
Però questa trilogia non trilogia della mia infanzia, credetemi, mi ha formato come cinefilo al pari di un John Woo, e mi manca davvero l’essere ingenuo, il non credere più all’isola che non c’è, ora.
Come d’altronde mi manca lei, Jenna, e il suo tatuaggio con scritto “Cuore spezzato” proprio su quel culo che mai ho posseduto e che ho posseduto mille volte da ragazzo.

Ma i grandi amori, si sa, vivono di ricordi e di rimpianti. Purtroppo.

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Jenna ora

Andrea Lanza