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C’è qualcosa di confortante in Dolph Lundgren. Non nei suoi film, ma proprio in lui come professionista. Credo sia perché, nonostante lo si possa trovare in produzioni che riempiono il cuore di tristezza, da Lundgren sai sempre cosa aspettarti. Potrai vederlo alle prese con pugili, alieni, belga calcianti, premi oscar, zombie, nazisti, ma la sensazione è la stessa: quella di un uomo che sta facendo esattamente il suo lavoro. Dovunque lo si piazzi, lo svedese prende il proprio mestiere con serietà, mettendoci l’usuale carisma e non sfigurando nemmeno quando costretto a interpretare personaggi che poco si adattano a uno scandinavo che parla inglese con accento curioso. In più, probabilmente, il suo cachet non è proibitivo, visto ch’è diventato come il prezzemolo e spunta ovunque, perlopiù in film DTV o in esclusive del mercato home video. Non che questo sia un male, intendiamoci, ma purtroppo la qualità media di un film per la TV non è sempre apprezzabile e noi italiani siamo pieni di buoni esempi a riguardo. A meno che non siate tra quelli che considerano roba come Un coccodrillo per amico, Cient’anne o Un’australiana a Roma perle imperdibili del made in Italy, s’intende. Nel caso, lasciate perdere e andate pure a vedervi una di certo divertentissima retrospettiva di Boldi e Mattioli, non vi odierò per questo. Mi limiterò a fare spallucce mentre ricarico l’arma.
Se quindi il buon Dolph riesce a non deludere mai, digerire un film di guerra tanto generico quanto stereotipato come War Pigs è tutta un’altra storia.

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Il film di Ryan Little nasce per il mercato DTV e questo non fa partire l’operazione nel migliore dei modi. Non serve essere Tullio Kezich per capirne il motivo: l’epicità di un film di guerra è data, il più delle volte, dalla drammaticità del racconto e dalla grandezza della sua narrazione. In altre parole, un war movie deve avere il budget adatto per trasportarci nella storia oppure deve essere in grado di deviare dai binari della stessa storia per raccontare un singolo episodio e, magari, approdare a lidi assolutamente non prevedibili. Raramente un film TV riesce nell’impresa e War Pigs, purtroppo, non rientra nella piccola percentuale di piacevoli sorprese che sopperiscono al basso budget con ottime idee. Dico purtroppo con sincerità e una punta di rammarico, perché nel cast non c’è solo Lundgren, ma anche Chuck Liddell, Luke Goss e Mickey Rourke. Ora, non è certo il cast della vita, ma un risultato più che accettabile lo si poteva concludere, notando alcuni piccoli dettagli. Per esempio, se hai nel tuo film un ex campione di MMA e Kick boxing, perché gli fasci un braccio e non gli fai tirare un pugno che sia uno?  Sarebbe come avere a disposizione Faye Reagan e lasciarla vestita per tutta la durata. Perfino Goss risulta legnoso e fuori luogo ed è un attore che ce la mette sempre tutta, uno che ha partecipato come protagonista a pellicole con i controcazzi come Blade 2 (2002) e Hellboy: The Golden Army (2008). Discorso a parte per Mickey Rourke, ormai in piena anarchia di qualche nervo cranico, il viso gonfio e inespressivo che si muove incontrollato. Triste o imbarazzante, lascio a voi la scelta. Gli altri comprimari sono capaci di strapparci almeno un sorriso e, se non altro, di farci ricordare due o tre nomi. Tutta la caratterizzazione si ferma qui e gridiamo di gioia perché poteva andare veramente peggio.

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Cosa che in realtà succede puntualmente, con tanta pace dello spettatore che, attonito, guarda passare davanti agli occhi scene impacciate in preda al disagio. War Pigs non lesina sul dejà vu, proponendo una trama vista centinaia di volte, senza mai essere in grado di sopperire ai buchi di sceneggiatura con qualche trovata originale o con qualche scena degna di nota. La storia che vede il riscatto del tenente Wosick (Goss), caduto in disgrazia per aver eseguito gli ordini, facendo ammazzare la sua squadra, non regala mai una sorpresa, figuriamoci un’emozione. E la conseguente nuova missione, da affrontare con un gruppo di cazzuti reietti che troveranno il rispetto e l’eroismo una volta superati i contrasti con l’ufficiale, non è da meno. La povertà del film ti getta preda di un horror vacui senza ritorno, ma il problema principale non è la scarsità di mezzi, bensì l’idea e la sua realizzazione. Se tralasciamo infatti lo script debole e la totale mancanza di personalità, resta comunque un climax gestito con una parte del corpo che, vi do un indizio, non è il cervello. Incredibile assistere a tempi morti in cui i protagonisti potrebbero tranquillamente, e soprattutto logicamente, venire investiti da tutto l’armamentario bellico del Reich e invece niente, un rilassante campeggio in pieno campo nazista. Visto che nessuno ci spara addosso, perché non distruggiamo anche la fantastica nuova arma di Hitler, dopo aver preso il tè? Se esisteva un briciolo di tensione, salutatela con un epitaffio.

Come si può definire un film che non serve a nulla? Inutile, suppongo. Ecco, restiamo su questa definizione e tanti saluti. Io torno al mal de vivre. È un’occupazione più interessante.

Manuel “Ash” Leale

War Pigs – Bastardi di guerra

Titolo originale: War Pigs

Anno: 2015

Regia: Ryan Little

Interpreti: Luke Goss, Dolph Lundgren, Chuck Liddell, Mickey Rourke, Noah Segan, Steven Luke, Ryan Kelley, Jake Stormoen, K.C. Clyde

Durata: 91 min.

DVD/BRD: Import

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