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“Quando gli incubi di un’adolescente diventano realtà”

(Frase di lancio sulla vhs italiana)

Lo slasher è un genere abbastanza semplice. Mettici un assassino, una casa sperduta, qualche giovane incauto, e voilà il gioco è fatto. Se poi, tu regista, sei anche bravo, puoi aggiungere, a mò di condimento, ma non è necessario nella logica del B movie, anche suspense e una risoluzione finale non prevedibile. Lo slasher l’hanno affrontato registi cult come Sergio Martino nel suo mai troppo glorificato I corpi presentano tracce di violenza carnale, Wes Craven con la sua impareggiabile tetralogia di Scream, senza contare un miliardo di registi, o presunti tali, negli anni 80, persino il bravo autore di Porky’s, Bob Clark, e naturalmente John Carpenter, non il primo, ma quello da cui tutto ebbe inizio, con Halloween.

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Senza Halloween, non mi vogliano i Martino, i Clark o i Bava che è vero c’erano prima, non ci sarebbero stati i Venerdì 13, i Decoteau frocissimi venduti al supermercato a un euro e 99, gli Scream e tutti i loro figli mongoloidi, il cinema non sarebbe finito, ma il panorama horror sarebbe stato orfano di alcuni assassini che ci hanno fatto da papà nella nostra crescita di appassionati del cinema di paura.
Con Halloween il cinema thriller ha subito una scossa elettrica, ovvio che, visto il clamore e il successo, ci volessero provare tutti, anche perchè gli ingredienti del novello genere,come detto, erano più che semplici e sicuramente riproducibili con facilità. Certo Carpenter era Carpenter, lui faceva venire il brivido sulla schiena anche con una soggettiva di un bambino, ma senza suspense si poteva, per esempio, puntare sulle tette, e, senza musiche d’atmosfera, sul gore. D’altronde le regole dei B movie più scatenati vogliono l’arte dell’arrangiarsi come dogma principe.

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Una Lama nella notte arriva nel 1986, quando il genere slasher è già bello che consumato, cercando, a partire dall’idea di farlo dirigere da una donna, di cavalcare il successo di un altro slasher ottantino, The Slumber Party Massacre diretto da Amy Jones.
La regista Carol Frank era stata tra l’altro assistente alla regia proprio di The Slumber Party Massacre, quindi al produttore Roger Corman dev’essere sembrata la declinazione più giusta quella di promuovere la Frank come regista e sceneggiatrice assoluta, nel tentativo di bissare gli elementi del precedente film.
Inutile dire che la carriera di regista di Carol Frank si fermerà giustamente qui.

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In The Slumber Party Massacre a farla da padrone erano gli omicidi col trapano elettrico perchè nel cinema horror di serie B è raro che l’assassino trombi, ma col suo trapano grande e grosso come un pisellone da film hard, oh sì!, poteva trapanare tutte e ragazze che voleva. Il sesso visto come pericolo mortale dei vari slasher qui acquistava un’iperbole maggiore di metaforona, un’invenzione non pedestre sia dato tanto di cappello alla Jones.

La Frank non arriva a tanto, all’inizio cerca di confondere le carte con una regia virtuosistica, montaggio azzardato, telecamera impazzita, ma non è nè Sam Raimi nè Kevin S. Tenney, quindi il gioco dura poco, e Una Lama nella notte diventa una milk shake di Halloween con Nightmare on elm street, non avendo nè la genialità nè la suspense di nessuno dei due.

Momenti Nightmare

Momenti Nightmare

Dal capolavoro di Carpenter la Frank prende il rapporto di parentela, sorella/fratello, tra la protagonista (un’antipaticissima Angela O’Neill) e l’assassino bietolone, interpretato dallo sfortunato John C. Russell (morì a soli 39 anni nel Marzo del 1997), qui al suo unico ruolo della carriera. Da Nightmare, un po’ come farà La casa al n. 13 in Horror Street di Harley Cokliss, mutua gli aspetti più superficiali: i sogni ad un passo dal dormiveglia, e bambine bianco vestite che avvertono del pericolo imminente, e la bizzaria del mondo onirico (con almeno, sia dato a Cesare, un momento riuscito, ovvero la tavola imbandita con le bambole umane sedute). Il tutto è però un frullato di scopiazzature che, sia chiaro, non fa mai paura.

In più questo assassino, Bobby, non ha neppure una maschera figa, si deve accontentare del faccione da bamboccione di John C. Russel, uno che non farebbe paura neppure alla festa di fine anno dell’asilo, figuriamoci in un thriller.

Sono il killer più carismatico della storia dei thriller

Sono il killer più carismatico della storia dei thriller

Ci sono però momenti, anzi intuizioni, buone, che però non sono mai sviluppate, lasciate a morire nel breve metraggio della pellicola, 77 minuti, come quando, senza un vero motivo, scopriamo che il killer Bobby vede ogni sua vittima come una bambina. Ok, molto La scala a chioccia, ma perchè?

Per il resto abbiamo un thriller scemo che, girato da una donna, forse si pensava sarebbe stato meno scemo, per lo meno non puntato sulle tette gratuite, invece, a dimostrazione che le vie del Signore sono infinite, Carol Frank ci infila ad inizio pellicola, una scena assolutamente gratuita dove alcune delle protagoniste si spogliano per provare dei vestiti, tutto musicato da una musica anni 80 insostenibile. C’è da dire che Sorority house massacre, questo il titolo originale, nelle mani di un porcone come il grande Jim Wynorski sarà ancora più scollacciato, con tette e docce a gogò nei due seguiti, Sorority house massacre 2 e Hard to die, che girerà negli anni a venire, con risultati di divertimento nerd comunque maggiore. Eh si, perchè Una lama nella notte, siamo sinceri, è una discreta palla.

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Momento tette gratuite

Ma vogliamo parlare di come Carol Frank gira gli omicidi? Di quanta disattenzione c’è nei confronti dell’atmosfera che dovrebbe essere parte integrante di un thriller? Bobby arriva e uccide, non sparge molto sangue, le sue vittime muoiono come galline sceme facendo cose sceme come la scena dove una cretina scende le scale e si butta quasi in braccio al killer, innescando una gang incredile dove lei cerca di risalire e l’assassino prova a prenderla per i piedi. Una cosa che neanche Scooby doo!

Essendo poi la Frank una donna ci infila, in una scena di morte, poi un gratuito nudo maschile di un ragazzone che corre nudo come mamma l’ha fatto indossando solo scarpe da tennis e calzini bianchi! Per noi amanti del cinema horror tettuto è, per citare l’immortale poeta J-Ax, “l’equivalente del dito in culo quando scopi”.

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Altra cosa implausibile sono i comportamenti dei personaggi davanti agli omicidi: Bobby uccide i loro amici e questi non fanno un ah o un bah, si dimenticano dell’esistenza di quella persona, la danno già morta quando, ad un passo da loro, quella inciampa chiedendo aiuto. Tutto a cominciare da quella palla al cazzo della protagonista, una che non vorreste mai alle vostre feste, ha sempre il mal di testa, non sorride mai, quando si festeggia ha sonno. Che palle!

Stendiamo un velo poi sull’incapacità recitativa di tutto il cast che può sfoggiare non attori capavi, nelle scene di tensione, di ridere sotto i baffi. Una cosa incredibile a vedersi. Non ci si capacita che un film tanto brutto e malfatto sia arrivato da noi in Italia, in un’edizione però giustamente da straccioni, con un doppiaggio da mani nei capelli.

Che dirvi? Una lama nella notte non è ben girato, non è sanguinoso, ha solo due o tre tette buttate nel minestrone qua e là, ma il divertimento è basso. Vi consiglio di recuperare, come già detto, i due seguiti di Wynorski che sono brutti è vero, ma, Madonna, quanto son divertenti! E il divertimento è tutto in un brutto film di Serie B.

Andrea Lanza

Curiosità:

  • Il film che i ragazzi in tv vedono è The Slumber Party Massacre di Amy Jones
  • Angela O’Neill, l’attrice protagonista, dopo la figura barbina in questo suo film, si riciclerà come guardarobiera in filmdi un certo pregio come Apollo 13 o Soldato Jane. Il cinema era nel suo sangue, certo, ma non come attrice!
  • Il film segna il debutto dell’attore/produttore Vinnie Bilancio, noto per cosacce di serie B come Camp Blood o Blood gnome. Ha pure diretto tre misconosciuti horror, brutti come la morte.
  • La bellissima biondona della copertina non appare nel film, ma trattasi di Suzee Slater, già vista nel capolavoro di Winorsky, Il supermarket dell’horror, e futura interprete di simpatiche zozzerie come Ipnosi morbosa di Fred Olen Ray.

Una lama nella notte
Titolo originale: Sorority House Massacre
Anno: 1986
Regia: Carol Frank
Interpreti: Angela O’Neill, Wendy Martel, Pamela Ross, Nicole Rio, John C. Russell, Vinnie Bilancio, Joe Nassi, Mary Anne, Gillian Frank
Durata 77 min. – Videogram – Inedito in sala – Divieto ai minori di 14 anni

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