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Tra tutti i registi che bazzicavano la serie B americana, horror, thriller o action che fosse, per inventiva e bravura, spiccava senza dubbio Joseph Zito, uno capace di farti piacere un film di Chuck Norris manco fosse un kolossal di Stallone. Zito, nel girare, aveva quella marcia in più, quel senso del ritmo che dev’essere per forza nel tuo DNA, quella capacità di scegiere la musica giusta al momento giusto. I suoi film erano violenti ma non rozzi, sia che si trattasse di un war movie con Dolph Lundgren post Rocky 4 che del capitolo più bello dei Venerdì 13, quello finale anche se finale non fu. Certo erano film fascistoidi, reazionari, soprattutto quelli action girati con la Cannon, ma chissene della direzione politica davanti ad uno spettacolo esaltante e ben girato, davanti ad un B movie fatto come Dio comanda, in quegli iripetibili anni 80 che facevano confondere la serie A con la B a noi ragazzini divoratori di VHS.

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Non per nulla Zito era mal visto dai produttori, soprattutto per la sua fama di regista difficilmente arginabile, che sforava i budget imposti con il pericolo di incassi dubbi o comunque minori.

Tra i suoi film meno riusciti c’è di sicuro questo Rosemary’s Killer, che comunque viveva fino a pochi anni fa una fama di culto per tutti i maniaci dello slasher, soprattutto visto la sua natura di oggetto irrecuperabile nel nostro idioma, fino all’avvento di internet e dei mai troppi benedetti mux.

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D’altronde Rosemary’s killer non fu un successo in patria, soprattutto quando il produttore declinò l’offerta di 750000 dollari della AVCO Embassy Pictures sui diritti di distribuzione del film, relegandolo ad un destino di autodistribuzione vicino alla morte.

In Italia si sa con certezza di una sua uscita nei cinema, poi forse lo sbarco in tv, ma non approdò mai, stranamente, nel generoso mondo delle vhs prima e dei dvd dopo.

Un peccato perchè Rosemary’s killer, The Prowler in inglese, pur se è uno tra gli slasher più illogici e stupidelli mai girati, ha, dalla sua, una forma impeccabile che lo innalza dalla media del genere, molte volte popolata da film girati con la mano sinistra.

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In Rosemary’s killer si nota, fin dalle prime battute, quando le ragazze si preparano alla festa di fine anno scolastico con il parallelo della vestizione del “mostro”, giarrettiere da una parte, il coltello infilato nello stivale dall’altra, che siamo in un terreno diverso dagli spaventelli teen di quegli anni, nati sulla falsariga di Halloween o Venerdì 13, qui c’è una cura non pedestre per i particolari e la costruzione della paura.

Joseph Zito gira non bene ma benissimo, e la sinergia con Tom Savini, mago degli effetti speciali degli anni 80, porta ad una danza di morte tra le più crudeli, cruente e sanguinose viste in un horror adolescenziale di quel periodo.
In più il killer di Rosemary’s Killer è davvero un babau di tutto rispetto con la sua tuta militare a fungere da maschera spaventosa ed efficace nella sua semplicità.

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Zito non lesina neppure in nudi spogliando le sue protagoniste/vittime nello stesso modo in cui le ucciderà nelle sequenze successive. E’ un continuo alternarsi tra erotismo e violenza, in una velocità tale da lasciare interdetti, come nel caso della morte della ragazza sotto la doccia, prima ammirata nuda e poi martoriata a colpi di forcone.

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Joseph Zito, uno bravo

Se il film ha il suo fascino, anche per via di indovinate sequenze di terrore puro, come la lunga sequenza di inseguimento tra il killer e la protagonista, poco dopo la morte dell’inquilina, come detto, il film cede quando invece cerca di essere plausibile a livello narrativo. D’altronde anche il più cretino può capire chi è l’assassino quando tu sceneggiatore fai sparire un personaggio con la scusa più idiota e credi che il pubblico sia così beota da esserselo dimenticato. Patetici poi gli escatomage di depistaggio che, ad un certo punto, vogliono un vecchio paralitico (il grandissimo Laurence Tierney de Le iene in un ruolo sprecatissimo) essere il probabile assassino, senza d’altronde che nessuno ci creda.

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D’altronde è la natura di Giano bifronte di questa pellicola, uno dei milioni di film preferiti da Quentin Tarantino, che vuole fare a cazzotti, come per i migliori Dario Argento peraltro, tra logica e messa in scena. D’altronde è fare gli schizzinosi perchè The Prowler non è più scemo di uno Scream 3 di un quasiasi So cosa hai fatto che funesterà i nostri incubi anni 90. Questo in più è girato pure benissimo e mischia bene il lato splatter con quello più d’atmosfera. Rosemary’s killer d’altronde con i suoi bagni in piscina da versione hardcore di Il bacio della pantera, con le gole infilzate e le tette mostrate un chilo al minuto, con l’assassino che torna alla carica dopo 35 anni senza un vero perchè plausibile, confondendo all’improvviso la protagonista (Vicky Dawson, la più bruttina del cast) con la Rosemary del titolo, salvo dimenticarsene subito dopo, con il finale alla Carrie assolutamente non sense, è pura delizia da cinefilo del cinema horror anni 80. Armato s’intende di pop corn e rutto libero.

Andrea Lanza

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Due curiosità sul film:

– Si racconta che Farley Granger, lo sceriffo George Fraser, sia stato scritturato in questo film per puro caso, insegnando recitazione alla moglie di uno dei produttori. Il suo ruolo tra l’altro è quasi un cammeo. Granger e Tom Savini litigarono spesso sul set anche perchè l’attore, claustrofobico, doveva stare una intera giornata con il viso sotto il lattice per creare un calco dela testa. Gli effetti speciali avevano tra l’altro un ruolo importantissimo nel film e Savini definisce The Prowler una delle sue opere più riuscite. Sarà appunto per questo film sfortunato che Joseph Zito verrà scritturato per Venerdì 13 capitolo finale, sempre accompagnato dal fidato Savini che non lo abbandonerà neppure per i suoi action gore come Invasion USA.

– La scena dove il vicesceriffo e la sua fidanzata aprono la tomba di Rosemary’s e la trovano occupata da una sfortunata vittima del killer fu girata in un vero cimitero. Non solo: anche quella cassa da morto era vera e in attesa del suo legittimo proprietario. Roba da fare gli scongiuri, ma niente paragonabile ai 18 calci che l’attrice Cindy Weintraub si prese nel tentativo di girare bene la scena della sua morte in piscina, dove appunto una pedata del killer la ributtava in acqua. Fortunatamente il piede era in lattice.

Rosemary’s killer
Titolo originale: The prowler
Regia: Joseph Zito
Interpreti: Vicky Dawson, Christopher Goutman, Lawrence Tierney, Farley Granger, Cindy Weintraub, Lisa Dunsheath, David Sederholm, Bill Nunnery, Thom Bray, Diane Rode, Bryan Englund
Durata: 90 min.
Anno: 1981