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Scuola di polizia, il primo, fu un successo di pubblico gigantesco: a capo di un budget di soli 4 milioni e mezzo incassò la bellezza di 81 milioni soltanto negli USA. I seguiti, il secondo con 55 milioni di incasso, il terzo con 45 (sempre con budget che non superavano i 10 milioni), confermarono il successo della serie, seppure in terribile discesa a partire dal quarto episodio (28 milioni). Il segreto di Scuola di polizia di Hugh Wilson era, più che la regia nella media, l’esilarante copione di Neal Israel e Pat Proft (Scuola guida, Bachelor Party – Addio al celibato, Hot shot 1 e 2), capace di non scadere mai nel demenziale anche davanti a situazioni oltre l’assurdo. Lo stesso si può dire del gagliardo seguito a firma di Jerry Paris ( Non alzare il ponte, abbassa il fiume, 234 episodi di Happy days) su copione di Barry W. Blaustein e David Sheffield (Il principe cerca moglie e Il professore matto), ma non dei vari sequel, toccando l’apice della bruttezza nei capitoli 5, 6 e 7, quelli senza Carey Mahoney/Steve Guttenberg, in piena euforia da emulazione de La pallottola spuntata. Si può dire che l’onda del film demenziale aveva fagocitato quello che di buono c’era nei primi passi dell’accademia di polizia del distratto Comandante Lassard.

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Chi è nato a cavallo tra gli anni 70 e 80, non può non ricordarsi di Scuola di polizia che generò persino un fortunato cartone animato e una meno fortunata serie tv. Eppure, in un periodo contraddistinto dalla nostalgia degli anni 80, sembra che Scuola di polizia sia un ricordo lontano e ben lungi dall’essere rivalutato o ricordato, come per esempio un Voglia di vincere o una qualsiasi commediola con Molly Ringwald. Forse per via appunto della sua deriva demenziale che ne decretò la morte cinematografica dopo la Missione a Mosca, il settimo capitolo.

In pochi però si sono accorti che sulla serie di Scuola di Polizia aleggia una maledizione, alla Ju-on, che ha ucciso, anno dopo anno alcuni membri del cast o che ha sancito la miseria di altri, destinati altrimenti a carriere promettenti.

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Tutti conosciamo Steve Guttenberg, il simpatico protagonista dei primi capitoli, e una delle facce più note degli anni 80 con successi come i due Cocoon, Corto circuito e Tre Scapoli e un bebè. Ma la sua carriera ha proseguito di successoni in successoni anche negli anni a venire? Nel 1997 gira Zeus e Roxanne – Amici per la pinna, firmato dal George Miller meno dotato (quello de La storia infinita 2, non di Mad Max), dove i suoi comprimari sono un cane e un delfino. Sempre del 1997 è Casper-un fantasmagorico inizio, seguito per l’home video di un successo dimenticato, e di due anni prima Matrimonio a 4 mani, con due bambine pestifere a rubare la scena al buon Steve. La sua filmografia, dagli anni 90, è piena di bambini buffi e pasticcioni, babbi natali casinisti, cagnoni pucciosi, infimi B movie, fino a toccare il fondo con il recente Lavalantula, tarantola sputa lava. D’altronde animali e bambini non sono un buon segno per un attore in ascesa. In più, come segnalato sulla recensione di Lavantula, ultimamente il buon Guttenberg non ci sta molto con la testa e si fa trovare nudo a fare jogging a Central park.

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Io e te, amici per la pinna!

Non meglio è andata al rumorista Michael Winslow, che ricordiamo solo per la serie Detective Extralarge in coppia con il mai troppo compianto Bud Spencer, e poi l’oblio, anche per lui sancito da Lavantula.

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Peggio è andata però a Bubba Smith, il gigante buono Moses Hightower, alto più di 2 metri, e morto il 3 Agosto del 2011. L’ex campione di football venne trovato senza vita nella sua casa di Los Angeles per un’intossicazione da fentermina (un farmaco che inibisce l’appetito usato per trattare casi di obesità), stroncato da un terribile attacco cardiaco. Morto a soli 66 anni anni.

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Ve lo ricordate Tackleberry, il fanatico delle armi da fuoco, interpretato da David Graf? Beh neanche questo attore ce l’ha fatta. Morto a soli 50 anni, il 9 Aprile 2001, ucciso da infarto fulminante durante una gara di birra e salsiccia. Roba che solo in Italia possiamo fare senza conseguenze. Sembra che anche il padre e il nonno non siano arrivati mai ai 52 anni e al buon David mancavano 9 giorni al compleanno.

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Dopo vi va una gara di birra e salsicce?

Anche il buon Jerry Paris, regista dei capitoli 2 e 3, ci ha lasciati a soli 60 anni, nel 1986, il 31 Marzo, poco dopo l’uscita nei cinema del suo ultimo Scuola di Polizia. Malato di cancro e di tumore al cervello, morì in ospedale sotto i ferri del chirurgo.

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Debralee Scott era la moglie, in Scuola di polizia, del Sergente imbranato e occhialuto Fackler. Sposata nella vita con un vero poliziotto, John Levi, dovette sopravvivere alla notizia della sua morte, l’11 Settembre 2001 per l’attacco alle Torri Gemelle. Non si riprese più buttandosi a bere e ammalandosi di cirrosi epatica. Nel 2005 svenne e andò in coma, al risveglio sembrava stare bene e fu dimessa, ma pochi giorni dopo la trovarono morta in casa sua, davanti alla tv. Aveva 52 anni.

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Tab Thacker era il grasso cadetto nero che troviamo in Scuola di polizia 4 e 5. Ex lottatore di wrestling, morì il 28 Dicembre 2001, a 45 anni, dopo aver subito l’amputazione di un piede prima, poi di entrambe le gambe a causa della sua malattia, il diabete mellito di tipo 1.

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Che dire poi dello scenario di tutta la serie? La fittizia accademia di polizia è situata presso l’Humber College a Toronto, Ontario, Canada. Forse non sapete però che L’Humber College era un noto manicomio, inaugurato nel 1889, particolare per i vari tunnel che collegavano l’esterno con l’edificio, e per il cimitero adiacente che ospitava i pazienti deceduti senza famiglia. Gli studenti dell’Humber College testimoniano di avere visto più volte aggirarsi fantasmi o presenze inquietanti all’interno dell’edificio. Nel 1998 la scuola è diventata protagonista di un horror, Urban Legend, e nel 2015 ritornerà tristemente alla cronaca per essere lo scenario di un omicidio: un uomo freddato con due colpi di pistola alla schiena.

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Un posto allegro per un fim comico, un manicomio

Certo, possono essere tutte coincidenze, e molti attori, come Sharon Stone, hanno avuto una carriera inarrestabile dopo Scuola di polizia. Credere o no sta a noi. Permettetemi però di fare gli scongiuri e di toccarmi i cosidetti.

Andrea Lanza