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Di slasher se ne sono prodotti una quantità industriale da quando Sir John Carpenter ha girato il suo Halloween. Magari non tutti i film sono stati eccellenti, ma se c’è un genere che riesce a camuffare la mancanza di fantasia con il divertimento è proprio questo.

Blood rage è un thriller violentissimo, ma anche involontariamente demenziale, roba che a vederlo ti sbellichi dalle risate. Non che sia girato male, cioè neanche bene, siamo nella media dei prodotti standard della serie B anni 80, ma la sua forza è di essere un film davvero folle per le idee e lo sfregio del buongusto nella messa in scena.

Immaginate che la ricetta perfetta per buon thriller violento, sul modus che so di Brian De Palma, dovrebbe essere il mix sapiente di suspense e effettacci al servizio di una trama intrigante.

Non però per John Grissmer, regista di Blood rage, alla sua seconda e ultima opera: a lui la cucina sofisticata non piace, a lui piacciono i sapori selvaggi magari mischiati a salse e formaggi, racchiusi nella sapiente cucina da Macdonald texano. Quindi via di sangue, frattaglie, tette e buchi di sceneggiatura. Ecco che il piatto può sembrare orribile alla vista, ma nel gustarlo la varietà di saporacci è quasi paradisiaca. Giuro.

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Sembra merda, ma è buonissimo

Tutto comincia in un drive in, dove la mamma dei gemellini di neanche deci anni Todd e Terry decide di darci dentro con l’occasionale amante approfittando che i due pargoletti dormono. Niente di più sbagliato. I due ragazzini sgattaiolano dall’auto girovagando per il cinema all’aperto fino a che, senza un motivo logico se non la follia, Terry, armato di accetta, uccide brutalmente il lui di una coppietta in un’orgia di sangue e tagli. Ora voi giustamente penserete: il bambinetto è sporco da capo a piedi di sangue e lo arresteranno. Macchè, ingenui lettori, ad essere arrestato è Todd perchè lo scaltro Terry, sempre coperto di sangue ovviamente, gli fa una carrezzina sporcandogli un poco il viso, gli cede l’accetta e urla “E’ stato lui”. Al povero Todd in shock spetteranno ben dieci anni di reclusione in manicomio.

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Da questo momento le idee purtroppposcarseggiano e al povero John Grissmer non rimane altro che prendere il plot di Halloween e capovolgerlo: Se Michael Myers fosse innocente e nel tornare a casa scoprisse che sua sorella Laurie è il killer?

Così Todd, ormai adulto, scappa dalla casa di cura e, per tre quarti di film, si nasconde, cerca di parlare con della gente che terrorizzata chiederà aiuto a Terry, morendo male ovviamente.

Il modus operanti del maniaco è particolarmente bizzarro, una specie di mossa Kansas city del cinema horror: il più delle volte lui è pacifico, magari passeggia con un’amico, parla male del fratello, poi strabuzza gli occhi e scrutando il vuoto alle spalle della sua vittima dice “Eccolo!!!”. Allorchè l’incauto accompagnatore si volta e ualà Terry lo uccide, ridendo sardonico.

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Terry l’amicone

La causa scatenante della Blood rage, rimasta latente per dieci anni, nel cervello del buon Terry non è il ritorno del fratello, ma un più shockante annuncio, durante la festa del ringraziamento: Mammà si sposa! Oddio gli occhi diventano spiritati, lui tace, poi poco convinto fa un brindisi alla novella coppia, ma la prima vittima è proprio il fidanzato della madre, decapitato. Anche perchè, diciamolo, la mamma di Terry e Todd è una gran zoccola, che beve come se non ci fosse un domani e si struscia e bacia i figli in maniera ambigua, anche perchè John Grissmer non è uno da sottigliezze alla Hitchcock.

Il film, girato in gran economia, con effetti rozzissimi ma efficaci di Ed Fench, ha dalla sua un’ambientazione interessante, ovvero un residence popolato dalla peggio gentaglia d’America: ragazzi decelebrati, ragazze madri incerca del pollo da spennare, imprenditori imbranati e così via. Quando Terry li uccide, quasi quasi parteggi per lui, perchè diciamolo il ragazzo è pazzo come un’anguilla sotto crack ma è simpatico forte. Ad un certo punto, dopo aver scannato una delle intercambiabili vittime, assaggia il suo sangue esclamando “Giuro che non è sciroppo di lampone!”

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Se gli attori sono scarsini, bisogna dire che Mark Soper, l’interprete dei due gemelli, è scatenatissimo, in pieno over acting sfrenato, fa le facce, gigioneggia monologhi, è tutto ciò che di più sbagliato ci può essere in buon film, ma qui è perfetto forse perchè il film perfetto non è.

Non so se consigliarvi questo filmaccio, come avete capito è brutto forte, ma compensa bene la sua natura deleteria con l’essere involontariamente divertente. Un film così folle da chiudersi in modo inaspettato e quasi tragico, in antitesi con tutto quello che c’era prima.

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Il film fu girato nel 1983 con il titolo conosciuto (quello di lavorazione era Slasher), ma non trovò distribuzione fino al 1987 dove rispuntò come Nightmare at Shadow Woods, tagliatissimo e con scene di dialogo extra a tappare i buchi splatter mancanti. L’edizione blu ray della Arrow presenta tutte e due le edizioni, naturalmente in inglese perchè da noi il film è purtroppo inedito.

Andrea Lanza

Blood rage
Regia: John Grissmer
Sceneggiatura: Bruce Rubin (come Richard Lamden)
Stars: Louise Lasser, Mark Soper, Marianne Kanter, Julie Gordon,
Jayne Bentzen, Bill Cakmis, Dana Drescher, James Farrell
Durata: 87 min.

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