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Natale è ormai finito, oggi si assestano gli ultimi colpi bassi allo stomaco, i pranzi e le cene luculliane sono ancora all’ordine, ma ormai si parla di cibi riscaldati, avanzi di giorni fa, forse domani si lavora, che palle, ho fatto tombola zio Chiattone.

Per questo, per farvi compagnia mentre come lottatori di sumo vi ingozzate per sopravvivere meglio alla fase finale del Natale, il boss, Santo Stefano, quel giorno che per molti è il Natale bis e che ha lasciato sulla sua infamante via molti prodi giovani panciuti come figli dell’America partiti per il Vietnam, noi vi abbiamo stilato la lista dei peggiori film per passare questo Lunedì.

Io ce l'ho fatta, ma non altri giovani panciuti.

Io ce l’ho fatta, ma non altri giovani panciuti.

Quindi siamo esenti da Babbi Natale perché a Santo Stefano si fa sul serio, si accettano colpi sotto la cintola e strozzamenti di tette, basta Poltrone per due, La vita è meravigliosa, i film che devono essere visti oggi sono schifezze forse non nate brutte, ma con il Dna del brutto, come il nostro riflesso davanti allo specchio oggi.

Domani si riapriranno le palestre, inizierà il tram tram della vita quotidiana, ma per oggi Malastrana è lo specchio del nostro ego post eccessi perché a tutti piacciono i complimenti, ma la verità la dice anche il saggio Paulie di Rocky, la vita fa più schifo della merda. Amen, fratello, amen.

1- Hobgoblins – una stirpe da estirpare

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Joe Dante nel 1984 ci fa emozionare, spaventare e ridere con quel gioiellino chiamato Gremlins, ma genera, come i suoi mostriciattoli, una stirpe bastarda di cloni malconci e pulciosi. I registi che pensano che basti un Furby mosso coi fili per creare un simil gremlins sono molti, a qualcuno è andato bene, vedi i Critters, a qualcuno benino, vedi i Ghoulies, qualcun altro ha rasentato la follia, i troll fragassiani, ma nessuno ha mai raggiunto vette di sublime letame come gli Hobgoblins di Rick Sloan. I mostri di questo film neanche li provano a muovere, sono stoccafissi doppiati alla meno peggio con vocine alla ciuffetto bianco, con mani nascoste che simulano il movimento, raccapricciante nei momenti concitati di terrore. Hobgoblins è davvero una stirpe da estirpare, come dice il titolo, ci prova a buttarla sul ridere, forse parodizzando la scifi anni 50, ma è solo micidiale, come la scoreggia che ti parte quando stai per scopare finalmente e capisci che la vie e rose è sfumata, adieu l’amour e le madeleine, cazzo. Rick Sloan proverà a girare un seguito nel 2009, ma con l’idea di fare apposta una cazzata, solo che i grandi film miserabili non si creano a tavolino, e Hobgoblins 2 sarà solo brutto, non “brutto cazzo che cosa ho visto ora vi racconto”. In Italia Hobgoblins esordì in vhs e poi se ne persero le tracce, etichetta Avo film con questi Hobgoblins nel tratto di Sciotti o di un suo emulo, fighissimi, che volavano su un’astronave, cosa che mai si vide nel film. Se volete che i vostri figli vi odino a morte, fategli vedere questa cosa al posto di Gremlins.

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2- Il principe delle donne

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Cioè lo sappiamo tutti: Natale è anche Eddie Murphy con quel capolavoro che è Una poltrona per due, e, negli anni 80 e 90, il nostro Eddie è stato un grande con commedie su commedie da spanciarsi a crepapelle. Certo ci sono stati film moscissimi, come Un poliziotto a Beverly Hills 3, ma Eddie pre professore matto era uno spasso sempre e comunque. Beh quasi sempre visto che Il principe delle donne, in America Boomerang, è uno di quei film che non fa mai ridere, ti genera un vuoto esistenziale alla Brett Easton Ellis, guardi la tv e non ci credi, gang su gang una più moscia dell’altra, razzistissimo, maschilista, qualunquista, cazzo che merda. Il titolo italico nasce per accalappiare gonzi, quasi spacciandolo per un seguito del Principe cerca moglie di Landis, ma naturalmente non ci riesce. In America però nel 1992 Boomerang si piazzò bene, a noi piace solo Halle Berry che qualsiasi film faccia noi la amiamo.

Ridiamo solo noi

Ridiamo solo noi

3- Le avventure di Rocky e Bullwinkle

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Eccolo il grande De Niro vestito come uno scemo nazista in questo film dove un alce e un castoro gli rubano la scena. Fa quasi tenerezza il buon Bob, perché lui si vede qui, più che in altri film, che è stanco, lo fa solo perché deve mangiare tra uno Scorsese e l’altro, ma capisce anche lui che, dopo i froci stereotipati di Schumacher e questa cosa indecorosa, il fondo è stato bello che toccato e riemergere è impossibile. Inutile dire che Le avventure di Rocky e Bullwinkle non fa mai ridere come magari uno Space Jam, è una cosa che i bambini schifano perché fuori dal loro mondo e gli adulti non capiscono, un prodotto nato per scontentare tutti, folle nel pensiero di cavalcare l’onda di un cartone animato non trasmesso da secoli, un po’ come tentare di sbancare il botteghino con la versione live de Le avventure del Signor Bonaventura.

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4 – Mamma ho allagato la casa

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Avevamo lasciato la saga del piccolo Kevin McCallister con quei due gioiellini che sono Mamma ho perso l’aereo (Home alone) e il 2 a New York, ma forse tanti non sanno che le avventure del piccolo biondo pestifero figlio di genitori con l’alzhaimer è continuata, purtroppo, sul piccolo schermo. Kevin stavolta ha allagato la casa, in un film che fa pesare l’assenza di Macaulay Culkin (troppo grande nel 2002), Joe Pesci e tutto il cast originale. Ad interpretare il bambino è il poco noto Michael Andrew Weinberg, faccette buffe al servizio di una storia che non appassiona mai. Non che Mamma ho allagato la casa (Home alone 4) sia peggio di Mamma ho preso il morbillo (Home alone 3) o Mamma ho visto un fantasma (Home alone 5), ma almeno negli altri film si è cercato di non riportare in vita il piccolo Kevin che sarà sempre e comunque Macaulay Culkin, un po’ come cercare di dare un altro volto a Rambo o Rocky.

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5- Casper e Wendy

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Vi ricordate che caruccio che era il Casper con Christina Ricci? Tenero, a tratti pure romantico, quasi burtoniano nelle intenzioni, ma anche lui vittima dei famigerati direct to video che hanno infettato anche marchi decorosi come La famiglia Addams e Hazzard,  generando seguiti e pseudo seguiti deliranti, mal scritti e girati e soprattutto agghiaccianti nella loro pochezza. Questo seguito è pure delirante perché mette in scena uno scontro tra fantasmi e streghe con la divetta della tv Hillary Duff al suo primo ruolo importante, si fa per dire. In Italia non lo voleva nessuno questo film, tanto che sbarcò anni dopo sulle reti satellitari. Questo è il secondo seguito, il primo era Casper un fantasmagorico inizio, brutto uguale, ma con  Steve Guttenberg che almeno è simpatico.

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Casper, cazzo, non toccarmi il culo

6- In the name of the king

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Avete voglia di fantasy, di streghe, draghi, duelli in mortal tenzone, di appassionanti storie di armi e amori beh girate i tacchi e comprate il cofanetto de Il trono di spade. Uwe Boll al suo apice massimo di masochismo riesce ad avere la licenza di un videogame coi controcazzi e butta alle ortiche il budget miliardario che qualche folle gli ha dato in mano, per fare una cosa miserabile, brutta, mai appassionante, girata davvero col culo, lui che almeno a mestiere fino ad allora c’era. Nel pasticcio ci cadono Jason Statham, Claire Forlani, Ray Liotta più altri trecento volti noti del grande schermo. Sembra davvero uno scherzo di cattivo gusto e non importa che dopo Boll girerà almeno due capolavori, Rampage e Stoic, qui si è sputtanato per sempre. La cosa assurda è che lo stesso regista girerà da questa cosa altri due seguiti, brutti come la morte comunque, ma per lo meno poveri e senza pretese. In the name of the king è pure scarso in quanto a wow, figa seminuda (eppure c’era Kristanna Locken) ed effetti speciali, insomma senza giri di parole è una merda

Gruppo di attori smarriti nella selva

Gruppo di attori smarriti nella selva

7- Jackpot

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Noi ad Adriano Celentano vogliamo bene e, dopo il flop di Joan Lui, desideravamo comunque un altro delirio musical su nostro signore Gesù o almeno cazzo una commedia divertente tipo quelle dirette per lui da Castellano e Pipolo. Si era capito comunque che tirava una brutta aria nella sua carriera quando uscì Il burbero, un film che si presentava stanco e moscio in maniera inverosimile. Forse solo un film davvero bello avrebbe salvato la carriera del nostro dalla morte, ma questo film bello non arrivò mai, e Joan Lui fu l’onda che spazzò tutto. A ridosso del suo album Il re degli ignoranti, Celentano accettò di partecipare a Jackpot, diretto dallo stracazzutissimo regista di Mamba, Mario Orfini. Il disagio nel vedere una storia così banale, così intrisa del celentan pensiero peggiore, doppiata di merda, mai divertente e disarmante dopo i primi 10 minuti, per non parlare della stupidità di fondo, è cosa davvero senza paragone. Adriano nostro così si congeda dal cinema, indecorosamente invecchiato e petulante.

Christopher Lee la foto non l'ha voluta fare

Christopher Lee la foto non l’ha voluta fare

8- Nick lo scatenato

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Stallone è un mito, su questo non ci piove, anche quando ha interpreto cosine che sono diventate comunque immense grazie a lui. Eppure c’è una mosca bianca nella sua filmografia, qualcosa che non è neanche noioso come FIST o fuori dai suoi schemi come Lo specialista, no qui siamo in campo brutto forte. Stiamo parlando naturalmente di Nick lo scatenato, una commedia che non fa mai ridere come tante riportate qui, un musicarello con canzoni atroci, costumi kitsch e una patner, Dolly Pattorn alla fine della sua carriera di cavalcate, sfatta e invecchiata con solo due bocce notevoli. Sly è perso e fa male leggere il nome del mitico Bob Clark alla regia di questa cosa.

Sei Rocky e Rambo, passerà Sly anche questa

Sei Rocky e Rambo, passerà Sly anche questa

9- Un poliziotto sull’isola

Chissà cosa tiene in mano Schwarzy?

Uscì in vhs nel 1993 con il faccione di Schwarzenegger in primo piano, fotoshoppato da The Last action hero, ma, appena il film iniziava, partivano le madonne fino al cielo. La comparsata di Schwarzy era di qualche secondo, con immagini che sembravano rubate di nascosto, il protagonista era il terribile Franco Columbu, allenatore di body building e amico di Arnold nostro. Il film terribile, mal girato, uno spottone da Rete 55 o Telecapri su un’isola della Sardegna, con la presenza imbarazzante di Jo Champa che all’epoca mi aveva pure ispirato due o tre pipponi, è oltre il brutto. Fortunatamente il film circolò poco, ma era una truffa vera e proprio. Me lo ricordo rieditato tempo dopo con il faccione di Columbu più grande di quello di Schwarzy in copertina. Quando uno parla di egocentrismo.

Giura, Franco, che non mi stai riprendendo

Giura, Franco, che non mi stai riprendendo

10- Gesù un regno senza confini

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Che Santo Stefano sarebbe senza un buon cartone animato e soprattutto senza un’opera che ci racconti della storia di Gesù Cristo? Io ogni Natale mi vedo volentieri Ben Hur versione figa ovvero quello del 1959 o Il re dei re perché a me il Tecnicolor gasa, poi la grandiosità delle produzioni hollywoodiane di quegli anni non si batte. Anche Il Gesù di Zeffirelli è un classico, ma una cosa come Gesù un regno senza confini non l’avevo mai vista. Immaginate di pensare ad un cartone animato su Cristo e vi chiamate Jung Soo Yong e magari neanche siete cattolici. Gesù un regno senza confini è una produzione coreana di una palla abissale, con tipo trecento puntate animate malissimo e piena di tutta quella retorica che solo uno sceneggiatore che si è dovuto leggere il bigino del Vangelo può avere. Lo importa da noi la Mondo di Corradi Orlando, famoso per Samurai cop e tanti cartoni brutti copie di famosi brand tipo Il libro della giungla. Questo è materiale per forgiare le giovani menti di maniaci religiosi futuri con il gatto a nove code pronto a frustarvi il cazzo se passa una bella donna. Gesù in questo serial coreano fa più cose di bertoldo e ha più poteri di Superman. Dicono che chi ha visto per intera tutta la stagione ha cominciato a sanguinare sangue dagli occhi come in Paura nella città dei morti viventi di Sir Lucio Fulci.

Taglio giusto per una persona perbene

Gesù col taglio giusto per una persona perbene

E con questo, buone feste da Malastrana! Ora io vado a bermi un caffè con lo scrittore più in del pianeta Terra, Luigi Pellini, ingannando l’attesa per il pranzo. Alla prossima, se non esplodo!

Andrea Lanza