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I giochi per cellulare sono un po’ la serie Z dei videogiochi perché percepiti come puri scacciapensieri senza pretese, un passatempo tra una stazione e l’altra del treno o in pausa cacca al lavoro.

Eppure mi sono trovato più volte a scaricare giochi per il mio Android che inaspettatamente avevano più materia grigia di quanto mi aspettassi, scritti e pensati con un rigore ben lontano dall’idea stereotipata dell’evoluzione del Gig Tiger dei miei tempi.

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Questo mondo oscuro, questa selva inesplorata è stata raramente recensita anche dal più accanito nerd, un po’ tutt’ora come molte delle nostre amate vhs. Perciò ho pensato di dedicare un piccolo spazio, una parentesi che tornerà di tanto in tanto, per parlarvi dei giochi più strani, interessanti o orribili per il vostro amato cellulare.

Una volta un segnalatore per la trasmissione dove lavoro, Striscia la notizia, mi aveva contattato per parlarmi di un telefonino indemoniato. Diceva, parole sue, che emetteva “vibrazioni impercettibili” che col passare del tempo si tramutavano in mal di testa e poi forse in tumore. Il famigerato telefono del demonio era cinese, una marca misconosciuta, ma il tutto si rivelò alla fine una, scusate il francesismo, stronzata. Però mi affascina il pensiero di Satana che vive tra le nostre parole, del demonio che possiede un mezzo comune come un cellulare per fare quello che riesce meglio, il male.

Cosa quindi meglio di due giochi horror per osannare il male sempre in agguato?

Il primo è Distrait: Pocket Pixel horror, un’avventura 2 d a scorrimento orizzontale, molto particolare.

La storia segue le vicissitudini di un rampante neo impiegato di una società di recupero crediti: per fare carriera deve pignorare gli immobili a tre personaggi.

Niente di più facile se non fosse che il gioco si apre con la frase “Avevo dannato la mia anima” e il primo pignoramento è ai danni di una vecchia adorabile, la signora Goodwin, che non smette di piangere per la disperazione.

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Il resto è tutto da scoprire, una vera discesa all’inferno fatta di colori, musica e follia inaspettata alla David Lynch. Distrait è un gioco maturo che arriva a inquietare più di tanti fratelli blasonati di console, che arriva a dire la sua anche in ambito di moralità e non ha paura ad essere cattivo in un finale ciclico e cannibalico.

E’ vero che dura poco, ma non è nè un gioco semplice né un gioco superficiale, ogni momento della storia, scritta benissimo, è goduria narrativa e appagamento mentale. Merito al creatore Jesse Makkonen che disegna e dipinge a mano i meravigliosi fondali e i personaggi grottescamente umani.

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Peggio va con una cosa davvero incredibile: Jill’s nightmare.

Cioè una casa di sviluppo per videogames, la Chring Eclipse, prende Resident evil, lo plagia nella confezione e produce un gioco che è una merda incredibile.

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A livello di trama riprendiamo più o meno Resident Evil 3 con tanto di nomi veri dei personaggi coinvolti, Carlos, Nemesis e appunto Jill Valentine, ma, al posto di trovarci in una città in fiamme come The last escape, ci aggiriamo nella Spencer manson del primo Resident. Solo che mica abbiamo solo zombi, ragnacci o serpenti giganti ma pure pagliacci, vampiri, mega morti viventi e la sfortuna di avere comandi che non rispondono mai al momento giusto.

La grafica poi è un altro incubo: fumettosa e iper colorata, una cosa che mal si adatta ad un plagio di Resident Evil che vorrebbe toni più oscuri e paurosi.

Ci chiediamo perché l’avida Capcom non abbia chiesto i danni, ma crediamo che non se ne sia neanche accorta, anche perché qui il furto è palese con tanto di musiche e suoni presi pari pari da Resident Evil 2. Fatto sta che la Chring Eclipse ha pubblicato pure altri due plagi ispirati a Dragon Ball, brutti naturalmente come la morte e ingiocabili.

Il mondo dei plagi però è un altro argomento da viscerale anche alla luce di un terribile Bat vs Spider, il crossover videoludico tra un Batman senza orecchie da pipistrello e un uomo ragno poco propenso a lanciare ragnatele.

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Alla prossima!

Andrea Lanza