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Stroncare un film dell’Asylum è obiettivamente semplice, come “sparare sulla croce rossa”, per usare una similitudine famosa. È così semplice da risultare perfettamente inutile. In che modo critico un film brutto e sopra le righe scritto, diretto e interpretato esattamente per essere tale? Si rischia di fare la figura del critico velleitario, di quello che si erge a difensore del buongusto scadendo poi nel ridicolo. Perché la casa di produzione californiana non fa segreto del suo modus operandi e questa onestà intellettuale è disarmante, bisogna concederglielo. A differenza di altri crea bruttezza con il preciso fine di farlo, non solo per mancanza di mezzi ma anche perché è diventato un marchio di fabbrica. Questa consapevolezza può cambiare totalmente la prospettiva di uno spettatore, ma persino nella vasta filmografia targata Asylum ci sono film più brutti del brutto. Non è proprio una definizione tecnica, me ne rendo conto, ma concedetemela in nome dello sforzo che sto facendo.

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Uno sforzo enorme, credetemi, poiché personalmente nei confronti dell’Asylum ho una sindrome di Stoccolma considerevole. Le sue produzione violentano la mia intelligenza critica, tuttavia non posso fare a meno di amarla e il perché è presto detto.
Prendete Sharknado, la sua creazione più famosa. Brutto, siamo tutti d’accordo, ma allora da dove arriva il successo che ha ottenuto, tanto da consentire tre sequel? Dall’assurdità della proposta e dalla conseguente, folle messa in atto. Sharknado è il divertissement ignorante di una serata fra amici, il pretesto becero per birra, pizza e risate idiote. Magari stanno esagerando con quattro capitoli, ma certamente il capostipite non è passato inosservato e la formula ha vinto. È quindi con cuore pesante che mi accingo a rovistare nel fondo melmoso e maleodorante delle produzioni patetiche per estrarre un film imbarazzante persino per gli standard Asylum: Sinister Squad.

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Ovviamente ispirato al ben più famoso Suicide Squad, e non vi sfugga l’eufemistico “ispirato”, è scritto e diretto da Jeremy Inman, attore, regista, sceneggiatore, produttore, addetto agli effetti speciali, editor, d.i.t., uno che fa un sacco di cose e tutte con il culo. Eppure male non era partito, la sua commedia Super Hero Party Clown (2010) è un piccolo film grazioso e ben fatto, ma a giudicare dal resto qualcosa, nella sua carriera, a un certo punto probabilmente è andato storto. Non ci sono altre spiegazioni, nessuna mente lucida avrebbe potuto partorire una simile idea, raggruppando personaggi tratti dalle fiabe e piazzando Alice a capo di un team di villain fiabeschi assemblati per combattere la Morte. Aspettate, ve lo riscrivo: Alice a capo di un team di villain fiabeschi assemblati per combattere la Morte. Lo sentite? Riuscite a percepirlo? È l’odore del genio. Sinister Squad è la versione ignorante di Once upon a time, il prodotto di menti libere da catene e raziocinio, è il risultato di un giorno di ordinaria follia concluso con il solo desiderio di fare del male a qualcuno. Povertà è la parola che meglio si associa a tutta l’operazione, che consiste in un pugno di attori e una singola location a fare da sfondo per quasi tutta la durata. Sinister Squad scatena un horror vacui che fa sanguinare l’anima, provoca ansia e disagio, è talmente povero di qualsiasi cosa debba esserci in un film, anche pessimo, da lasciare inebetiti. Non un singolo elemento funziona, a parte forse l’interpretazione di Johnny Rey Diaz nei panni di Tremotino, fastidioso, palesemente ripreso dal Joker di Leto, ma perlomeno funzionale e dignitoso.

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Un film come Sinister Squad, per essere sinceri, te lo aspetti dall’Asylum. Scarso, con attori sconosciuti o mummie riesumate da una carriera autodistruttasi, con effetti speciali indegni e una sceneggiatura delirante, queste cose sono punti fissi, sono ciò che sai di stare per guardare, approcciandoti ai suoi film. Ma miseriaccia non così. Qui non siamo all’indipendente, siamo all’amatoriale, ai filmini delle recite da oratorio, ai video dei genitori al saggio di danza della figlia. Va bene tutto, davvero, vanno bene gli squali volanti e quelli meccanici, coccodrilli, serpenti, mega piranha e brutte copie di film famosi, va bene persino Tara Reid, che più la guardi recitare e più ti sanguinano gli occhi, tutto. Ma una cialtronata come Sinister Squad no. Triste, tecnicamente a livelli miseri, noioso. Indegno pure per casa Asylum. Coraggio, sapete fare cose molto, molto più brutte. E orribilmente divertenti.

Manuel “Ash” Leale

Sinister Squad

Regia: Jeremy M. Inman

Interpreti: Johnny Rey Diaz, Christina Licciardi, Lindsay Sawyer, Isaac Reyes, Fiona Rene, Nick Principe

Durata: 1h 30m

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