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the-upcoming-horror-anthology-xxParliamoci chiaro, questo XX non è un filmone di quelli che restano per sempre nel cuore, però ha un suo fascino.

Ho sempre adorato i film horror antologici, per intenderci quelli divisi in episodi brevi slegati l’uno dall’altro. Uno dei motivi di questa passione è sicuramente il fatto che spesso la durata tipica di un film dell’orrore rispetto alla potenza della sua trama è molto maggiore, portando spesso a spettatori annoiati e poco divertiti, e dilungamenti inutili. Ma c’è un altro motivo che mi provoca quell’eccitazione saltellante quando scopro che è uscito un nuovo film antologico… ed è legato ai miei primi approcci da bambino con il genere. Come è avvenuto a molti di noi, la passione per l’horror è nata a seguito delle strane sensazioni che questo genere ci ha provocato da piccoli, quando guardare questo tipo di roba in tv era proibito, e di conseguenza attraente. Insomma, le mie prime escursioni nel mondo proibito dell’horror le devo a un telefilm antologico, fatto di episodi brevi a tema estraneante/fantascientifico che mi lasciavano quell’ansia che da un lato mi teneva sveglio e impaurito, e dall’altro mi schiaffava di fronte alla tv alla stessa ora del giorno dopo. Sicuramente si è capito che sto parlando del mitico The Twilight Zone (Ai confini della realtà).

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Appena ho potuto ho iniziato a cibarmi quotidianamente di horror e fantascienza, ma come è noto il primo amore non si scorda mai, ed è per questo che quando ho letto cosa fosse questo XX, cioè un’antologia di storie dell’orrore dirette da donne, non ho potuto resistere e l’ho immediatamente ehm… acquistato!

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Iniziamo dicendo che nonostante il titolo e la grafica, in questo film non c’è nulla di exploitation, né di sessuale, né di particolarmente legato al mondo femminile, se non forse le protagoniste delle storie. Sono 4 vicende unite tra loro da un inquietante cartone in stop motion dallo stile gotico, che a quanto leggo è stato girato da una che di cose così ne ha fatte altre (Sofia Carrillo). Tremendo. Devo dire che i racconti sono altalenanti ma si lasciano guardare, visto che hanno degli stili molto diversi tra loro. C’è lo slasher con il mostro che ammazza dei campeggiatori, semplice e dimenticabile; la signora che si accorge che le stranezze di suo figlio derivano dalla sua natura satanica, forse il più ben fatto dei cortometraggi, con la sua atmosfera tetra; la signora che nasconde il corpo del marito morto per non rovinare la sua festa di compleanno, a metà tra comedy e art-house; infine, e lo cito per ultimo nonostante sia il primo dei quattro… The Box. Questo è senza dubbio lo spezzone più originale e interessante. Un bambino smette improvvisamente di mangiare, dopo aver guardato dentro la scatola che un signore porta con sè in metro.

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Sia ben chiaro, questo film non ha nulla a che vedere con antologici con le palle tipo Three Extremes, V-H-S o persino i vari Creepshow per citarne alcuni, e inoltre come dicevo prima soffre del fatto che non sia stata data abbastanza importanza al fattore “femminile” tranne che nel titolo. Probabilmente lo si sarebbe ricordato di più se, oltre a essere diretti da 4 donne, i cortometraggi fossero stati più incentrati su aspetti della vita femminile… Queste storie potrebbero essere state girate da un uomo, o da un trans… non si sente una grossa differenza… Detto questo, non posso però non consigliare agli appassionati di film antologici di provare a dare un’occhiata a XX, perché è un antologico, perché c’è in giro di molto peggio, dopodiché la pellicola potrà giustamente essere lanciata nel dimenticatoio!

Buona visione e sogni d’oro.

Masoman

XX

Regia: St. Vincent, Jovanka Vuckovic, Karyn Kusama, Roxanne Benjamin, Sofia Carrillo

Interpreti: Melanie Lynskey Mary, Sheila Vand, Natalie Brown, Angela Trimbur, Mike Doyle

Durata: 120 min

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