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Si sa che la saga di The Howling, L’ululato, sia una tra le più sfigate mai prodotte: da un primo film bellissimo di Joe Dante ne sono seguiti sette seguiti tra lo sbirulino e il raccapricciante.

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E’ una cosa abbastanza inconcepibile partire dal capolavoro di Dante e creare degli Howling 2, 3, 4 e via di seguito con idee così demenziali che ti aspetti solo da dei mentecatti. E invece sequel dopo sequel abbiamo uomini lupo marsupiali, suore mannare, sette piccoli indiani mannari, circhi mannari e persino biker mannari alla Sons of anarchy. 

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Suora mannara

Non parliamo poi della fattura perchè anche un regista stracazzuto come John Hough, uno che negli anni 70 aveva girato uno dei lesbo vampiri Hammer più fighi, Le figlie di Dracula, quando gira il suo Howling 4: the original nightmare, in pratica un remake del primo capitolo, lo fa di merda con un ritmo da comatoso e una regia non migliore di un esordiente. Certo poi i suoi luponi sono anche belli ed è fighissimo vederli squagliare al sole, ma è merito del reparto effetti speciali e succede tutto l’ultima mezz’ora. Come diceva Dante “Lasciate ogni speranza o voi che entrate” anche perché molto prima gli spettatori si sono addormentati.

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Più figo lui del film

Quando ho visto per la prima volta L’ululato 2 invece non ci credevo perchè era un seguito speculare del primo Ululato ma 1 fatto peggio 2 checcazzo! Philip Mora, australiano che ha girato tra l’altro uno pseudo licantropesco di tutto rispetto The beast within, qui è in modalità Fred Olen Ray e il bello è che da qui non riuscirà più a girare bene niente nella sua carriera. Quindi abbiamo un Christopher Lee rincoglionito che presenta l’opera, Sybyl Danning con le poppe al vento che frusta culi nel ruolo di Styrba la regina dei lupacci e dei cagnoni che non fanno più paura di Luni, il cartone Hanna e Barbera.

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Styrba e l’estetica da luna park

Certo il 3 era meglio ma, Dio Santo, l’ha girato ancora Mora a cazzo di cane, e soprattutto perché i produttori non l’hanno preso a calci in culo dopo L’ululato 2? Cioè ma dove sono la poesia di Joe Dante, i suoi lupi mannari da favola dei Grimm, l’ironia, la tensione?

L’unico seguito che non mi è dispiaciuto era il 5 perchè si vedeva che non avevano soldi, tutto girato in Europa dell’Est, mi ha messo tenerezza, il lupo mannaro c’è ma non si vede, eppure le idee stavolta erano buone e la tensione abbastanza alta, ma ormai la serie non era meglio di un anonimo telefilm anni 80.

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Meglio Luni di 8 seguiti de L’ululato

Questo Howling reborn è l’ottavo capitolo e il secondo reboot se si considera tale il quattro di Hough, un film sicuramente di fattura migliore dei precedenti ma ancora purtroppo lontano anche solo dalla sufficienza. Certo se si pensa che Howling 7 era un film girato con scarti di altri film, lungo la pausa caffè e con una terribile musica country di sottofondo, questo 8 sembra Kubrick, ma non lo è.

Lasciamo stare le critiche del cazzo che si leggono su internet che non hanno fondamento e suonano tutte così: “E’ Twilight”. Ma, madonna santissima, l’avete mai visto davvero Twilight? Non basta mettere in scena qualche adolescente, un cotè fanta horror e pensare che sia un clone di Twilight qualsiasi cosa. E poi aggiungo: “Ma che diavolo vi ha fatto Twilight?”. Cioè Twilight vi ha scopato la mamma? Vi bullizzava da bambini? Perchè quest’odio? Io li ho trovati indolore, non mi sono mai strappato la camicia imitando Taylor Lautner, ma tipo il terzo capito di David Slade era abbastanza figo per essere un teen horror con una battaglia tra vampiri di un certo impatto.

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Chi di loro ha toccato il culo a vostra sorella?

Qui non siamo in zona Twilight con lupetti efebici, siamo in zona teen movie che è diverso, anzi in zona Teen Wolf la serie tv. I licantropi sono abbastanza cazzuti se si chiude un occhio sulla pessima fattura della CGI che trasforma i ragazzi in mostri, ma il modello Joe Dante è palese nella raffigurazione dei lupi mannari. Anche la colonna sonora è abbastanza figa con pezzi adolescenziali orecchiabili compresa una cover di Don’t fear the reaper dei Gus. L’idea è quella di essere in una versione 2.0 di Dawson creek con l’innesto fantastico, una di quelle serie tv, alla fine la fattura non supera un buon telefilm, ideate da Kevin Williamson tipo Vampire diaries. Il regista Joe Nimziki, alla sua prima e unica prova al lungometraggio, ci prova a scrivere una storia dove i dialoghi non sembrino cretini, dove i suoi adolescenti vivano la crisi dei 16 anni col metaforone della trasformazione senza apparire troppo scemi, in parte ci riesce, in parte fallisce perché esagera con le frasi sdolcinate dimenticandosi ad un certo punto che sta girando un Ululato.

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Scuola Rick Baker

Ecco per assurdo le parti horror sono anche quelle meno convincenti, un po’ come in The Amazing Spider-man che si vedeva quanto a Marc Webb poteva fregargliene dello spettacolare Uomo ragno. Anche qui il rapporto tra i due ragazzi, Will e Elliana, è interessante e sarebbe stato forse un ottimo drama romantico ma ad un certo punto anche Nimziki si dev’essere accorto che stava svaccando  e quindi aprite le gabbie, arrivano i licantropi.

La seconda parte del film è abbastanza orribile, le scene d’azione sono mal girate, il film non sa che strada prendere e poi arrivano loro i ragazzi di Decoteau cioè ad un certo punto sembra davvero di stare in un porno teen horror gay di Decoteau, tutti senza maglietta, sguardo frocissimo che dicono al protagonista “Entra nel branco”. Che maschiacce!

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Lei davanti e loro due dietro a fare il ciuf ciuf dell’amore

A salvare capra e cavoli ci pensa Lindsey Shaw che recita una spanna sopra tutti, di una bravura e di una grinta che è inaspettata, la scena dove vuole farsi trombare e morsicare dall’impacciato protagonista per mutarsi in lupo acquista interesse proprio per lei, non si spoglia ma cazzo ha carisma, ha negli occhi l’istinto animale, è in quel momento davvero un lupo anche senza effetti speciali.

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La Robert De Niro degli Ululati

Il resto del cast è tra l’imbarazzante e l’anonimo, un peccato perchè con un po’ più di attenzione Howling reborn poteva essere uno dei seguiti migliori, ma sembra davvero tutto troppo improvvisato con un budget all’osso e un regista, Nimziki, che si perde minuto dopo minuto.

Gli agganci con il primo capitolo ci sono soprattutto per l’idea finale che non sveleremo, ma tanto in Dante questa aveva pathos quanto qui sembra di vedere un film Asylum di quelli brutti.

E contando che questo film è del 2011 forse L’ululato ha smesso di echeggiare. Se ci pensiamo bene siamo anche contenti di questo.

Andrea K. Lanza

The howling: reborn (Il risveglio dei licantropi)

Anno: 2011

Regia: Joe Nimziki

Interpreti: Landon Liboiron, Lindsey Shaw, Ivana Milicevic, Jesse Rath, Niels Schneider, Frank Schorpion, Kristian Hodko, Sean Mercado, Sacha Charles, Erin Agostino

Durata: 96 min.

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