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HazMat è senza dubbio un brutto film, di quelli che trovi nello scaffale del tuo discount preferito a 1 euro e 99 insieme a Ozzy il cucciolo coraggioso o ad un film a scelta con Nicolas Cage. La sua anima povera, miserabile e deprimente la si percepisce fin dalle prime immagini, dalla messa in scena arrabattata, dal suo essere quasi commovente nell’agonizzare un’ora e mezza senza una trama. Eppure HazMat alla fine dei conti fa il suo dovere, non annoia mai e regala un paio di sequenze niente male che produzioni ben più ricche si sognano, anche con un budget vero. Certo resta un brutto film per svariati ed evidenti motivi, ma anche un titolo onesto, la serie C divertente che ti rallegra la domenica pomeriggio come una Barbara D’Urso al sangue.

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Ho preferito HazMat

La trama è semplice e banale: una troupe televisiva, specializzata in scherzi macabri, si trova a dover fronteggiare un vero serial killer in un edificio abbandonato. E’, per farla semplice, una scopiazzatura del contemporaneo Scare Campaign, da noi uscito in edizione deluxe per la Midnight factory, mischiato a ESP – fenomeni paranormali. Solo che non ha il budget del primo, un pregevolissimo slasher crudele, nè la fantasia del secondo, una sorta di Silent Hill mocku. Siamo in terreno POV con la telecamera di sorveglianza il più delle volte a fungere da occhio divino, ma purtroppo la natura già semi amatoriale dell’opera fallisce nella finzione di realismo del genere, complice anche la cattiva recitazione del cast, il doppiaggio italiano atroce e dialoghi dementi. Non ci si appassiona mai a questi personaggi che fanno cose stupide, dicono cose sceme e vanno incontro alla morte con la prontezza di un kamikazen fiero del suo suicidio.

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In cosa funziona allora il film?

Nelle singole scene, nella costruzione della tensione e, perchè no, in un efficace assassino che, memore il minatore di Bloody valentine, spaventa con una maschera semplice ma d’effetto. 

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Oltretutto il titolo, HazMat, si riferisce proprio all’abbigliamento del killer che si veste con una tuta anticontaminazione usata dai soldati per le fughe di materiali tossici.

Il film cerca ad un certo punto pure una via fantastica con una storia di possessioni appena accennata, ma che ci sia o non sia una spiegazione logica alla follia del cattivo di turno poco importa, HazMat è uno slasher ignorante, puro come pochi se ne fanno in questo nuovo millennio e, nei suoi limiti, un luna park macabro che riesce a creare disagio soprattutto quando il killer si aggira, respiro ansimante, per i corridoi della struttura. 

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Sia dato atto che la regista Lou Simon, cubana di nascita, sa giostrarsi bene con la materia infima, ha una buona mano e riesce nell’intento disperato di farci sembrare labirintica una struttura che nella realtà aveva poche stanze, come leggiamo su IMDB. Noi di Malastrana VHS poi appoggiamo le donne regista siano la gagliarda Jennifer Chambers Lynch che le gemelle Soska che qualche altra avventuriera del genere, perché l’occhio femminile riesce sempre a portare linfa nuova ad un cinema, come quello horror, che, salvo rari casi,  è sempre stato territorio di caccia del maschio.

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Noi non possiamo consigliare questo film, ma siate certi che, se darete ad HazMat un’occasione, potrebbe sorprendervi. Non è l’horror di una vita, ma quella serie C da gustarsi a rutto libero soprattutto in queste giornate di afa incredibile.

Andrea K. Lanza

HazMat

Anno: 2013

Regia: Lou Simon

Interpreti Norbert Velez, Aniela McGuinness, Todd Bruno, Gema Calero, Giordan Diaz, Tom Stedham, Reggie Peters, Daniela Larez, Mario Nalini, Dennis Spain, Brandi Rudicil, Massiel Checo

Durata: 90 min.

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