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Quarant’anni dopo il massacro della famiglia De Feo a opera di uno dei suoi componenti, la grande casa di Amityville, Long Island, viene abitata da un nuovo nucleo familiare, composto dalla mamma Joan, dalla figlia grande Belle, dalla figlia piccola Juliet e dal fratello gemello di Belle, James, in coma da due anni. Le tensioni in famiglia non mancano: Belle, con un passato scapestrato, si sente in colpa perché James si è ridotto così in seguito a un litigio con un ragazzo che aveva messo su internet delle foto non commendevoli di Belle; Joan, che ha perso il marito di cancro, ha dei rapporti pessimi con Belle e pensa solo a James, sottoponendolo a continue cure ed esami nella speranza (vana, secondo il medico) che torni come prima. Solo la piccola Juliet sembra esente da rancori e recriminazioni, ma soffre nel vedere così turbata la pace familiare. Dopo alcuni accenni denigratori dei nuovi compagni di scuola, Belle scopre che la casa dove la mamma li ha portati a vivere è proprio quella del caso De Feo e ne è inorridita. Affronta la mamma che minimizza dicendo che si tratta solo di una leggenda metropolitana. Le cose però non stanno proprio così, come Belle scopre ben presto. Misteriosamente, infatti, James compie dei notevoli progressi. La mamma ne è entusiasta, ma Belle comincia a pensare che sia posseduto da un’entità malevola.

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A noi di Malastrana la saga di Amityville piace, almeno fino all’onesto Dollhouse, poi, ammettiamo, abbiamo smessa di seguirla tra un capitolo scamuffo dell‘Asylum del 2011 (The Amityville Haunting) e seguiti girati in fretta e furia.

C’è da dire però che questo Amityville il risveglio era riuscito ad accendere la nostra Amityville mania, un po’ come l’ottimo remake in chiave Michael Bay, vuoi perché era girato dall’amico di merende di Alexander AjaFranck Khalfoun, quello del rifacimento di Maniac e del vituperato –2 livello di terrore, vuoi perché si portava addosso la fama di film maledetto.

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Eh sì, forse più sfigato che maledetto, ma Amityville il risveglio, titolo di lavorazione Amityville the Reawakening, ha iniziato il suo lento cammino di gestazione nel lontano 2012 quando, sulla falsariga di Paranormal activity, si pensò all’idea di girarlo come un found foutage, arrivando un anno dopo l’Asylum e il già citato Amityville Haunting. Il film a sentire le dichiarazioni di Bob Weinstein della Dimension doveva essere una bomba:

Siamo entusiasti di tornare alla mitologia della saga di Amityville con una nuova e terrificante storia che soddisferà gli appassionati e userà una chiave di lettura nuova per approcciarsi alla mitologia della serie“.

La sceneggiatura, scritta da Casey La Scala e Daniel Farrand, però fu presto scartata a favore di un nuovo script, non più mocku, firmato dallo stesso regista Franck Khalfoun. Solo che, dal 2012, si era già arrivati al 2014.

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Tra il 2014 e il 2015 il film entra effettivamente in produzione con un cast che conta la allora sedicenne Bella Thorne, vista ultimamente in The Babysitter di MCG e la serie di Scream, poi la veterena Jennifer Jason Leigh, Mckenna Grace, Cameron Monaghan, Thomas Mann, Taylor Spreitler, Jennifer Morrison e Kurtwood Smith. Un bel cast di volti noti e meno noti, provenienti per la maggior parte da serie tv, ma capaci di catturare soprattutto il pubblico teen al quale il nuovo film sembra destinato.

Tutto perfetto finché, malgrado le proiezioni al pubblico positive, la Dimension dei Weinstein non cancella l’uscita del nuovo Amityville a data da destinarsi. Ad inizio 2016 alcuni fan notano Bella Thorne di ritorno sul set del film per girare delle nuove scene supplementari, dopo che la Dimension aveva rassicurato i fan che si trattava solo di “nuove scene di effetti speciali” e non riusciva a quantificare il ritardo in sala perché la star Cameron Monaghan era impossibilitata a tornare a girare in quanto impegnato con la serie tv Shameless. Viene il dubbio che probabilmente le proiezioni al pubblico non erano state poi così positive.

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Reshoot

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Reshoot con pantaloncini

Amityville è un film chiaramente diviso tra due mondi: uno è il girato originale che, ad occhio è la prima parte del parte del film, l’altro è il girato nuovo  che porta un finale probabilmente diverso  e un’appendice da happy end telefonato. Questo lo possiamo soltanto presupporre, almeno finché non sarà nota una workprint o un director’s cut del film, ma la sensazione, bruttissima, è la stessa che, anni fa, abbiamo percepito nel guardare il mostruoso cut vulgato al mondo di Captive di Roland Joffè dove una storia non banale veniva stravolta in una specie di Saw sadicissimo e ignorante. 

In questo nuovo taglio, Amityville il risveglio manda in vacca tutte le buone cose presenti nella prima parte, abbandonando i personaggi interessanti (Thomas Mann senza motivo logico non appare più) e creando situazioni ai limiti del demenziale narrativo (cosa ci fa la zia alle tre di notte? Perché la mamma colpisce Belle e poi va a dormire?). In più il finale è senza pathos, girato distrattamente, orchestrato male ed ingenuo con attori, come Jennifer Jason Leigh, che sembrano inseriti di forza dal precedente girato. Per non parlare delle divagazioni oniriche alla Nightmare on elm street che non hanno mai il necessario fascino che sulla carta dovevano probabilmente avere.

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La prima parte invece prometteva bene: Amityville il risveglio era un interessante metahorror sulla saga. La scena più riuscita è quella dove Belle, la protagonista si trova a guardare, all’interno della casa maledetta di Amityville, un horror, non uno qualsiasi, ma proprio Amityville horror di Stuart Rosenberg (non il remake perché a detta dei protagonisti “Fa schifo come tutti i rifacimenti”). Ecco che, come una sorta di figlio di Scream, Amityville il risveglio diventa non un seguito dei vari film della saga, ma si appropria di una sua verginità ambendo ad essere il primo film ispirato ai fatti luttuosi della casa maledetta e facendo tabula rasa delle fiction che l’hanno preceduto. 

Il personaggio di Thomas Mann acquista quindi lo stesso spessore e la stessa importanza di Randy nella tetralogia di Craven con il suo essere cinefilo e perciò portatore di un’onniscenza nerd necessaria per sopravvivere agli orrori filmici anche nel reale.

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Bella Thorne, il capolavoro del film

D’altronde è vero che la sceneggiatura di Casey La Scala e Daniel Farrand è stata abortita, ma qualcosa dev’essere comunque rimasto, anche a livello embrionale, soprattutto per l’approccio da film documentaristico con il quale si apre l’opera, un Tg che commenta la cattura di Ronald DeFeo Jr. dopo lo sterminio della famiglia nella casa di Amityville, sotto sembra l’influsso del maligno.

Il film purtroppo non è un capolavoro, ma soltanto un’opera mediocre che non beneficia neppure di una buona performance del suo cast, il più delle volte sciatto e monocorde. La peggiore è senza dubbio Jennifer Jason Leigh, incapace di dare spessore ad un personaggio sulla carta interessante, una madre in conflitto tra l’amore e l’odio per la figlia, rea di aver causato la paralisi permanente dell’altro figlio.

Solo che tutto in Amityville il risveglio viene buttato alle ortiche in una corsa suicida all’accumulo delle sottotrame compresa una inutile divagazione nel territorio del bullismo, presto abbandonata, come tutte le altre.

L’unica cosa che funziona è la sedicenne Bella Thorne, perennemente in mutandine anche nelle scene che non lo richiederebbero. Fa sorridere che il film sia prodotto anche dal famigerato Harvey Weinstein che in questi giorni infiamma le pagine dei giornali grazie ai suoi ricatti sessuali. Ci immaginiamo che il bavoso Harvey fosse presente sul set di Amityville imponendo le quasi nudità della nostra stupenda Lolita.  In questo caso però chi siamo noi per andargli contro?

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Un pò di zucchero, baby

Sembra che Amityville il risveglio però abbia subito nel nuovo reshoot anche un drastico taglio della violenza per evitare, vista già la sua natura di disastro commerciale, un divieto allontana teenagers.

E’ un peccato perché il film poteva essere sulla carta davvero interessante ma alla luce dei tagli e dei vari rimaneggiamenti è una delle incursioni nei territori di Amityville tra le meno entusiasmanti mai girate. Per esempio un brutto film come Amityville la fuga del diavolo di Sandor Stern del 1989 aveva comunque almeno quelle due o tre scene di spavento che qui mancano nella totalità.

In qualsiasi modo quest’Estate il film di Franck Khalfoun è uscito nei nostri cinema e in America è tutt’ora disponibile sul Google play per poi uscire nelle sale un unico giorno, il 28 Ottobre. Diciamo un po’ poco per quello che era “una nuova e terrificante storia che soddisferà gli appassionati”.

Andrea Lanza

 

NB Per saperne di più sulla saga di Amityville vi rimandiamo al blog dell’amico Lucius Etruscus, lo Zinefilo, che ha recensito tutti i film della serie con spirito masochistico lodabile.

Amityville: Il risveglio

Titolo originale: Amityville: The Awakening

Anno: 2017

Regia: Franck Khalfoun

Interpreti: Jennifer Jason Leigh, Cameron Monaghan, Bella Thorne, Mckenna Grace, Jennifer Morrison, Thomas Mann, Taylor Spreitler, Kurtwood Smith, Ava Knighten Santana, Hunter Goligoski, Dan Martino, Brian Breiter

Durata: 90 min.

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