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L’uomo senza ombra, The Hollow man, è uno dei film considerati minori di Paul Verhoeven.

Anche lo stesso regista non ne parla bene:

Film come Robocop, Atto di forza, Straship troopers erano miei, nessuno li avrebbe potuti girare come me, sarebbero stati altre cose, ma L’uomo senza ombra era anonimo, chiunque poteva farlo, è un film che non mi rappresenta e che avrei non voluto fare“.

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Rivisto invece, a distanza di quasi vent’anni dall’uscita al cinema (è del 2000), The Hollow man è un film notevole, non invecchiato per nulla, come tutte le opere americane di Verhoeven, e con quelle punte di scorrettezza che non ti aspetteresti da una pellicola sull’uomo invisibile.

Il protagonista/antagonista Kevin Bacon, scienziato con il complesso di Dio, dal nome biblico, Caine, pecca di ὕβϱις, la stessa che ha mosso Prometeo a rubare a Zeus il fuoco e a trovarsi per l’eternità in balia di un aquila che gli divora dolorosamente il fegato.

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I privilegi dell’invisibilità (Rhona Mitra)

Verhoeven segue la regola dell’Hitchcock di Psycho: ci mostra un protagonista per poi annientare quasi subito le nostre certezze, non uccidendolo come Janet Leigh, ma cambiando inaspettatamente il suo ruolo all’interno del film.

La poetica del pugno allo stomaco, cara al regista olandese, è presente in un blockbuster che ricorda, per le trovate, i giornalini sado-zozzi della nostra infanzia: gli Oltretomba che mai abbiamo comprato ma che trovavamo tra le riviste per soli uomini del barbiere. Caine/Bacon è un personaggio deplorevole (appena invisibile palpa di nascosto l’antipatica collega, violenta la vicina di casa e alla fine compie un sanguinoso massacro), ma è anche quello che probabilmente saremmo noi, anche se mai lo ammetteremmo, se avessimo il potere di un Dio e la possibilità di compiere ogni peccato senza essere puniti.

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I privilegi dell’invisibilità (Kim Dickens)

D’altronde una delle frasi che tornano più insistentemente nel film è “È incredibile quello che riesci a fare quando non devi più guardarti allo specchio“. Lo stesso Bacon poi, dopo la violenza sessuale, incalzato dalle domande di uno dei suoi assistenti, senza raccontare nel dettaglio il fatto,  dichiarerà, riferito alla vicina di casa, “Le è piaciuto“.

Verhoeven gira benissimo e regala scene cult come l’uccisione della bella Kim Dickens (“Ci siamo divertiti insieme“) e si fa perdonare un cast di attori, Bacon a parte, che sono un po’ anonimi come Elizabeth Shue in un ruolo sexy spregiudicato e Josh Brolin in quello del belloccio standarizzato.

The Hollow man è sì uno dei film minori di Verhoeven, ma anche un horror scifi che da’ la merda a qualsiasi altro blockbuster in circolazione.

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Regista che cambia, uomo invisibile porcone che resta

La prova che un altro regista non avrebbe potuto girarlo, per smentire lo stesso suo autore, ci viene data dall’uscita, sei anni dopo, di L’uomo senza ombra 2, uno dei tanti direct to video anonimi che la Sony produceva e distribuiva due decenni fa, da Sex crimes 4 a Cruel intenction 3, tutti orribilmente brutti.

Non fa difetto il seguito di The Hollow man, diretto malissimo da un signor nessuno, lo svizzero Claudio Fäh, artefice del seguito truffa di Valkyrie di Brian Singer, Operazione valchiria 2 – L’alba del Quarto Reich, e qui in evidente stato d’imbarazzo registico.

Non lo aiutano né il cast di attori atroci, il monoespressivo Peter Facinelli e  l’imbolsito Cristian Slater, né la brutta sceneggiatura che si racconta essere la prima stesura del film di Verhoeven.

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Come in Robocop 2, il blu regna sovrano

Il film ce le ha tutte con sé: noiosissimo, quasi impossibile da vedere senza il fast foward del telecomando, poverissimo e con effetti speciali al risparmio, ma anche stupidello nelle sue ambizioni da I tre giorni del condor della fantascienza.

Ci chiediamo poi come faccia il panciuto Christian Slater (belli i tempi di Pump up the volume, vero?) a compiere le sue malefatte in pieno autunno (come si presuppone dai vestiti degli attori), con probabilmente anche il freddo che avanza, nudo come un verme e per di più scalzo? Anche perché i vestiti della Donna invisibile non li hanno mai inventati a parte nel mondo Marvel (maledetti comunque!). Almeno Kevin Bacon malvagizzava all’interno di un laboratorio! Ma lui era Caine mica un Pinco Pallino qualunque.

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Quando la Marvel non ti da’ il costume…

Il film ha la decenza di far finta di non essere un seguito ufficiale del film di Verhoeven (la storia raccontata non ha affinità con la precedente), ma non manca di ambizioni alte, pretestuose visto la natura infima del progetto,  soprattutto quando chiama il suo protagonista come quello del romanzo di H. G. Wells sull’uomo invisibile.

Ecco che in soli 90 minuti rimpiangiamo il film che Verhoeven non avrebbe mai voluto fare e sì, porco diavolo, ci fa scendere una lacrimuccia perché l’olandese pazzo manca terribilmente ad Hollywood.

Andrea Lanza

L’uomo senza ombra 2

Titolo originale: Hollow man II

Anno: 2006

Regia: Claudio Fäh

Interpreti: Christian Slater, Peter Facinelli, Laura Regan, David McIlwraith, William MacDonald, Sarah Deakins, Jessica Harmon

Durata: 90 min.

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