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Un veterinario sperimenta una tossina non ancora testata su un scimmia morta, scatenando un nuovo e mortale virus. Ben presto tutti gli animali dello zoo si trasformano in non morti.

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Alla fine l’Asylum ce l’aveva quasi fatta: per quasi tutto il primo tempo Zoombies funziona alla grande, prima di cadere nel solito mare magnum di mediocrità senza scampo, il Krakatoaest di Giava che distrugge cose buone e cose cattive nell’Amen di un Requiem. Peccato perché stavolta la colpa non è della sceneggiatura, degli attori, della regia o di mille altre cazzate che l‘Asylum, da Sharknado in avanti, ci ha abituato. No, amici miei, qui invece l’Asylum perde il treno del suo capolavoro solo per la mancanza di budget, ed è un grandissimo peccato!

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Ragazzi, ehm, i mostri sono dietro di voi! A chi sparate?

L’inizio di Zoombies è potentissimo e cita a grandi linee il Peter Jackson di Brain dead con queste scimmiette creepy dalla faccia zombesca che si scatenano in una mattanza dentro un laboratorio con dovizia di particolari, bulbi oculari strappati, sangue a schizzi, visi divorati, cose che non ti aspetti dalla Asylum che è sempre stata parca di splatter. Anche la regia di Glenn Miller è buona con la benedizione di una fotografia che stavolta non smarmella e non sembra lo scarto di una produzione Hallmark di vent’anni fa. Miracolo così come la scelta degli attori, non da Oscar ma meno cani della media di tanti direct to video horror.

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Mr. Koala

Certo la sceneggiatura fa fare loro cose imbarazzanti, li porta dritti alla morte con tenace scemenza ma siamo tutti consapevoli, inserito il dvd, che staremo per assistere ad un B movie, trovarci un buon B movie, confezionato come il Dio del cinema di cassetta esige, è un lusso al pari di “piatto ricco mi ci ficco“, non proprio merce da scambio di tutti i giorni.

In questo “Jurassic Park dei morti viventi“, come recita la locandina, i mostri sono tutti molto vari e, se i leoni zombi li dai per scontati, ad un certo punto lo script di Scotty Mullen ti butta dentro l’inaspettato, il WTF che ti lascia con la mascella a terra: le giraffe morti viventi. Incredibile ma i nostri eroi si troveranno, per scappare da un facocero zombi particolarmente incazzato, a rifugiarsi su un albero, e qui arrivano loro, le temibilissime giraffe carnivore! Cioè io non so voi, ma ho sempre pensato alle giraffe, con questi colli lunghi e il loro viso pacioso, ad animali buoni, vederli che afferrano un povero Cristo per farlo letteralmente a pezzi mi ha lasciato un po’ interdetto, come se alcune mie certezze di vita venissero tradite.

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Giraffe mannare!!!

Comunque per quanto riguarda la fauna dei vari mostroni c’è da divertirsi con la versione romeriana di elefanti, ippopotami, pappagalli e persino, che ci crediate o no, una specie di koala mannaro!!! A lui spetta una delle scene più cazzutissime: entra nella stanza della figlia piccola della protagonista, una tra le dieci bambine più fastidiosamente animaliste del pianeta, e, mentre lo vedi ringhiare con quell’adorabile musetto da koala mangiacristiani, si chiude la porta. Tu, spettatore, senti le urla, ma quando la madre entra nella stanza, aspettandosi il peggio, trova la bimba in piedi, coperta di sangue e frattaglie, con in mano una mazza da baseball ancora gocciolante cervella dell’animale, che dice “Non amo più gli animali!“.

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Uccidetemi! 

Bizzarro poi che il film sia concepito come una sorta di seguito apocrifo di Jurassic Park dove Kim Nielsen, la stragnocca protagonista, direttrice dello zoo, si comporta come se fosse la nipote di Richard Attenborough parlando sempre di un fantomatico zio, creatore del parco.

Le note dolenti però, come detto, ci sono e sono tutte condensate nella cattivissima resa degli effetti speciali, imbarazzanti negli anni 90, inconcepibili ora, una cosa così orrida, con una resa da Super Nintendo, neanche Playstation 1, che inficia ogni cosa buona prima, dal ritmo alle invenzioni.

Vedere questi 4 stronzi a cavallo di un gruppo di elefanti che non collimano con lo sfondo fa cadere nel maelstrom le balle! Molte volte, per capirci, la CGI è così pessima che non riesci a barcamenarti se i protagonisti siano braccati da un opossum mannaro o da un gruppo di leoni, e lo sapete anche voi che è palese la differenza tra un opossum e un leone!

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Pessimi effetti speciali

La parte del T-rex, visto che come detto siamo in un mockbuster che cerca di scimmiottare con fantasia Jurassic Park, la fa un gorillone chiamato Kifo che sembra vero tanto quanto Paul Gleason in Una poltrona per due, e infatti scopriamo essere interpretato goffamente dal caratterista Ivan Djurovic celato dentro un costume di carnevale. In più i tecnici a volte si ricordano di renderlo zombi e in alcune altre inquadrature no, creando un disagio e smarrimento nello spettatore difficilmente esprimibile a parole.

Sembra, leggendo su imdb, che ci fossero nello script anche dei delfini morti viventi, già creati dagli effettisti per lottare contro la bambina ammazza koala, ma sfortuna vuole che la piccola non sapesse nuotare rendendo impossibile girare quindi le sequenze. Naturalmente gli stessi sono stati poi riciclati per un altro film, Five Headed Shark Attack, perché niente si butta in casa Asylum.

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Pacifici il cazzo!!!

Sarebbe stato bello dare un voto positivo a questa produzione, ma la sua natura così abborracciata lo rendono improponibile. Questo naturalmente non toglie che possa essere uno dei vostri Z movie preferiti.

Andrea Lanza

Zoombies

Anno: 2016

Regia: Glenn Miller

Sceneggiatura: Scotty Mullen

Interpreti: Kim Nielsen, Ione Butler, Andrew Asper, LaLa Nestor, Marcus Anderson, Brianna Joy Chomer, Ivan Djurovic, Aaron Groben, Kaiwi Lyman-Mersereau, William McMichael, Reuben Uy, Isaac Anderson, Tammy Klein, Cedric Jonathan, Joe Conti

Durata: 90 min.

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