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Fabrizio Laurenti era stato negli anni 80 una promessa del cinema horror/thriller, suoi l’efficace La casa 4 (Witchcraft) e gli avatiani La stanza accanto e Voci notturne. Soprattutto il primo, girato sotto pseudonimo, come tradizione delle produzioni Massaccesi/Filmirage imponeva, si rivelò una vera sorpresa per molti fan del genere. La casa 4, baciato da un cast internazionale non eccelso ma dignitoso, possedeva cuore, divertimento, un cinema popolare gagliardo anche quando il materiale veniva dalla discarica più vicina. Certo, sulla carta, mettere insieme Linda Blair, la Reagan de L’esorcista, con David Hasselhoff, il Michael Knight di Supercar non ancora Mitch Buchannon, era un suicidio annunciato, ma, se chiudiamo gli occhi su quei tre effetti  speciali risibili, il film, con le sue streghe malvagie, il diavolo e il suo herpes maledetto, i contrappassi da Clive Barker, poteva essere, ed era, uno degli ultimi sussulti dignitosi del nostro cinema del terrore in fase terminale.

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Idem La stanza accanto (1994), scritto dallo stesso Pupi Avati, e ancor di più lo sceneggiato Rai, Voci notturne (1995), una delle esperienze televisive più angoscianti che da ragazzini possiamo ricordare, una televisione morta e sepolta come dimostra i recenti (mediocri) exploit televisivi thriller di Lamberto Bava su Canale 5.

Discreti anche i tre tv movie, sempre per la Rai, tratti dai romanzi di Gianni Materazzo, Tre passi nel delitto, interpreti da Gioele Dix, diretti con nerbo e dalla palpabile suspense.

Dev’essere successo poi qualcosa nella vita di Laurenti: ad un certo punto sembra essersi disinnamorato del cinema del terrore. Dopo un mediocre tv movie del 1995, Olimpo Lupo, cronista di nera con la bellissima Amanda Sandrelli e il solito Gioele Dix, passano dieci anni e lo ritroviamo, nella nuova veste di documentarista, con Il Segreto di Mussolini e, nel 2011, Il corpo del duce.

la-casa-41Peccato che la sua carriera registica non sia proseguita nell’horror o nel thriller visto gli altissimi risultati ottenuti con un pugno di pellicole tra le più riuscite dei tardi anni 80 e l’inizio dei 90. Tutte o quasi perché non abbiamo ancora parlato di Contamination 7 point, girato intorno al 1993 (le fonti differiscono) e da noi fortunatamente inedito.

Questo film rappresenta l’opera più vergognosa della carriera di Laurenti, un passo talmente falso da essere la caduta verso il precipizio più profondo della mediocrità. Davvero in Contamination point 7 si possono salvare poche cose e anche quelle sono inezie talmente microscopiche da non essere prese in considerazione.

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L’idea non era malvagia, ma avrebbe richiesto ben altro budget e diversa sensibilità. Lo script che anticipa l’efficace eco vengeance di M. Night Shyamalan, E venne il giorno, con un gruppo di piante assassine che si ribella agli uomini, aveva un certo fascino, ma, tra modellini brutti di elicotteri in balia delle radici killer e la mancanza di efficaci effetti speciali nei grafici omicidi, il risultato è di una bruttezza senza paragoni.

Peccato perché il sottofondo ecologista, l’uomo che inquina e la natura che si vendica dei suoi atti, aveva una certa potenza a livello narrativo ma siamo davanti ad un film che è così stanco, noioso, annoiato, poco divertente e palesemente realizzato con la fretta di un autore bravo ma suicida, da essere uno strazio come poche altre cose.

Certo, parlando invece di cose buone, la musica di Carlo Maria Cordio è efficace, ma, se non è la stessa riciclata, è molto simile a quella usata dallo stesso autore per Troll 2 e La casa 5 di Fragasso.

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Si fa fatica a pensare che si tratti dello stesso autore de La stanza accanto: regia pessima, sbagli nel montaggio al pari di un B movie alla Ed Wood (una scena è giorno e la seguente invece notte per tornare ad essere ancora giorno il momento dopo), per non parlare del ritmo assente per tutta la durata del film, micidiale in un horror di cassetta.

Per di più la sceneggiatura di Daniele Stroppa è qualcosa di veramente criminale con dialoghi imbecilli e scene senza senso, con un sottofondo di coglioneria disonesta verso lo spettatore e di imbecillità intellettuale senza paragoni in una produzione Filmirage.

Basti pensare che la prima vittima, la pigtail Chelsi Stahr, incontra la protagonista Mary Sellers sul bus e la prima cosa che le chiede, da sconosciuta, è “Hai il ragazzo?“. Ma perché? In più, in una scena da comiche anni 30, l’autista scende  dal pullman per pisciare, seguito dalla ragazza che vuole sgranchirsi le gambe, e risale un secondo dopo, correndo per fare prima, in un patetico tentativo narrativo di giustificare la partenza improvvisa. Naturalmente nessuno, neppure la Sellers, avvisa il conducente dell’assenza della vicina di posto: evidentemente Chelsi Stahr non doveva essere molto simpatica.

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Tra l’altro questa seguenza, citazione brutta dell’intro di Phenomena, doveva essere forse un omaggio a Dario Argento, ma speriamo che l’idea non sia balenata davvero nella testa di Laurenti e Stroppa, restando solo una nostra macabra fantasia necrofila.

Di cose cretine però il film ne è zeppo: come non ricordare i due scienziati che parlano allegramente davanti ad un cadavere che definiscono “contaminato altamente dalle radiazioni con pericolo di morte”, senza indossare una tuta protettiva. O ancora il finale, terribile, dove la soluzione per far fuori le piante assassine era la più semplice: tre ruspe e via la paura.

In più, grazie alla sapiente sceneggiatura, può capitare che un personaggio sia ucciso ad un  passo da un altro e quello, incurante, non se ne accorga.

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Non si respira una sola volta quell’aria di guappo divertimento, come per esempio in Troll 2, un film brutto e pretenzioso ma spassoso, qui siamo in un territorio alla Sara Tommasi da cinema hard post nucleare, un’opera fastidiosamente mediocre e disagiata.

Oltretutto uno dei titoli col quale Contamination point 7 è conosciuto è Troll 3, forse perché girato, come il film di Fragasso, a Porterville nello Utah, ma nessun goblin, troll o bava verde fa capolino nella storia, a differenza dell’altro Troll 3, Lord of Akili di David Hills/Aristide Massaccesi, un sotto Conan sul quale stendiamo un pietoso velo.

Non salva il film di Laurenti neanche la recitazione, amatoriale e raccapricciante, di tutto il cast, da Mary Sellers, moglie del regista, al suo compagno di finzione Jason Saucier (visto in altre produzioni Filmirage come Top model o Paura nel buio), fino alle terribili comparse, prese probabilmente tra gli abitanti di Porterville, che ridono anche davanti alle scene drammatiche.

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Il disagio

Davvero fa male al cuore vedere e recensire questo Contamination point 7 perché noi al regista abbiamo voluto bene ma come si fa a parlare bene di un’opera che finisce con una supercazzola alla Conte Mascetti grande come una casa, stupida più del film stesso, e con inquietanti interrogativi che nessuno ci spiegherà mai?

Ve lo raccontiamo in barba allo spoiler perchè bisogna comprendere il male:

a distanza di qualche mese dagli eventi raccontati dal film, Josie (Mary Sellers) è incinta. Probabilmente, ipotizziamo, l’attrice aspettava un bambino davvero anche perché questo dettaglio, la gravidanza, non ha nessun riscontro con la trama prima di ora. E’ Natale e parla al telefono col suo Matt (Jason Saucier) e anche questa scelta ci fa capire che l’attore forse aveva finito di girare le sue scene e non era più disponibile. Ad un tratto le radici dell’albero di Natale si muovono e Josie urla. Fine.

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Vincere la noia sul set

Cioè io mi dico: “Che senso ha?“. Le piante radioattive sono state debellate dall’arrivo delle ruspe, come è possibile che Josie abbia preso una piantina dal bosco maledetto e abbia creduto che fosse una buona idea usarla come albero di Natale? E’ come voler inculare un grizzly senza che lui poi cerchi di sbranarti. Mah.

Comunque Contamination point 7, brutto come la Morte, non uscì mai in Italia, io l’ho visto coi sottotitoli italiani creati dall’amico Akuma, ottimi, troppo per un film che non merita il recupero neanche dai completisti del cinema horror italico.

Andrea Lanza

Contamination point 7

Anno: 1993 (forse)

Regia: Martin Newlin (Fabrizio Laurenti)

Interpreti: Mary Sellers, Jason Saucier, Chelsi Stahr, Bubba Reeves, Vince o’Neil, Billy Buttler, Lord Chester, Patrick Collins, Eddy Eby, Dennis Fitzmorris, Gabriele Tinti, Jim Julian

Durata: 95 min.

Aka “Troll 3”, “Troll III”, “The Crawlers”

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