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Linda Blair nel 1983 aveva 24 anni e la sua carriera sembrava bloccata per una serie falsi passi. D’altronde essere stata l’interprete di una pellicola epocale come L’esorcista e non trovare più un copione di così grande successo doveva essere un problema non da poco. Così come il non essere più bambina ma una ragazza che sbocciava in donna, una magnifica donna, ed essere troppo in là per i ruoli da adolescente problematica, Pazuzu o meno.

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Ad aggravare questo poi nel 1977 viene arrestata dalla polizia per possesso di cocaina. Si sa com’è l’America puritana e questo segna un punto importante della sua prematura discesa dall’Olimpo delle giovani star.

Non l’aveva poi aiutata lo scandalo suscitato dalla sua relazione, a quindici anni, con Rick Springfield, autore di successi pop come Jersey Girl e attore noto al pubblico per la soap General hospital, all’epoca invece venticinquenne.

Sono stato il suo primo amante e lei era una ragazza così passionale – raccontava il cantante nella sua biografia – Condividiamo l’amore per i cani e il sesso. La maggior parte delle volte non lasciavamo l’appartamento. Eravamo spesso invitati alle anteprime e alle feste di Hollywood e andavamo in coppia, ciecamente e innocentemente, a farci massacrare dai media. Non capivamo cosa ci fosse da scrivere su di noi, forse erano mesi davvero fiacchi per le notizie.

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Rick e Linda

Sull’arresto dell’attrice invece si leggeva sul New York Times:

20 dicembre 1977

La giovane Linda Blair, che ha recitato nel film “L’esorcista”, è stata una delle 32 persone arrestate oggi in un’indagine della polizia per droga.

Circa 3 milioni di dollari di cocaina sono stati sequestrati in Florida e in Texas, hanno dichiarato gli investigatori. Miss Blair è stata accusata di spaccio di stupefacenti.

La diciottenne è stata fermata mentre lasciava la sua casa di Ridgefield Road a Wilton a bordo della sua auto.

Miss Blair è stata rilasciata su cauzione 2500 dollari dopo essersi dichiarata non colpevole”.

Alla fine la nostra Linda scontò tre anni di libertà vigilata, dopo aver ritrattato la sua innocenza, ed è proprio in questo periodo che la sua carriera ha una brusca frenata.

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L’inizio della fine

Sono gli anni del musicarello sentimentale Roller Boogie, dello stucchevole Wildhorse Hank, del passo falso craveniano di Summer of fear e dell’action country Rockul, tutte pellicole ben lontane come spessore delle precedenti. Non dimentichiamo poi che la Blair fu l’interprete, subito dopo L’Esorcista, di un trio di tv movie notevoli come il dramma carcerario La ragazza del riformatorio, Sarah T. – Portrait of a Teenage Alcoholic, spaccato di un’adolescente difficile, e Xanadu – Chiudi gli occhi e guarda le stelle al fianco di uno stralunato ed efficace Martin Sheen.

In piena frenesia di rifarsi un’immagine, l’attrice accetta cammei poco significativi in show televisivi di successo come Fantasilandia e Love Boat, nel 1982, ma, alla fine, è proprio l’anno dopo che entra nella leggenda del film exploitation con Chained boat di Paul Nicholas, una delle pellicole simbolo del genere WIP ottantino.

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Diciamo che per un’attrice di successo fare un film a base di sesso e violenza non era la scelta più saggia, ma la nostra Linda, con la sicurezza di chi non ha più nulla da perdere e con la voglia di continuare comunque a recitare, diventa una tra le più importanti reginette del B movie di sempre.

La recitazione della Blair cammina a pari passo con lo spessore delle pellicole che interpreterà: sopra le righe, a volte esagitata, lontana dalle finezze interpretative dell’adolescenza, ma perfetta in ruoli che le vengono cuciti addosso, quelli della bad girl innocente.

Chained Heat è un film esemplare del genere carcerio femminile, uno dei migliori che si ricordi con il classico Sesso in gabbia (The Big Doll House) di Jonathan Demme e il dittico Femmine in gabbia (Caged Heat)/The big bird cage di Jack Hill.

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Il genere, negli anni 80, sembrava non avere più nulla da dire e neppure gli epigoni più selvaggi, come il Blade violent del duo Fragasso/Mattei, sarebbero riusciti a fare breccia nel cuore degli spettatori.

A fare la differenza in questo caso però è soprattutto la regia di Paul Nicholas, frizzante e piena di invenzioni, capace di dare un ritmo indiavolato anche ai clichè più abusati del WIP.

Ci sono secondine sadiche, accenni di lesbismo, diversi stupri, omicidi selvaggi e femmine nude che combattono, un luna park di scorrettezze con l’acceleratore automatico e un certo stile di pura matrice cormaniana. Per gli spettatori da grindhouse, Chained heat diventa la trattoria popolare che sazia e ubriaca, lo spettacolo grossolano che non fa male e nasconde alcune finezze culinarie da grande chef, tutta roba che i cinefili snob capiranno a distanza di anni.

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Paul Nicholas filma le esecuzioni al ralenti, gira, telecamera a spalla, una scena incredibile di morte con del fil di ferro teso in un lungo corridoio, crea una palpabile tensione da horror e ci regala uno dei nudi più leggendari della Blair sotto la doccia. Roba da scorticarsi le mani per gli applausi. Il resto poi lo fa lo straordinario cast, dalle carcerate Sybil DanningTamara Dobson, capobranchi di due fazioni carcerarie, alle altrettanto feroci Stella StevensNita Talbot come sadiche aguzzine.

Certo è che la prigione femminile di Chained heat è un posto terribile per scontare una pena: se non vieni stuprata brutalmente dal viscido carceriere Robert Miano, che sceglie le sue vittime dietro un vetro riflettente, o dal “gentile” direttore John Vernon, uno con il vizietto della pornografia e dei bagni rilassanti (ha un’incredibile vasca nel suo ufficio), puoi morire male solo perché hai la pelle diversa da una tua compagna o giustiziata quando contraddici lo spacciatore del carcere, un Henry Silva che la notte fa uscire le prigioniere più carine per festini a base di cocaina, revolver e sesso.

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Contiamo pure che la nostra Linda deve scontare solo diciotto mesi per omicidio involontario, neanche in una prigione di massima sicurezza, figuriamoci come doveva essere il carcere duro, roba da categoria 3 cinese con budella e massacri splatter!

La Blair è sicuramente la migliore di un cast se non ottimo comunque efficace, capace di rendere convincenti personaggi tagliati con l’accetta, un miracolo se conti che di solito Sybil Danning è oltre l’umana decenza. Una menzione particolare poi per Sharon Hughes, l’amica della nostra Linda che, prima di essere ammazzata a manganellate dalla cattiva Nina Talbot (“Fidati di me“), si lancia in una caldissima scena tarantolesca di sesso acquatico col direttore del carcere. Il suo corpo è uno di quegli spettacoli che solo il cinema exploitation poteva regalarci con generosità.

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Chained Heat fu vittima di un’ottusa censura e l’unica versione che ci risulta essere integrale è quella uscita in America in vhs, il dvd presenta l’immagine deformata per nascondere i seni delle attrici. In  Australia si pensò persino di aggiungere un cartello nel finale così da spiegare agli spettatori il destino della protagonista dopo le vicende del film. Il senso di questa mossa ci è oscuro.

Paul Nicholas girerà un altro women in prison nel 1986, A gabbia nuda, purtroppo mediocre, un action movie nel 1993 con Barbara Carrera di poco conto, uscito da noi in vhs per la Avo Film, La notte dell’arciere, e, nel 2000, l’ultimo film di una carriera non all’altezza delle premesse, Luckytown con James CaanVincent Kartheiser e Kristen Durst.

La Blair invece bazzicherà ancora il genere carcerario nel 1988 con Red Heat al fianco dell’ex Emmanuelle, Sylvia Kristel, operazione non memorabile per colpa soprattutto di una regia mediocre e televisiva.

Chained heat, da noi inedito in qualsiasi formato, invece generò sia due seguiti ufficiali che una serie di imitazioni (Caged fear del 1992 e Rage of Innocents del 2001 tra tutte). Se il terzo capitolo, Dark Confessions, da noi non si è mai visto, il secondo invece uscì persino in vhs come Sorvegliata speciale con la terribile Brigitte Nielsen. Probabilmente i distributori puntavano sull’ex relazione dell’attrice con Sylvester Stallone in modo da giustificare un titolo che solo i più gonzi avrebbero scambiato per un sequel al femminile di Sorvegliato Speciale.

D’altronde le vie dell’exploitation sono infinite…

Andrea Lanza

Chained Heat

Anno: 1983

Regia: Paul Nicolas (Paul Nicholas)

Interpret: Linda Blair, John Vernon, Sybil Danning, Tamara Dobson, Stella Stevens, Henry Silva, Sharon Hughes, Kendal Kaldwell, Robert Miano, Dee Biederbeck, Greta Blackburn, Nita Talbot, Louisa Moritz, Jennifer Ashley, Jody Medford

Durata: 105 min.

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