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Terrifier è il filmaccio che spegni dopo cinque minuti scegliendo produzioni più importanti, gli squali in CGI brutti di Deep sea blue 2, lo spaventone bubusettete della Blumhouse, l’ennesima patacca uscita al cinema d’estate, e poi, grazie alle notti insonni, lo riprendi e capisci, come il principe di Bel Air, che tanto male non è.

Di Damien Leone, regista indie dall’infama celebrità, uscì un po’ di tempo fa un horror brutto come la morte impestata a Pisa, All Hallow’s Eve: tre episodi poveri, girati col culo, noiosi dove primeggiava soltanto lo spaventoso clown Art. Per noi, fan del cinema bello ma sgarruppato, la carriera del regista poteva soltanto concludersi con una prigionia in Siberia, sotto zero, a cercare per i nazisti la lancia di Longino, in eterno, sotto le frustate di Ilsa la belva umana.

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Damien Leone e Art il Clown

E sbagliavamo perché Terrifier è sì un film con i limiti di una produzione girata con i soldi dati dalla mamma per il Buondimotta della ricreazione, ma anche uno dei parti più spaventosi e genuini degli ultimi anni.

Damien Leone capisce che il punto forza del suo precedente lavoro è solo lui, Art il clown, e gli dedica un intero, cattivissimo, sanguinoso film.

Art non è Pennywise, non ha battute, non è simpatico, non ha nessun background triste da empatizzare, è la morte pura e semplice che un giorno di Halloween, come Michael Myers, esce per le strade e richiede il suo pagano tributo di sangue.

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Per certi versi Terrifier ricorda, con i dovuti limiti, Inferno di Dario Argento: la sua scatenata danza di morte su scenari che vengono bombardati da luci violente, gli omicidi fantasiosi e quel senso di favola per bambini ormai adulti che è perenne, dappertutto. Certo Inferno è quel capolavoro che Terrifier non sarà mai, ma questo non leva all’opera di Leone di essere altrettanto riuscito nelle atmosfere, una cosa, ricordiamolo, non da tutti con il budget ridotto che si è trovato tra le mani il regista.

Ovviamente Terrifier ha le sue lacune, grandissime, come il ritmo e soprattutto la sceneggiatura che, per forza di cosa, pena il finale dopo dieci minuti, fa fare cose cretine ai suoi personaggi che neppure in Scooby Doo. Vi faccio l’esempio più grande: se siete imprigionati in balia di serial killer che vi sta per uccidere e, per grazia di Dio, riuscite non solo a liberarvi, ma anche a dargli una mazzata bella forte, che fate? Scappate o infierite finché lo stronzo non è a terra in una poltiglia di cervello spappolato? La seconda ovviamente, beh non tanto ovvio perché le vittime di Terrifier scelgono sempre  la via più impervia, danno uno sbuffetto sul coppino del pagliaccio come monellacci e poi corrono verso la futura morte certa perché sai che Art il clown presto o tardi si rialzerà e farà loro molto male.

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Gli omicidi nel film di Leone sono davvero tantissimi e tutti fantasiosi: pizzaioli bruciati come la zucca di Jack-o’-lantern, ragazze segate a metà dal pube alla testa con le viscere che cadono, teste riempite di piombo, visi mangiati, donne spellate e indossate come in un capitolo apocrifo di Non aprite quella porta; è una sagra dello splatter più ignorante e genuino. Il bello, quello che fa la differenza però, rispetto a produzioni altrettanto povere e gore come Hazard Jack, è la confezione perché Damien nostro crede al suo film e lo cura con effettacci vecchia scuola ben fatti, quelli che un tempo avresti visto in un film di Joseph Zito con la complicità di Tom Savini.

Non siamo fortunatamente però in un gioco vintage che piange sugli anni 80 come Hatchet, no qui si fa sul serio, si usano i cellulari per chiamare e fare selfie e non c’è spazio, tra una morte e l’altra, per una frase maschia perché quando si muore, qui, si muore malissimo.

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Notevole il cast femminile soprattutto la splendida Jenna Kanell, alla quale spetta un ruolo da pseudo protagonista, omaggio questo sì alla struttura di Psycho.

Terrifier, come detto, riesce nel difficile compito di turbare, spaventare e disgustarti, una cosa che in un cinema così laccato e pulito come quello horror americano moderno sembra davvero una specie di miracolo. Per questo benediciamo Damien Leone e vi consigliamo il film, a patto, ovvio, che siate disposti a sporcarvi di sangue e budella calde perché Terrifier è imperfetto ma delizioso, povero ma ricco di idee, non un blockbuster ma forse l’esempio più genuino di bloodbuster nuovo millennio.

Andrea Lanza

Terrifier

Anno: 2017

Regia: Damien Leone

Interpreti: Jenna Kanell, Catherine Corcoran, David Howard Thornton, Margaret Reed, Katie Maguire, Samantha Scaffidi, Pooya Mohseni, Sylvia Ward, Gino Cafarelli, Kamal Ahmed, Michael Leavy, Julie Asriyan, Xiomi Frans-Cuber, Erick Zamora

Durata: 90 min.

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