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Vi siete mai soffermati su quanto sia dura invecchiare? Potrebbe sembrare una domanda retorica, la classica esca per imbastire discorsi filosofeggianti sulla precarietà dell’esistenza, ma noi over trenta siamo ormai talmente disillusi che non filosofeggiamo più nemmeno per farci belli e ingannevolmente profondi davanti a una ragazza. No, noi il precariato lo respiriamo da troppi anni, decenni di lotta per i resti di una pizza cestinata e contesa con un immigrato clandestino del botswana. Se ci va bene la smezziamo, se ci va male parte il kumite che neanche Van Damme con i suoi calci magici potrebbe fermarci. E, mentre combattiamo selvaggiamente contro Black Panther, si svela dinanzi a noi il senso della vita: se a cinquant’anni vuoi fare Tom Cruise assicurati di potertelo permettere.

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Andy Lau Tak-Wah, conosciuto solo come Andy Lau, ha cinquantasei anni.
Se non sapete di chi sto parlando cospargetevi il capo di cenere e pregate per la vostra anima, Lau è una delle superstar di Hong Kong più famose del mondo. Attore, cantante, produttore, ha lavorato con gente del calibro di Sammo Hung, Wong Kar-wai nel suo film d’esordio As tears go by, Wong Jing, Jackie Chan, Johnnie To, Zhang Yimou e chi più ne ha più ne metta. E, cosa importante, è stato il protagonista di Infernal Affairs, gioiello hard-boiled oggetto di remake da parte di Scorsese con il suo The Departed.

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Essere John Woo

Insomma, Lau è il sogno proibito di migliaia di casalinghe cinesi, ma anche delle loro figlie, nonne, zie, zii, mariti, fratelli e animali domestici. Non guardatelo troppo a lungo o catturerà anche voi.

Tuttavia, nel corso degli anni, qualcosa è cambiato. Il buon Andy si è messo a cantare Toilet Bowl e poi ha fatto una scelta oltremodo curiosa: diventare testimonial di Ho Cheng Group, azienda di servizi igienici. In pratica entravi in un cesso di Taiwan e ad accogliere il tuo mal di pancia c’era la faccia di Lau appiccicata ai muri e, dicono, anche a qualcos’altro.

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Quando alla cacca vuoi dedicare una carriera

Immaginate: il Nostro eroe davanti allo specchio di casa, il suo riflesso che mostra un uomo affascinante e carismatico, ma poi un pensiero gli oscura il volto, la scellerata comprensione che non è solo quello specchio, ma pure quelli dei bagni pubblici in tutta la dannata Cina, tutti mostrano il suo viso ammiccante. E la fantasia vaga, tra quello che sbaglia mira apposta, quello che si fa un selfie infame e lo pubblica in rete venendo poi arrestato perché si è dimenticato di essere in Cina e quello che, inquietantemente, si adopera in un lavoro certosino per staccare l’adesivo e portarselo via.

Ecco, è in quel momento che capisci come la tua vita abbia imboccato una bizzarra direzione. Se non fossi Andy Lau probabilmente ti ritireresti a vita monastica, ma lui è pur sempre un bravissimo attore, giustamente osannato per decadi, quindi the show must go on.

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Shu Qi, me cojoni

Sfortunatamente, però, non sta invecchiando come probabilmente vorrebbe. The Adventurers è il tiepido remake di Once a Thief, action comedy del 1991 diretto da John Woo. L’attore protagonista, Chow Yun-Fat, all’epoca della sua interpretazione aveva trentasei anni. Fate i vostri conti, il risultato darà il senso a tutta l’operazione.

Diretto da Stephen Fung, attore e regista di Enter the Phoenix e Tai Chi Hero, Gli Avventurieri vorrebbe essere un film brillante e vivace, colmo di trovate movimentate, viaggi, azione, vorrebbe essere Mission: Impossible e invece è solo una trascurabile puntata di Lupin. Che, tra l’altro, non tarda a richiamare con la figura del ladro gentiluomo e dello sbirro che lo insegue da sempre.

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Boldi francese

Infatti, il granitico poliziotto Pierre Bissette tiene d’occhio lo scaltro Dan Zhang non appena uscito di galera, dove ha scontato anni a causa di un tradimento post furto. Deciso sia a scoprire chi l’ha incastrato che a portare a termine l’ultimo colpo, Zhang riunisce la banda e si lancia in giro per l’Europa alla ricerca dei preziosi che formano Gaia, gioiello d’inestimabile valore.

Nei panni di Zhang, Lau dimostra una volta ancora il suo charme e con lui Eric Tsang, Shu Qi e Tony Yang ce la mettono tutta per farti credere che ti stai godendo una gran bella avventura.

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Shu Qi e Dio esiste

Peccato gli sforzi siano vanificati da personaggi poco caratterizzati, da coreografie dimenticabili, scene banali, colpi di scena scontati e, in generale, da una sceneggiatura svogliata.

Come svogliato appare forse l’interprete di Bissette, un Jean Reno che probabilmente è qui solo per un cospicuo assegno. A lui il personaggio più stereotipato e patetico, ma dopotutto va per i settanta, con un infarto alle spalle, non si può permettere certo di fare l’action man.

Quello che fa male al cuore, in realtà, è la consapevolezza di avere davanti un film vuoto, con una bella confezione, cool, attori famosi, tecnologia, ma la sostanza è tutto fumo e niente arrosto. The Adventurers è un discreto successo in patria e un DTV nel resto del mondo, cioè un film che forse apprezzano in Cina ma che in occidente non è meglio di una ben più umile produzione bulgara con JCVD, Adkins o Dolph Lundgren. Con l’unica differenza che i loro film sono decisamente più onesti.

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Vi ho già parlato di Shu Qi?

Quando vuoi fare Tom Cruise, che a cinquant’anni si appende agli aerei in decollo, penzola all’esterno di grattacieli o, primo attore a farlo, si esibisce in un HALO jump, non solo deve puzzarti la vita, ma devi anche avere alle spalle una produzione che sa come valorizzare un uomo di mezza età con istinti suicidi. E con l’intelligenza di capire come uscire dal tritacarne dello star system per continuare a fare il suo lavoro, offrendo allo spettatore un grande e reale intrattenimento. Se Andy Lau sta cercando di recuperare la scintilla perduta questo non è il modo e, forse, dovrebbe puntare su ben altri copioni, che valorizzino il suo talento e il suo innegabile carisma anche a cinquantasei anni.

Gli Avventurieri scoppia in una bolla di sapone, innocuo e rilassante. Se volete adrenalina e vera avventura dovrete purtroppo cercare altrove.

Manuel “Ash” Leale

The adventurers – Gli avventurieri

Titolo originale: Xia dao lian meng

Anno: 2017

Regia: Stephen Fung

Interpreti: Andy Lau, Jean Reno, Qi Shu, Jingchu Zhang, Eric Tsang, Karel Dobrý, Tony Yo-ning Yang

Durata: 140 min.

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