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“La Lamborghini è spazzatura italiana, io rubo solo Porsche”

(Charlie Sheen/Ted Varrick)

Benvenuti nel triplo gioco

(Dal trailer)

La fine del gioco è un poliziesco molto ben fatto di fine anni 80, uno di quei piccoli grandi film del quale non parla nessuno ma che a loro modo hanno influenzato il cinema più celebre a venire.

Il titolo originale No Man’s Land, Terra di nessuno, è di certo più suggestivo di quello italiano, uscito e morto in una vhs Columbia dopo un esordio non memorabile nelle sale.

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Non che in patria fece questi grandi incassi: fu un flop abbastanza consistente, 2 milioni d’incasso su 8 di budget, anche se divenne un piccolo cult dell’home video.

La fine del gioco ha un bel cast di attori: Charlie Sheen come ragazzo cattivo che ruba le auto, il D.B. Sweeney di Bagliori bel buio nella parte di uno sbirro sotto copertura affascinato dal crimine, Randy Quaid come tenente di polizia paterno ma sempre arrabbiato, e, in un ruolo marginale, il Bill Duke di Predator e Commando. Non c’è male, no?

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Il regista Peter Werner dichiarerà, negli extra del blu ray americano, che la Orion Pictures congelò il film per qualche anno facendolo uscire solo dopo il successo di Platoon di Oliver Stone. All’epoca delle riprese, che dovrebbero essere tra il 1985 e il 1986, Charlie Sheen era un signor nessuno, conosciuto per ottime pellicole giovanili come il fantascientifico Il replicante (sempre con Randy Quaid), il drammatico I ragazzi della porta accanto e naturalmente Alba rossa di Milius. Werner è sicuro che l’attore, dopo Platoon, non avrebbe mai accettato di partecipare ad un film a budget così basso.

In La fine del gioco ci sono tutti i semi del Fast and furious che nel 2001 farà impazzire il pubblico di tutto il mondo: l’amicizia tra uno sbirro e un criminale entrambi fissati con le auto (qui solo Porsche), le corse spericolate, persino la Corona come birra consumata e, dulcis in fundo, la sorella del delinquente che si innamora del poliziotto. Certo il film di Rob Cohen non è La fine del gioco, ma diciamo che nell’aspetto gli somiglia moltissimo.

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Il titolo originale si riferisce a quella Terra di nessuno, senza regole, che risucchia il protagonista, uno stile di vita spericolato, vissuto ai limiti, fatto di auto rubate, di soldi e donne. E’ il confine tra quello che si desidera e quello che si ha, a rendere molto interessante il personaggio di D.B. Sweeney, sempre lì lì sul punto di perdersi in quella parte che dovrebbe solo recitare. Il Ted Varrick di Charlie Sheen, più manipolatore, è sicuramente meno interessante, ma ha nel finale, da noir anni 40, il suo riscatto tragico e sanguinoso dal sapore di melodramma disperato.

Come un anomalo teen movie, La fine del gioco è un racconto di formazione che ci presenta un ragazzo e il suo percorso di dure scelte per diventare uomo. Quello che Randy Quaid chiama “novellino”, che i colleghi sfottono per l’eccesso di zelo in servizio, pensa, agisce, si muove come uno di quei criminali che deve arrestare, e alla fine sceglie, dopo aver amato il buio, la luce.

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Nel ruolo della sorella di Sheen si fa notare la bellissima Lara Harris, un’attrice molto valida, ma anche poco sfruttata al cinema, che ritroveremo nel bizzarro La leggenda del re pescatore di Terry Gilliam. Tra le cose curiose della sua carriera però citiamo la partecipazione al seguito di Johnny Mnemonic, The Interactive Action Movie, un interessante videogame del 2001 con attori campionati.

Peter Werner si dedicherà soprattutto alla televisione e questo La fine del gioco si può considerare, con la serie brucewilliana Moonlighting, il suo lavoro migliore. Sicuramente nella sceneggiatura di Dick Wolf, creatore di Law & Order: Unità Speciale, c’era il modello Miami vice, del quale scrisse 12 episodi, e il suo mondo di auto lussuose, vestiti firmati e criminali poliziotti.

Senza dubbio un poliziesco da recuperare, invecchiato davvero benissimo.

Andrea Lanza

NOTA: Brad Pitt fa una comparsa di qualche secondo come cameriere ad un party. Dovrebbe essere il suo primo ruolo.

 

La fine del gioco

Titolo originale: No Man’s Land

Anno: 1987

Regia: 

Interpreti: Charlie Sheen, D.B. Sweeney, Lara Harris, Randy Quaid, Bill Duke, R.D. Call, Arlen Dean Snyder, M. Emmet Walsh, Al Shannon, Lori Butler, Kenny Endoso, James F. Kelly, Linda Carol, Clare Wren, Claude Earl Jones, George Dzundza, Peggy McCay, Danitza Kingsley, Linda Shayne, Guy Boyd, Henry G. Sanders, Michael Riley

Durata: 105 min.

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