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Personalmente mi piacciono molto i film adolescenziali girati negli anni 80 sulle varie discipline sportive: dalle arti marziali dei tre Karate Kid alla boxe o al basket dei due Voglia di vincere. Non conoscevo però questo Spalle larghe, in originale, dal cognome del protagonista, Youngblood, ed è assurdo perché è una pellicola con un ottimo cast di giovani promesse (a volte non mantenute). In America fu anche un successone, non tanto al cinema, ma nel mercato dell’home video con il boom di vhs noleggiate dalle ragazzine in piena tempesta ormonale. In Italia mi sembra che non se lo cagò nessuno.

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Youngblood è sicuramente un veicolo per il suo protagonista, Rob Lowe, un giovane sex symbol che non riuscì mai a sbocciare davvero: non così bravo da essere ricordato per la sua recitazione, non così carismatico da avere fan disposte a seguirlo negli anni della maturità. Certo l’attore girò almeno tre pellicole molto riuscite, oltre questa: l’agrodolce commedia Class di Lewis John Carlino al fianco di Andrew MacCarthy e una milfissima Jacqueline Bisset, e i thriller Masquerade di Bob Swaim con le fantastiche Meg Tilly e Kim Catrall, ma soprattutto Cattive compagnie di Curtis Hanson al fianco di James Spader. Ci sarebbero anche  da segnare il St. Elmos fire di Joel Schumacher e I ragazzi della 56esima strada, ma non spaventatevi se non vi ricordate di Rob Lowe perché, inserito in film corali, il nostro sparisce, diventa il pollo alla diavola senza peperoncino, un belloccio uguale ad altri, magari meno belli ma con il fuoco della recitazione, elemento importante se non sei in un fotoromanzo della Lancio.

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Qui stanno per rasargli il pube come rito d’iniziazione. Se ci vedete qualcosa di frocio è un problema vostro.

Mr. Lowe negli anni 90, invecchiato, lo si vide in Neavy Seals, anche qui oscurato da tutto il resto del cast, fino a diventare protagonista o comparsa in film sempre meno importanti, una sorta di Ronn Moss meno incapace a recitare, bravo ma non bravissimo.

Qui però il nostro è ancora un giovanotto dalle belle speranze, in un ruolo di ragazzino piagnucolone che grazie allo sport diventerà uomo. Non aspettatevi drammi interiori: la maturità fisica e psicologica di Dean Youngblood avviene grazie ad un allenamento contadino a metà tra il Miyagi di Karate Kid e il Mikey di Rocky con tanto di sacchi picchiati tra balle di fieno, scazzottate col padre sul ghiaccio e tanto body building in mezzo alla cacca di mucca. In questo Spalle larghe è simile ai suoi fratelli sportivi, almeno nella struttura della storia: un perdente che viene umiliato e si allena per dimostrare di essere migliore. L’abbiamo visto con Daniel San e lo vedremo con il Bloodsport di Van Damme da lì a qualche anno.

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In più Rob Lowe è abbastanza discutibile come protagonista: troppo bello per essere un contadino, quasi un proto Zoolander, e troppo effeminato per essere un rude giocatore di hockey. Questi elementi oltretutto hanno generato letture azzardate su una presunta chiave omosessuale del film che vede Youngblood innamorato del suo Patrick Swayze, attaccante di punta della sua squadra. Fortuna noi non siamo così maliziosi e la teoria viene fugata da due momenti che vedono il buon Lowe sollazzarsi con una milfona (Fionnula Flanagan) col vizietto di provare sessualmente i suoi giovani affittuari, ma soprattutto quando soddisfa una sorprendente Cynthia Gibb che vedendola vestita non gli daresti due lire.

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Ma non sei Patrick, l’amore mio!

Tutti noi amanti del cinema, buono o cattivo che sia, la ricordiamo per il suo ruolo di missionaria stuprata in Salvador di Oliver Stone, nel terribile Corto circuito 2 e soprattutto nel Van Damme più sfigato degli anni 80, Colpi proibiti. La scena di sesso con il nostro Lowe è più calda della media dei vari teen movie dell’epoca, con le sue tette magnifiche in bella vista e il corpo atletico che calvalca il nostro probabile cripto gay dalle voglie etero. “Sto venendo Patrick… volevo dire Cynthia!“.

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Anche Johnny 5 ama le tette

In più la bella Gibb dal faccino buffo ma dal fisico wow è anche brava a recitare, sia quando simula le mosse da hockey che quando è alle prese con dialoghi banalmente romantici. Il suo rapporto col padre, un ottimo Ed Lauter in versione coach irascibile, è solo abbozzato, ma è il difetto di un film che tiene il piede schiacciato sull’acceleratore del ritmo dimenticando i suoi personaggi, caricaturali e purtroppo senz’anima.

Con questo non voglio dire che Spalle larghe sia un brutto film, anzi è un ottimo film adolescenziale che da’ quello che ci si aspetta da uno spettacolo popolare: azione, musica cool, drammi sentimentali e divertimento. Un po’ il Top Gun sul ghiaccio.

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All’epoca comunque Youngblood fu oggetto di critiche negative, a queste si aggiunse il totale disinteresse delle più importanti federazioni di hockey che giudicarono l’opera come inverosimile e più attenta alle scazzottate che al gioco. E’ questa una cosa che salta all’occhio per tutti i profani di questa disciplina: sembra fondamentale, per essere un buon atleta, il  saper picchiare a sangue gli avversari. Youngblood non verrà accettato dalla sua squadra finché non dimostrerà di essere anche un tosto attaccabrighe. Questa violenza gratuita che, crediamo non abbia nulla a che vedere con lo sport in generale, la vediamo anche sugli spalti dei tifosi, che inneggiano alla pugna di rito mentre Ed Lauter mena forte gente a caso.

A questo proposito una dei due controfigure di Lowe,  Randy Walker, all’epoca promessa dell’hockey di appena 16 anni, racconta un episodio successo nel finale: “Ricordo molto bene il combattimento col bastone. E’ stato davvero strano. I giocatori di  hockey che recitavano nel film andarono da Peter Markle e gli dissero che non sarebbe mai potuto accadere una cosa del genere in una partita. Aggiunsero che non avrebbe funzionato, che era una pessima idea, ma Markle fu irremovibile“.

Come cattivo di rito abbiamo, al suo secondo e ultimo ruolo, George J. Finn, un energumeno barbuto alto tipo due metri, col vizio di uccidere o paralizzare permanentemente i suoi avversari. E continua a giocare… ok…

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Ti spezzo in due, mezza sega

Il film è in parte ispirato alla vita del regista, Peter Markle (Bat 21), e alle sue esperienze come giocatore di hockey. Lo stesso, per rendere più dinamiche le sequenze di gioco, girò sui pattini con la telecamera a spalla.

Meno abile Rob Lowe che, in diverse interviste dell’epoca, si lamentò della tuta indossata durante le scene: “Odio gli sport che ti fanno stancare solo dopo aver perso tempo a vestirti pesantissimo. Volete vedermi dare il meglio:guardatemi mentre surfo“. Ora lo potete trovare più a cavallo di un’onda che in una produzione rispettabile.

Spalle larghe sconta l’imbarazzo di sembrare un incrocio tra un film sportivo e un film sul ballo, soprattutto quando ha in campo il suo attore principale che si muove e sculetta come una cazzo di Jennifer Beals sulle note di Maniac.

La maggior parte del cast era però composta da giocatori professionisti a cominciare dal padre di Youngblood, Eric Nesterenko dei Chicago Blackhawks.

Spalle larghe comunque fa il suo lavoro di buon film anni 80 d’intrattenimento, una pellicola divertente che ha nel cast oltretutto un giovanissimo Keanu Reeves in duetto con Patrick Swayze ben prima di Point break. Un motivo in più per vederlo, no?

Andrea Lanza

NOTA: In un cinema proiettano il cult slasher, The Slumber Party Massacre, film però del 1982. E’ anche vero che Youngblood fu girato nel 1984 e fu rilasciato due anni dopo.

Spalle larghe

Titolo originale: Youngblood

Anno: 1986

Regia: Peter Markle

Interpreti: Rob Lowe, Cynthia Gibb, Patrick Swayze, Ed Lauter, Jim Youngs, Eric Nesterenko, George J. Finn, Fionnula Flanagan, Ken James, Peter Faussett, Walker Boone, Keanu Reeves

Durata: 110 min.

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