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Nel 2018, superati i 40 anni, non pensavo di sorprendermi più di nulla. Eppure ho visto davvero tantissime cose bizzarre, dalle vagine dentate di Teeth (Denti) passando per il preservativo assassino di Killer condom fino ai pompini killer di The Killer Tongue, ma questo One-Eyed Monster arriva davvero inaspettato, una pellicola del 2008 della quale non sapevo nulla.

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La trama è più o meno la solita dello slasher: un pazzo uccide un gruppo di malcapitati in uno chalet. Scusate ho scritto male: non un pazzo, un cazzo. Sì un pisello assassino lungo 25 cm, quello del pornoattore Ron Jeremy, che si stacca di netto impossessato da un alieno malvagio e va in giro a scopare a morte le donne o ad infilarsi tra le natiche delle sue vittime per muoverle come marionette. Brr.

Il bello è che, se pensate di trovarvi davanti ad un film parodistico, sul modello Troma, vi sbagliate perché One-Eyed Monster è serissimo anche nelle sue evidenti cazzate. Il ritmo è teso, le battute più cretine sono recitate con la convinzione di stare facendo un grande horror (“Aiuto la mia amica ha un cazzo in bocca?” “E qual è la novità?”) e la fattura è professionale, lontano dallo scherzone amatoriale.

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E’ evidente che il regista stia facendo una grande supercazzola allo spettatore: le scene demenziali, i momenti assurdi non si contano così come i tanti personaggi stralunati, su tutti Charles Napier, il Murdock di Rambo 2 – La vendetta, che ci regala il momento più cult della pellicola, un assurdo monologo sul vietnam dove racconta le origini del pene killer.

Una notte io e il comandante eravamo al posto di guardia, e ci stavamo facendo una canna… roba thai. 
Sto totalmente fatto e, d’improvviso, vediamo un raggio di luce… 
E sembrò come atterrare a, forse, a circa due Km, a nord-est del campo. 
Allora il capitano dice: 
“Vado a controllare”. 
“Vai avanti amico!”, più erba per me, capisci? E così se ne va. 
Ah… possono essere passati dai dieci minuti alle due ore. Non saprei, ero fatto. 
Ma torna indietro e mi accorgo che è strano. 
E ora, beh… nessun problema, è solo quella roba thai che fa effetto. 
Beh, amico, in un attimo comincia a saltare dappertutto come se i suoi pantaloni fossero in fiamme. 
Non ti sto prendendo per il culo, sai. 
E poi… gli esce dalle mutande. Le strappa. 
Strappa via le sue mutande. 
E così mi ritrovo col capitano in piedi, di fronte a me tutto nudo dalla cinta in giù. 
E poi è successo qualcosa percui, amico, non mi hanno preparato al campo di addestramento. 
L’uccello del tipo, il suo cazzo, si è strappato dal corpo, e si è indirizzato ai tendoni. 
Così il capitano comincia a strillare come un pazzo! 
Presto non lo sento più perché le urla ora vengono dai tendoni. 
Vuoi sapere cosa diavolo sentivo? 
Sentivo come… trenta uomini massacrati da un cazzo! 
E così mi sono nascosto dietro una roccia per circa un’ora e ho dovuto ascoltare il mio intero plotone venire ucciso. 
Ed ho sentito un tipo sparare un colpo, ma poi ho sentito che veniva ucciso. 
Così, dopo, tutto tacque. 
Sono entrato con cautela, credimi, nel tendone per chiedere soccorsi via radio, e… vedo il cazzo, sdraiato lì sulla branda. 
E sembra come mi stia guardando anche lui. 
Ma ti guardava come, sai, come se fosse stanco, amico. 
E se ne stava tutto così, accartocciato, e avrei potuto ucciderlo lì, ma ero così fatto da aver paura di mancarlo. 
E, d’altrocanto, sapevo che era soltanto questione di tempo, prima che tornasse di nuovo in azione. 
Così, senza togliergli gli occhi di dosso, prendo una radio e chiedo di spedire in elicottero due troie di Saigon. 
Così, nella mezz’ora successiva, tengo sotto mirino questo cazzo. 
Ora, pensavo che non sapesse che ero fatto, così non mi salta addosso. 
Così l’elicottero atterra appena in tempo, grazie a Dio, perché ora il cazzo stava per tornare grande e duro. 
Così ho detto alle due troie: 
“Guardate, farò di tutto, cavolo, vi porto in America, qualsiasi cosa se solo ve ne state lì sdraiate e aprite le vostre gambe per me.” 
Beh, credo che America fosse la parola magica, perché non ho mai visto due zoccole levarsi di dosso le mutande così in fretta. 
Ora, il cazzo deve aver odorato la cena perché… si precipita sulle due troie. 
E così io guardo. 
E aspetto, e guardo. 
Finalmente… finalmente esplode il suo carico… 
L’ho afferrato e sono andato fuori, e l’ho lanciato in un bunker. 
Dio, Gesù Cristo… 
Circa dieci secondi dopo rincorre quindici musi gialli! 
E avrei potuto fotterli uno per uno ma… no: ho preso una decisione prioritaria, lanciare una granata! 
Fuoco nel buco! Ba-booom… 
Sta piovendo cazzi…. Sì, sta piovendo cazzi. 
Sono strisciato dentro una bottiglia di whiskey una volta tornato in America, e ci sono rimasto da allora…

Come detto però è l’approccio a spiazzare, il camuffare la comicità involontariamente volontaria dietro un cotè da fantahorror cupo, nel quale il cazzo assassino si muove e agisce come il più furbo e spietato degli Alien.

Situazioni grottesche come la macchina cattura peni si intervallano a momenti trucidissimi come un uomo tagliato a metà dal fallo o la soggettiva di una testa forata dopo un mortale blow job. Senza dimenticare gli ammiccamenti ai classici del genere come Lo squalo (“Serve un tampone più grande” al posto della barca più grande) che rinforzano la consapevolezza che la sceneggiatura sia meno abborracciata di come sembri a prima vista.

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Per assurdo One-Eyed Monster è un film che puoi apprezzarlo solo quando non lo prendi però sul serio, quando lo vivi come un B movie parodistico di tanti B movie della fantascienza del terrore, sulla scia più degenere del metacinema craveniano. A suo modo è un divertissement, una satira non solo dello scifi ma anche del porno che ad un certo punto fa dire a Ron Jeremy che interpreta Ron Jeremy frasi amare sulla degenerazione del settore hardcore (“Un tempo avevo battute, ero un attore, ora sono costretto a recitare banalità e puntare sulla scopata“).

Il regista Adam Fields, più famoso come compositore di colonne sonore, da Dawson’s Creek a Buffy l’ammazzavampiri, al suo primo lungometraggio, è discretamente bravo, non inquadra quasi mai il micidiale ammennicolo ma ci regala raccapriccianti dettagli e soggettive suggestive, sfruttando intelligentemente il poco budget a disposizione.

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Tra gli attori, tutti dignitosi, spiccano le due star del porno anni 70, la Veronica Hart di tanti porno anni 70, qui visibilmente sciupata dall’età, e Ron Jeremy, l’anti John Holmes, sempre panciuto e fuoriforma ma dal pisellone celebre. D’altronde come dice l’hacker serissimo “Ogni giorno nello spazio gli alieni captano segnali e il 70 per cento di quelli è pornografia, ma quei film sono per la maggior parte interpretati da Ron ovvio che il suo cazzo sia per loro l’arma più micidiale“.

In un ruolo minore troviamo un’altra attrice hardcore, la giovane Carmen Hart di “capolavori” come Big Cocks in Her Little BoxI Love Big Toys 2: prima di essere uccisa, la vediamo arrabbiarsi perché non si ricorda le battute del porno che dovrà recitare da lì a poco, frasi come “Oh yeah” o “Fuck me” ma affrontate con la dedizione di un Orson Wells con Shakespeare.

I fan di Buffy l’ammazzavampiri riconosceranno nel cast Amber Benson, famosa per aver interpretato Tara, la fidanzata di Willow, uno dei primi ruoli dichiaratamente omosessuali della tv per adolescenti.

One-Eyed Monster è un film molto divertente, a suo modo intelligente e che si lancia in letture non banali sull’industria del sesso filmato, risultando a tratti un amaro ritratto di un settore che baratta la calda pellicole di capolavori come Devil in Miss Jones per il digitale usa e getta di youporn. Se non ci fosse un pene assassino che diventa vulnerabile solo quando è moscio, penseremmo persino ad un docufilm sulla scia di After Porn Ends.

Andrea Lanza

One-Eyed Monster

Anno: 2008

Regia: Adam Fields

Interpreti: Amber Benson, Jason Graham, Charles Napier, Jeff Denton, Caleb Mayo, Bart Fletcher, Jenny Guy, Veronica Hart, John Edward Lee, Carmen Hart, Frank Noel, Ron Jeremy

Durata: 84 min.

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