Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Alec Mills era principalmente cameraman, un bravo cameraman in produzioni di una certa importanza come Octopussy – Operazione piovra, Il ritorno dello Jedi, Solo per i tuoi occhi, Alla 39ª eclisse e Moonraker – Operazione spazio. Ad un tratto però, non si sa come o perché, diventò anche regista in due produzioni australiane, questo Riflessi di sangue e un poco appassionante Sonno senza fine con una Linda Blair in fase annoiata.

vlcsnap-2018-10-05-10h40m21s596

Riflessi di sangue non ha una bella fama, tanto da non essere presente neppure all’interno dell’essenziale Dizionario dei film horror di Rudy Salvagnini, eppure siamo davanti ad una pellicola di medio livello, quei prodotti ben confezionati ma che tendi presto a dimenticare. Di certo si è visto di peggio, ma ovviamente anche di meglio.

Di questo film avevo un ricordo confuso, credo di non averlo neanche visto finire all’epoca della mia fama bulimica di cinema durante l’adolescenza. Rimembro la copertina e l’idea, falsata dagli anni, che si trattasse di un horror sui licantropi, nel quale il mostro, al posto di azzannare le vittime, massaggiava le loro tette. Detto così sembra un capolavoro dell’infimo, ma, in realtà, vedendolo non c’è traccia di uomini lupi con la mano lunga. Esiste, ad onor del vero, una sequenza di seni giocherelloni ma relegata in un normalissimo amplesso tra future vittime in fregola.

vlcsnap-2018-10-05-10h41m31s932

Alec Mills fa quello che meglio gli riesce: confezionare un horror visivamente interessante. E’ la sceneggiatura a non essere all’altezza: confusa, indecisa se intraprendere la strada del soprannaturale o del thriller, finisce  per accumulare finti colpevoli, inquadrati poi con la faccia truce durante il film, quando anche il più beota degli spettatori ha capito, anni luce prima, chi è il killer.

Anche sul piano dello splatter non andiamo bene: omicidi fuori campo che inficiano il lavoro delle luci, innaturali e fiabesche, tendenti al blu metallico, che si proiettano nel bosco, scenario dei vari omicidi. Eppure in almeno un momento, quando l’assassino viene scoperto a metà pellicola, che il film ha un’impennata di ferocia deliziosa: il bruto spacca la testa ad una studentessa, sbattendole la capoccia, più e più volte, contro un banco.

vlcsnap-2018-10-05-10h41m54s719

Non voglio dire che il gore sia necessario in un thriller/horror, ma lo è quando non si riesce a creare la minima empatia con i personaggi e si scarseggia di suspense, essenziale per non creare una sequela di sbadigli alla Yorick con la ganascia spalancata in rigor mortis.

Alec Mills è più interessato a spogliare le sue belle vittime, a mostrare agli spettatori le loro favolose grazie che ad ucciderle in modo creativo. Purtroppo però non siamo davanti ad un film erotico e, anche in quel caso, il regista non calca abbastanza la mano per accendere davvero la nostra fama di impenitenti voyeur come invece faceva un filmaccio come I morti viventi sono tra noi (Revanche des Morts Vivants) di Pierre B. Reinhard.

vlcsnap-2018-10-05-10h43m06s025

In più ad un certo punto, si tenta una sterzata alla teen movie anni 80, con gli scherzi tra un gruppo di studenti viziati ed altri di ceto più modesto (chiamati nella versione italiana “Burini”). Durante il ballo della scuola, sembra di assistere ad un’imitazione di Karate Kid , con tanto di inseguimento tra il protagonista e i riccastri che finisce però non a colpi di arti marziale, ma più goliardicamente in quello che sembra un geyser di piscio e merda. Naturalmente questa sottotrama non viene approfondita e presto finisce nel dimenticatoio.

Ad onor di cronaca, proprio durante questa sequenza, ascoltiamo la metal Keep Holding On, interpretata live dai Vice. Potrei fare il figo e dire “Grandi Vice” ma ignoro chi siano e internet, di solito pozzo di scienza per pigri, tace.

vlcsnap-2018-10-05-11h05m59s651.png

I vice, il gruppo più cool dell’Australia

C’è da dire che, se si sorvola all’accento smaccatamente australiano, si può pensare di stare assistendo ad un B movie adolescenziale americano, parente povero del Phenomena di Dario Argento o del Cosa avete fatto a Solange di Massimo Dallamano, con le sue ninfette sempre nude pronte ad essere uccise brutalmente.

Curioso lo strumento che usa il killer per uccidere le sue vittime, una specie di collare fatto di filo spinato, sulla carta probabilmente un richiamo alla luna piena, ma che il film non spiega né motiva mai.

Riflessi di sangue uscì da noi sia incredibilmente al cinema che in una vhs Penta video molto buona.  Una visione, come detto, la vale, anche solo per l’ottimo commento musicale ad opera di Brian May, ma non aspettatevi, purtroppo, lupi mannari palpeggiatori.

Andrea Lanza

Riflessi di sangue

Titolo originale: Bloodmoon

Anno: 1990

Regia: Alec Mills

Interpreti: Leon Lissek, Christine Amor, Ian Williams, Helen Thomson, Craig Cronin, Hazel Howson, Suzie MacKenzie, Anya Molina, Brian Moll, Stephen Bergin, Christophe Broadway, Samantha Rittson, Tess Pike, Jo Munro, Michelle Doake, Christopher Uhlman, Justin Ractliffe, Damien Lutz, Warwick Brown, Gregory Pamment, Sueyan Cox, Narelle Arcidiacono, Michael Adams, Sue Lawson, Jonathan Hardy

Durata: 100 min.

VHS: Penta Video (FILM PER TUTTI)

RIFLESSI-DI-SANGUE-1992-vhs-ex-noleggio.jpg