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Uno squalo famelico uscito da un fumetto semina il panico la vigilia di Natale. Toccherà a Cody ed a suoi amici sventare la minaccia.

“Santa Jaws is coming to town!”

(Vai con la musica)

L’universo del b-movie squalesco è un ambiente prettamente maschile. È quindi apprezzabile che una regista come Misty Talley si sia messa in gioco per regalare a noi sharkofili perle come Zombie Shark (primo film SyFy diretto da una regista femmina), Ozark Sharks, Mississipi River Sharks, dimostrando con orgoglio che anche le donne sono in grado di girare film di merda con gli squali.

Grande Misty, una di noi.

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Vai Misty

Nel film facciamo la conoscenza di Cody, un ragazzino nerd fissato coi fumetti che, insieme all’amico Steve, ha ideato Santa Jaws, un fumetto natalizio con protagonista un squalo. Cody non avverte minimamente lo spirito della festa e, anzi, è insofferente ai genitori che la hanno pure messo in punizione. La vigilia di Natale trova un regalo misterioso da parte del nonno: un penna a sfera con bizzarre istruzioni in tedesco. Scopre ben presto che l’oggetto è magico: disegnando Santa Jaws con l’antica penna trasporta il personaggio nel mondo reale. Una grande occasione per riallacciare i rapporti con la famiglia: dare la caccia insieme ad uno squalo assassino.

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Chi mangia panettone e chi si fa mangiare dallo Shark più trendy del Natale

Se pensavate che lo Squalo 4 – La vendetta fosse l’unico shark movie in tema col Natale, vi sbagliate di grosso. Santa Jaws è ambientato durante la vigilia di Natale e ha come protagonista un grande squalo bianco (in realtà è una lei) che dopo aver divorato un babbo natale cattivo subisce una trasformazione: è avvolto in luci colorate, ha frammenti di palle decorative al posto dei denti e campanellini attaccati alla coda, che suonano allegramente annunciandone l’arrivo. Ma la cosa che senz’altro più lo contraddistingue è il simpatico cappellino di Natale sulla pinna dorsale, assolutamente adorabile.

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Oh Oh Oh

I film di squali di serie Z hanno spesso un problema: non mantengo quanto ci si aspetta. Puntano tutto su una locandina figa e un titolo scherzoso che acchiappa l’attenzione del cinebruttaro di turno, il quale finisce spesso e volentieri deluso. Prendiamo ad esempio film come Shark Exorcist o Raiders of the Lost Shark, epici sulla carta, squallidi e dimenticabilissimi nella pratica.

Santa Jaws invece, inaspettatamente funziona.

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Sei stato buono????

Un film ovviamente ridicolo ma coerente nella sua assurdità, che si articola su una serie regole originali che, nella loro follia, hanno pure un senso.
Lo squalo, prima di tutto, è attirato da tutto ciò che è natalizio: calze di natale, musica festosa, zabaione versato in acqua. La sgangherata squadra di eroi dovrà attirare l’attenzione dello squalo con della pastura speciale: non frattaglie, ma dolcetti natalizi sbriciolati in mare.
Lo Squalo trae potere dal Natale ma è anche l’unica cosa in grado di distruggerlo: solo le armi “a tema” sono in grado di scalfirlo. Per questo motivi i ragazzi lo trafiggono con bastoncini di zucchero, gli sparano addosso fiocine decorate con luci e festoni o tacchini (del cenone) ripieni di esplosivo.
Tutto ciò, signori miei, ha del geniale.

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Lo squalo 4 è meno natalizio di me

Santa Jaws è uno film di squali atipico: non c’è un gruppo di adolescenti festaioli e arrapati, né un poliziotto/scienziato/ricercatore in lotta col sindaco che non vuole far chiudere la zona turistica nonostante la minaccia degli squali.
I protagonisti del film sono infatti un gruppo di ragazzini che devono combattere da soli e l’intera storia ha quel tocco fiabesco e “giovane” che lo avvicina più ad un episodio dei Piccoli Brividi che ha uno Sharknado. Non ci sono tette in vista e la pellicola è praticamente priva di violenza esplicita, non c’è quasi una goccia di sangue per l’intera durata del film.
Sebbene nemmeno gli shark movie precedenti della regista fossero particolarmente splatter, ricordiamo comunque qualche momento sanguinoso, fra arti amputati e piogge di frattaglie (Summer Shark Attack) o I finitissimi cadaveri mutilati di Zombie Shark. Santa Jaws è invece un film family friendly quasi totalmente privo della componente horror che punta più su commedia e avventura.
Il fatto che le uccisioni siano quasi tutte fuori campo non è forse così male, visto che ci vengono risparmiate sequenze che sarebbero state senza dubbio realizzate con una computer grafica pietosa; è infatti da segnalare che l’uso della CGI è molto moderato.
L’unico momento gore del film è la scena poverissima di un tizio con le gambe amputate (l’attore è chiaramente in ginocchio, ma sorvoliamo).

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Buoni sentimenti alla Piccoli brividi

Lo squalo esteticamente è davvero simpatico ed originale e le sue comparse strappano sempre un sorriso. Oltre a ciò il film è condito da dialoghi effettivamente divertenti -ricordiamo il padre che incolpa il riscaldamento globale- e situazioni molto “cartoon”, come quando il fratello di Cody si presenta con una scatola con su scritto a lettere cubitali “esplosivo”, a prova d’idiota, nel rispetto delle antiche tradizioni del b-movie.

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Grandi classici citati: I Eat your skin (1964)

Se cercate sangue o frattaglie lasciate perdere, se invece volete un piacevole diversivo dal soffocante clima festoso di Dicembre, Santa Jaws ed il suo nonsense fanno al caso vostro.
Un film obbligatorio per tutti gli amanti degli squalibbrutti!

“See you in jingle hell!”

Silvia Kinney Riccò

Santa Jaws

Anno: 2018 (USA)

Regia: Misty Talley

Sceneggiatura: Jake Kiernan

Interpreti: Reid Miller, Courtney Lauren Cummings, Jim Klock

Durata: 86 min.

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