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“Mad Max meets Resident Evil”

(frase di lancio menzognera)

James Franco è un simpatico cazzone, uno di quelli che, se fosse il tuo vicino casa, chiameresti per prenderti una sbronza, fare bagordi e magari progettare il party più leggendario della storia dei party. Roba che, per intenderci, Animal house sembrerebbe un compleanno da Mcdonald e sappiamo tutti quanto sono tristi i compleanni a casa di Ronnie il pagliaccio: qualche festeggiato scompare, un disadattato ride con il cappello da somaro e la lingua da gatto, peperepeppè,  il disagio in un pomeriggio di sano relax. Invece già vedo il Jimmy Franco nostro con i suoi leggendari calzoncini hawaiani, la camicia alla GTA V, che ti guarda serio, poi comincia a muovere le mani da vero gangster bianco dicendo “Sarà epocale: la festa più bella di sempre“. Eh sì perché stai sicuro che non mancheranno mai tre cose con lui: la musica, le fighe e la ganja, quella buona. In parole povere: Spring break, fratello, spring break.

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Un tipico party alla Jimmy Franco

Però Jimmy Franco ha un problema piccolo piccolo, un po’ come il difetto di comportamento di Cobra, è un attore con velleità da autore. Ahi ahi. A volte la cosa gli riesce bene e ti tira fuori genialate come The Interview o il recente Ed Wood del nuovo millennio, The disaster artist, altre volte è un disagio sia come attore che come regista, non capita sempre ma quando succede sono, come diceva il sommo Lando Buzzanca, augelli senza zucchero, cazzi amari.

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Ditelo con me “Caaaazzi amari!”

Future World è un film girato a 4 mani, sia dal nostro Jimmy che si ritaglia pure un ruolo importante, il cattivo più cattivo di tutta la pellicola, e da Bruce Thierry Cheung, regista, sceneggiatore e abituale aiuto nei deliri targati Franco. Sulla carta si tratta di un’opera interessante: un Mad Max apocrifico con un bel cast stellare, da Snoop Dogg a Milla Jovovich. Ottimo no? Sì ma solo nelle premesse.

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Bollette da pagare, amicizie discutibili, un cappello buffo e un Wahlberg non famoso

Future World si rivela presto una pellicola sci-fi d’incredibile sciatteria e bruttezza, un film che, soltanto vent’anni fa, sarebbe stato diretto da Albert Pyun con Olivier Gruner, un pasticciaccio marziale tenuto legato da un voice over senza capo né coda, pieno di banalità poetiche a supercazzola di Blade Runner. In più Future World può vantare le scene d’azione girate peggio di sempre, una cosa che non ci credi se non le vedi: gente che si mena (male) mentre i nemici aspettano il proprio turno per essere ammazzati. Una roba che aveva senso in Cyborg con Van Damme perché a Jean Claude perdonavamo qualsiasi cosa, ma da quel 1989 sono passati 40 anni e i nostri capelli sono meno selvaggi di allora.

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una donna malata curata dalle correnti di vento

Per scrivere Future World si sono messi in tre, Jeremy Cheung, Jay Davis e Bruce Thierry Cheung, un po’ come quando, nei credits di Vacanze di Natale 91, leggevi di 6, dico 6, sceneggiatori e ti sentivi un po’ paraculato mentre Boldi scivolava sulla tazza del cesso urlando “Bestia, che dolore!“. Qui troviamo, in un contesto da dopo bomba, un ragazzo di nome Prince perché appunto è un principe di un oasi, e Franco e amici belli non sono proprio tipi da sottotesti. Comunque, dicevamo, il giovane vive in questo paradiso che, senza spiegazione logica, è pieno di piante in mezzo al deserto, e ha il cruccio di avere la mamma malata, interpretata da una Lucy Liu invecchiata, giustamente scazzata e semi muta. Qui vorrei aprire una parentesi: se io stessi male, con la febbre da ebola, credo che piazzare il mio letto in mezzo ad un giardino, senza nessuna parete, con il pericolo che piova, non sarebbe proprio la trovata più geniale. Eppure la nostra Lucy Liu la troviamo proprio in mezzo alle correnti d’aria, coperta da un misero lenzuolo, con le tende che svolazzano mosse dal vento gelido, mentre chiede una medicina che si può trovare solo in Culandia, nel mezzo di un deserto pieno di assassini mascherati a cavallo di una moto. Magari, e dico magari, sarebbe bastato solo spostarla dentro un edificio, un brodo caldo e una bella tachipirina e passava la paura, ma chi sono io per dare consigli medici?

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il culo ipnotico di Suki

Prince è interpretato in maniera cagnesca dal Wahlberg più scarso della storia dei Wahlberg, ovvero Jeffrey, nipote senza arte né parte di Mark e Donnie. Il nostro piccolo New Kids on the Block è assolutamente inadatto nel ruolo da eroe: sfigato, magrettino, non ci credi quando prende un machete e macella un energumeno incazzato.

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ecco un’altra imbucata: la figlia di Bruce Willis e Demi Moore

La quota figa invece è fornita dalla procace Suki Waterhouse che interpreta l’androide più letale del mondo, una macchina creata per uccidere e che il cattivissimo Jimmy comanda con un dispositivo tipo quello che si usa per muovere le macchinine telecomandate. All’inizio la vediamo che strozza un cretino che le ha appena urlato frasi come “Ti voglio fottere il faccino” e poi spara agli amici di Prince con una precisione da cecchino, fortissima anche mentre impicca il ragazzo all’albero più alto, manco fossimo in un western di Ted Post con Clint Eastwood. Con una virago stracazzuta come questa è facile intuire che Future World sarà un Mad Max misto a Terminator 3 con tanto di combattimento finale con la bella Suki. Invece no, ragazzi miei, perché Jimmy e l’amico Bruce Thierry Cheng sono più interessanti a filmare il culo della Waterhouse, gran culo tra l’altro, e, con la loro visibile erezione, si dimenticano che la ragazza è un cyborg sanguinario. Giuro, una roba da non crederci: Suki diventa all’improvviso un Johnny 5 con le tette, l’equivalente dell’inutile robot di Fargo stagione 3, quello che diceva “Posso aiutarti?” e tutti lo prendevano a calci in culo. La nostra, dagli occhi bicolore, uno verde smeraldo e uno blu oceano, ad un certo punto si ribella a Jimmy, non risponde più al telecomando che fino a quel momento la bloccava, quindi un apparecchio inutile, e si scopre lesbica. Credetemi: succede questo. Mentre Prince, poverino, viene drogato, sfottuto perché è l’eroe di un postatomico senza muscoli e con la vocetta da castrato, la robotessa si trova una fidanzata, una stragnocca interpreta da Margarita Levieva imbruttita perché è un meccanico del futuro e che la sceneggiatura senza sottotesti chiama Lei.

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uno dei rari momenti che vediamo Suki uccidere qualcuno

In questo delirio scopriamo però che Jimmy è riuscito a far recitare una microscopica parte anche alla figlia di Bruce Willis, non sia mai che Wahlberg JR. sia l’unico inutile raccomandato in Future World. In compenso però facciamo la conoscenza di uno Snoop Dogg che dovrebbe essere il primo boss da affrontare, ma che si rivela solo Snoop Dogg che rifà male Snoop Dogg, il gangster cattivissimo nero che da’ le scossone elettriche alle ballerine del suo locale e ride tutto giulivo, il coglione, anzi il motherfucker coglione. Seguendo sempre le regole del videogame anni 80, sulla falsariga di un Final fight, incontriamo il secondo cattivo, Milla Jovovich che carica talmente la parte di regina del Mondo droga, il suo schema, che è oltre l’overacting in un film che vive l’overacting come vanto. La ascoltiamo increduli mentre parla con la voce da bambina, poi strabuzza gli occhi e si muove sinuosa tipo una tossica di cocaina, sciorina dialoghi velocissima, si inietta merda in siringhe strausate, le sparano cento volte, ride come fosse dentro un film di Polselli, e cade miseramente solo perché il terzo e ultimo boss è Jimmy, lui non lo puoi uccidere se non sei uno dei protagonisti.

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overacting puro.

Future World è così sciatto nella regia da fare tenerezza: telecamera a spalla che non capisci nulla, piani sequenza tentati ma abbandonati perché vige la regola del buona prima, e assoluta  incompetenza nel girare un combattimento che sia per lo meno emozionante. In più la sceneggiatura è incomprensibile: si pensi che ad un certo punto ci si  dimentica persino che lo scopo di Prince è trovare la medicina per la mamma  in un posto chiamato Paradise beach, ma, visto che il film sta giungendo al termine, Jimmy e compagnone urlano al giovane Wahlberg: “La cura per tua madre è dentro la pancia di un tuo nemico!!!“. Ehhhh????? E Paradise Beach???? E che cazzo ci fa questo miracoloso rimedio tra le viscere di un panzone anonimo? Ma Franco sfodera il suo sorriso da cattivone con i denti marci e sussurra serpentesco “Il paradiso è nel tuo cuore, fratello“. Doppia luna, x e affondato: cosa puoi davanti a parole così profonde?

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Saffo cyborg

Future World non è neanche un film: è uno scherzone venduto come action fantascientifico, un modo alternativo che ha trovato Franco per passare le sue giornate ai danni del suo pubblico. Improponibile, brutto come il culo di una vecchia che indossa la minigonna perché pensa di essere figa, un crimine che in libro di Philip K. Dick sarebbe culminato nell’eliminazione di tutto il  cast tecnico e artistico. Immagino le facce dei poveri spettatori italiani che il 30 Ottobre dell’anno scorso l’hanno subito al Trieste Science+Fiction Festival. Non un film, ma una vera esperienza masochista.

Andrea Lanza

 

Future World

Regia: James Franco, Bruce Thierry Cheung

Interpreti: James Franco, Milla Jovovich, Method Man, Wilmer Calderon, Jeffrey Wahlberg, Lucy Liu, Snoop Dogg, Suki Waterhouse

Durata: 90 min./USA, 2018

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