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Esistono film così brutti che sfiorano il sublime, film che sai in cuor tuo che sono scritti male, girati peggio e interpretati cagnescamente, eppure… eppure… resti lì, davanti alla tv, intontito come dopo un sonoro uppercut, ad aspettare la fine. Bela Lugosi Meets a Brooklyn Gorilla fa parte di queste ammalianti pellicole del brutto: un reperto negato a noi italiani finché l’etichetta Freak Video non l’ha riesumato, in inglese e con i sottotitoli nel nostro idioma. Oltretutto un trattamento di qualità per un film che ha ben 67 anni sul groppone: dvd che si sente e soprattutto si vede benissimo, un bianco e nero pulitissimo che rende finalmente giustizia ad un capolavoro dell’infimo americano, finora circolato, in lingua originale e senza sottotitoli, in versioni ad un passo dalla vhs, brutte e sfuocate.

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Il gorilla di Brooklyn

Bela Lugosi Meets a Brooklyn Gorilla è uno dei 372 film girati dal prolifico regista William Beaudine, attivo fin dal 1915 al cinema e in tv, un tuttofare adatto per tutti i generi senza mai davvero specializzarsi in uno. Suoi sono molti episodi di Lassie, di The Green Hornet con Bruce Lee, di Rin Tin Tin, caposaldi della tv che vedevamo da ragazzi, ma sue sono anche perle di goduriosa indecenza come Jesse James Meets Frankenstein’s Daughter e Billy the Kid Versus Dracula, entrambi del 1966, follie che in un mondo perfetto non avrebbero mai visto la luce, ma per fortuna siamo avvolti dal peccato.

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Perle

Oltretutto William Beaudine è forse uno dei pochi casi di regista che uscì con due film dopo essere morto. Si trattava di La furia del drago e di Superdraghi della notte, del 1974 e 1976, copia e incolla di alcuni episodi de Il calabrone verde ad uso e consumo dei fan necrofili di Bruce Lee. L’altrettanto sfortunato Beaudine se n’era andato nel 1970, a 78 anni per uremia, lo stadio terminale dell’insufficienza renale, lasciando così come testamento due scalcagnati film non film, non indegni di molte sue pellicole girate da vivo.

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Ad Hollywood era conosciuto per essere un regista veloce e affidabile: un artigiano dell’industria cinematografica come ora non ce ne sono più.  La sua carriera comunque non fu carente di gratificazioni: ricoprì il ruolo di assistente per D. W. Griffith nel celebre Nascita di una nazione (1915) e nel suo seguito Intolerance (1916).

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Quando Beaudine girò Bela Lugosi Meets a Brooklyn Gorilla era il 1952 ed era già a fine carriera: gli offrivano copioni sempre più scadenti e sempre con meno soldi. Il suo successo maggiore era stata la collaborazione con il gruppo comico dei Bowery Boys, una serie di pellicole di basso profilo ma redditizie come Let’s Go Navy! o Ghost Chasers, entrambi del 1951, non lontane come qualità dalle analoghe di Gianni e Pinotto.

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Dean Martin e Jerry Lewis della serie Z

Bela Lugosi Meets a Brooklyn Gorilla metteva in scena come star Duke Mitchell e Sammy Petrillo, due spudorati cloni di Dean Martin e Jerry Lewis, un po’ come capitò da noi in Italia con Paul Smith e Michael Coby, due sosia di Bud Spencer e Terence Hill in film acchiappa gonzi.

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No non sono Bud Spencer e Terence Hill

Inutile dire che i due protagonisti, sia nella versione Dean Martin che nella sua spalla comica, non funzionano mai: troppe battute squallide che non fanno ridere, aggravate da un’esasperazione della mimica facciale di Petrillo che scade spesso e volentieri nello stucchevole. In più Duke Mitchell sembra imbalsamato, persino imbarazzato davanti alla macchina da presa e tra i due non c’è mai l’alchimia delle grandi coppie comiche, da Stan Laurel e Oliver Hardy ai nostri Franco e Ciccio. Una cosa abbastanza disagiata soprattutto se si pensa che per lavoro il duo si esibiva nei vari cabaret o night, in locali che non potevano permettersi i veri Dean Martin e socio.

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Leggenda vuole che la carriera di Petrillo fu stroncata, ad appena 16 anni dallo stesso Lewis. Il ragazzo infatti conobbe di persona il suo mito che lo fece lavorare come comparsa in un suo spettacolo tv (interpretava l’attore in culla), ma da allora, pur avendo avuto buone recensioni critiche, si trovò senza lavoro. Lewis era rimasto sconvolto, sembra, dalla somiglianza, anche nei gesti, con Petrillo tanto da intimargli serio “Non firmare assegni a mio nome”. Bela Lugosi Meets a Brooklyn Gorilla fu l’ultima goccia: Lewis andò su tutte le furie e le porte della televisione si chiusero per sempre, in spettacoli importanti, per Sammy Petrillo.

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Martin Landau, leggenda racconta, nel prepararsi ad interpretare Bela Lugosi per Tim Burton vide per ben tre volte questa pellicola definendola “La cosa peggiore mai fatta tanto da far sembrare i film di Ed Wood Via col vento“.

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Diciamo che il giudizio è esagerato: Bela Lugosi Meets a Brooklyn Gorilla non raggiunge mai le vette di squallore nella messa in scena di un Bride of the monster o di un Plane 9 from outer space. E’ solo un brutto film che sembra avanspettacolo portato al cinema, con fondali palesemente di plastica che simulano una foresta tropicale e non più di dieci attori in scena per formare il cast.

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In più la sceneggiatura sembra improvvisata con una storia che ha del delirante e che vuole questo vecchietto, Bela Lugosi in una interpretazione comunque non disprezzabile, che vuole farsi a tutti i costi la figlia del capo villaggio degli indigeni. Solo che, problema non sottovalutabile, lei lo schifa e preferisce la compagnia del manzone Duke Mitchell che si metterà a cantarle la terribile Deed I Do con un’accompagnamento musicale di trombe e sax invisibili. Ecco allora che il diabolico Lugosi, che sappiamo chiamarsi Dr. Zabor e che ha un castello nella giungla dove conduce esperimenti per trasformare le scimmie in esseri umani, ha un guizzo da folle fumetto: farà diventare il suo rivale in amore un gorilla. (Risata diabolica)

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Non aspettatevi scene truci alla Korang – La terrificante bestia umana di René Cardona o echi da I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe, ma un mix tra il futuro Scooby Doo e i film con Gianni e Pinotto. Tra l’altro il modello, un mix tra horror blando e commedia, sembra essere proprio il loro Il cervello di Frankenstein del 1948, nel quale Lugosi interpretava per l’ennesima volta Dracula.

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La cosa incredibile è che Duke Mitchell non solo non è aggressivo ma da gorilla continua a cantare la sua Deed I Do con voce gutturale. Questa è una sequenza davvero oltre: inconcepibile solo che l’abbiano pensata e poi trasposta in scena.

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Il film comunque è pieno di momenti di sublime delirio: dal servo che si chiama Chula pronunciato come CIULA ed è pure alto, grande e, diciamo, non proprio un genio, agli indigeni che, oltre a parlare perfettamente inglese, mangiano per cena banane in un ritratto che più razzista non si potrebbe. Tralasciamo poi le gang con una ragazza cicciona che non fanno mai ridere, con un secondo gorilla femmina che, come in Una poltrona per due, vuole trombarsi il nostro povero Duke Mitchell, goffissimo e fintissimo nel suo costume da primate da due dollari. In più come guest star troviamo Cheetah, ma non una Cheetah qualunque, proprio la scimmietta che interpretò l’amica di Tarzan nei film di Weismuller e di Lex Barker, anche lei a fine carriera, vecchietta ma la migliore del cast con Lugosi.

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La bella indigena invece è interpretata dall’avvenente e scosciatissima Clara Isabella DeFreitas, qui col nome d’arte di Charlita, attrice che non fece grande carriera al cinema e finì il suo percorso artistico nel 1972.

Inutile stendere troppe altre parole per un film che dura neanche 80 minuti e che non possiede neppure un vero finale. Eppure, come detto, a discapito della sua fattura è un aborto cinematografico che vale la pena recuperare per il buon ritmo, per le trovate surreali involontarie o solo per la curiosità di vedere un indecente Jerry Lewis/Dean Martin movie interpretato da sosia, costato solo 50000 dollari e finito in 9 giorni.

Il titolo originale cambiò comunque da White Women of the Lost Jungle a The Boys from Brooklyn fino ad arrivare al curioso Bela Lugosi Meets a Brooklyn Gorilla che, Lugosi o meno, non portò in sala nessuno.

Andrea Lanza

Bela Lugosi Meets a Brooklyn Gorilla

Regia: William Beaudine

Interpreti: Duke Mitchell, Sammy Petrillo, Bela Lugosi, Charlita, Muriel Landers, Al Kikume, Mickey Simpson, Milton Newberger, Martin Garralaga

Anno: 1952 

Durata: 74 min.

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