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La mattina sono mosso da istinti animali, come fossi dentro le strofe di una canzone dei C.S.I. 

Come un animale che non può capire guardo il mondo con occhio lineare
come un animale nel tempo di morire cerco un posto che non si può trovare
come un animale nel tempo di morire mi accontento di un posto in cui sostare

E quel posto stamattina, mentre sorseggio il pessimo, amaro e infernale caffè solubile di marca U!, “Gustoricco solubile” mente l’etichetta, lo trovo in Instagram.

Sono sempre stato più interessato ai peccatori che ai santi, mi affascinano i bugiardi, i miserabili, gli assassini, il mio concetto di Paradiso profuma dei fiori del male di Baudelaire, dei gigli di De Andrè, impossibile, armonico e bellissimo come il pianto di una mandragola sotto i piedi degli impiccati.

In Instagram ho cercato 7 donne diverse, 7 donne che mi ricordassero i peccati capitali, quelli che ti condannano alla dannazione eterna, ma come diceva Harrry Angel “Solo l’anima è immortale. E la mia appartiene a lui“. Non un lui qualsiasi naturalmente, il lui supremo, il Diavolo.

7 donne, come dicevo, che ho trovato per caso, senza guardare quanti ammiratori avessero, ma che facessero traspirare, attraverso i loro scatti di modelle, suicide girl, ragazze comuni, l’inferno con gli stessi colori accecanti di un inverno assoluto.

Questi sono i 7 peccati di Instagram per Andrea Lanza, questo l’inferno che mi risucchierà quando chiuderò gli occhi e la mia anima sarà sua.

CAVE CAVE D[omi]N[u]S VIDET

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1- Ira

Allora cos’è che rende l’ira differente dagli altri sette peccati capitali? È piuttosto semplice: se ti abbandoni a un peccato come l’invidia e la superbia, ferisci solo te stesso. Se cedi alla lussuria o al desiderio, non solo fai male a te stesso, ma probabilmente anche a qualcun altro. Ma l’ira, l’ira è la peggiore. È la madre di tutti i peccati. Non solo l’ira può portarti a superare ogni limite, ma quando succede, rischi di coinvolgere un mucchio di altra gente.

Sara Ronco

https://www.instagram.com/sara.ronco/

Le prime foto di Sara che arrivano tra l’occhio e il cervello sono veloci come un pugno di un pugile, più del destro di Cassius Clay. Non trovo nudi ma accenni di erotismo, un erotismo che si amalgama con lo sfondo dello scenario: ghiacciai, boschi, la natura che si apre sotto i suoi passi. Sara ha vestiti di foggia antica, posso sentire la seta verde accarezzarle la pelle, mentre si confonde tra le foglie di timido autunno, anche quando il temporale che aleggia nell’aria non è esploso, ma, quando lo farà, sai che spazzerà ogni gente, ogni amore, ogni tuo più recondito desiderio. In uno scatto Sara sta per baciare una maschera, in un altro ha sul collo un bellissimo diadema di Acherontia atropos, la sfinge a testa di morto, quella che univa le indagini di Clarice Sterling e la prigionia di Hannibal Lecter, poi le foto scorrono veloci come fossero polaroid. Una danza tra i girasoli, lei che si stira su una panchina, le sue gambe lunghissime in un fiume, i suoi capelli rossi rivelano corna da demone, ora ha una pistola in mano, imbronciata, il suo occhio è quello di Dio. Vorresti fermarla ma è lontana, di spalle, con le braccia incrociate sulla schiena. Il suo colore lo puoi trovare sulla tavola di un pittore, quello più accesso, il blu metallico, il sangue artificiale, il giallo che si macchia dopo la caduta del comico. Sara non si arrabbia ma se lo facesse il mondo tremerebbe.

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2- L’avarizia

L’avarizia è un vizio che può trarre in inganno perché all’inizio assume l’aspetto di una virtù.

(Decimo Giunio Giovenale)

Riae 

https://www.instagram.com/riae_/

Eccola la regina della suicide girl, la più famosa, la più eclettica, la più affascinante: capelli blu, corpo tatuato, voce dolce che tradisce l’aspetto di bad girl. Riae è puro erotismo, in ogni scatto, anche il più semplice, è comunque bomba atomica, un Hiroshima fusa con Nagasaki, un incendio che cerchi di spegnere e invece stai solo alimentando. Le sue forme non possono essere state create da Dio, ma da un disegnatore, da un Masakazu Katsura sotto viagra, con i seni cercano di distruggere camicette di taglie più piccole, con quella schiena che si inarca e il tatuaggio sembra muoversi, veloce sempre più veloce, fino ad ipnotizzarti. Riae è Tarantino, è Robert Rodriguez che mette in scena una sparatoria come un balletto, è il bacio di Magritte dei due amanti, è l’esplosione nei tuoi pantaloni di adolescente impacciato come neanche Jean Paul Belmondo faceva nel finale di Pierrot le fou. Riae è l’avarizia, quella che ti prende alla gola, quel desiderio che non puoi colmare, lo stesso che muoveva alla morte il mercante di Babilonia in deliranti scritti di Thomas De Quincey.

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3 – L’invidia

Ti dirò un segreto, una cosa che non insegnano. Gli Dei ci invidiano, ci invidiano perché siamo mortali, perché ogni momento può essere l’ultimo per noi, ogni cosa è più bella per i condannati a morte… E tu non sarai mai più bella di quanto sei ora, questo momento non tornerà…

(Troy, 2004, Wolfgang Petersen)

Alizee Tassoni

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Alizee Tassoni è soprattutto colore. Non lo diresti mai a guardare i suoi capelli neri e gli scatti in bianco e nero, i primi che trovi su Instagram, ma il suo mondo, quello che si presenta scatto dopo scatto, è una capsula del tempo, è lo Yellow Submarine dei Beatles, anche le tonalità di grigio ora si sciolgono, come mascara dopo un pianto, per diventare il swing di Christina Aguilera lanciata in Candyman. Alizee è una pin up anni 40 nata accidentalmente alla fine del secolo scorso, ma come le Rita Hayworth, le Betty Grable, le Marilyn Monroe è eterna, con una bellezza che non può assoggettarsi alle logiche mortali. Quello che la rende unica, rispetto ad altre modelle, è il suo sorriso, quella spontanea simpatia da ragazza della porta accanto in contrapposizione agli inflazionati sguardi truci da bad girls da strada, così motherfucker da essere, queste sì, comiche. Alizee è talmente bella che quasi non te ne accorgi, confuso dai maglioni larghi e gli occhiali giganti, ma il suo corpo di tatuaggi e racconti è straordinario, le sue ciglia sono porte verso altri mondi, altri universi quasi fossimo sulla USS ENTERPRISE. Alizee è una pubblicità su un vecchio cartellone della Higway 61, è un disegno sopra un  B-17, è la Cedrata Tassoni che non hai mai assaggiato ma che se lo facessi ti farebbe così innamorare da non poterne fare a meno. Lei è l’invidia, quella che gli Dei provano per le donne mortali.

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4 – La superbia

La sola cosa che sostiene una persona nella sua vita è la consapevolezza dell’immensa inferiorità di chiunque altro, e questo è un sentimento che ho sempre coltivato.

(Oscar Wilde)

Blooma Blossom

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Forse Blooma Blossom è una vampira extraterrestre e viene dal pianeta  Drakulon, forse è nata decenni fa dalla fantasia di Forrest J. Ackerman, Trina Robbins e Frank Frazetta col nome di Vampirella, così che milioni di lettori l’hanno letta, desiderata e immaginata, senza sapere che fosse vera. Tutto può essere, certo è che, in alcuni scatti, la somiglianza tra le due, la vampira di carta e inchiostro e la donna di inchiostro e pelle, è quasi incredibile, più di qualsiasi altra persona al mondo, attrice o cosplay che sia. Blooma Blossom è, in questa reincarnazione di nuovo millennio, una donna dal fisico statuario, un mix incredibile di sensualità e carattere, un modello non solo di bellezza ma di girl power che si emancipa dal dominio del maschio conquistatore. Se fossimo negli anni 80 sarebbe la Ellen Ripley che spara agli alieni che escono dalle fottute pareti, se fosse un quadro sarebbe stata ritratta da Luis Royo come una guerriera a cavallo di un drago feroce e geloso. D’altronde Blooma se la guardi bene sembra disegnata a tempera e acquarelli, unica ad essere dolce anche nella forza che trasuda, con quello sguardo pazzesco che ti accorgi che è amore, lei e i suoi amati cani come una favola che possiamo solo spiare. Il suo ruolo all’inferno è la regina della Superbia perché alla fine in poche possono essere davvero al suo pari.

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5- Gola

Solo gli imbecilli non sono ghiotti… si è ghiotti come poeti, si è ghiotti come artisti…

(GUY DE MAUPASSANT)

Lyn Believe

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La prima foto di Lyn Believe che ho visto era di lei con il marchio del Burger King a nascondere i capezzoli, escamotage usato per evitare il ban dai principali social network. Eh sì perché alla fine, in questo 2019 appena nato, puoi essere stronzo, sessista, razzista, puoi vomitare come in un pezzo di brutta musica trap tutto il tuo odio verso il mondo, ma, oddio, i capezzoli sono il male del secolo, sono le mammelle del Demonio, l’Armageddon che sta giungendo sulla Terra, pentiti prima che sia tardi. A me però quella foto ha fatto venire fame e sono corso subito verso il Burger King più vicino, sarà che sono sensibile alle tette e quelle di Lyn sono onestamente spettacolari, sarà che sono un’anima semplice e le pubblicità, anche quelle indirette, mi convincono sempre. Lyn Believe l’ho cominciata così a seguire quindi su Instagram con le sue storie, i suoi video. Mi è riuscita a conquistare con la sua semplicità: ecco un’altra cosa che mi frega. Lyn potrebbe tirarsela e non lo fa, sembra sempre una ragazza spontanea, con quelle svirgolate schizofreniche da adolescente insicura, con i monologhi buffissimi prima di andare a letto, con quel culo che è quasi monumento d’arte moderna che chissà perché non è esposto al Louvre tra La Gioconda e la Venere di Milo. Guardandola mi perdo tra i suoi molteplici scatti, veri, immaginati o soltanto filtrati attraverso la mia fantasia: eccola sensuale in un amplesso robotico di lampadine blu metallo, e ancora con un maglione rosso in un momento mai immortalato, brutto da vedere ma bellissimo, mentre sbadiglia con le mani che sembrano toccare il cielo. Lyn, una e mille volte, mi manda un bacio senza sapere chi sono e senza che io la conosca davvero. “Anche questa è alta magia”, penso mentre mi torna la fame.

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6- Accidia

Gola, accidia, lussuria: queste sono le tre virtù cardinali, le virtù della festa. Il paradiso sulla terra.

(Jean-Louis Bory)

Milena Vigo (Morrigan Lynx)

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Sono da sempre un patito di videogames fin dai tempi in cui i miei genitori, maledetti loro!, mi regalarono Aztec Adventures per Sega master system. Milena Vigo è una attrice e cosplayer, anzi LA COSPLAYER, specializzata appunto in videogiochi. La sua pagina Instagram è piena zeppa di scatti che la ritraggono nei panni, aderenti come una seconda pelle, delle eroine delle più famose saghe videoludiche, da Tomb Raider a Resident Evil. Milena cambia colore dei capelli a seconda del ruolo che riveste, dona ai suoi modelli una dimensione inedita di umana fragilità e diventa la perfetta Jill Valentine sperduta nella Spencer’s Mansion brulicante zombi, la tenace Lara Croft mentre brandisce un arco, la bellissima Cammy che fece innamorare Van Damme in un film dimenticato. Molto attiva sul canale personale di Twich, rivela anche un umorismo incredibile quando gioca live ai vari videogames, diventando quasi un’amica più che un personaggio di pixel fatto carne. Il suo demone è l’accidia perché i videogames vanno vissuti seduti, comodi e tranquilli anche quando una voce troneggia dagli autoparlanti: “Meno dieci minuti alla distruzione!“. Cazzo, imbracciamo il fucile!

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7 – Lussuria

Perché ci si immagina di essere innamorati? Aveva letto da qualche parte che l’amore era stato inventato nel secolo XI dai trovatori. Perché non ci hanno lasciati con la sola lussuria?

(Graham Greene)

Alexiel Lioncourt

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Un’altra cosa che mi frega è la cultura, la trovo più sexy delle tette mostrate o dei culi sodi. Alexiel Lioncourt è bella, senza dubbio, ma la sua bellezza è quella del serpente che divora la mela dalle mani di Eva, è un cervello pulsante, sono le sue recensioni su Nocturno che riportano ai canti dolorosi di Moldoror e tendono a divorarti il cuore insieme all’anima. Così  Lautréamont si confonde con Lioncourt, il conte e il vampiro, la sensualità e l’impotenza fredda dei non morti, tutto quel sapere che resta lì tra la bocca e il respiro, tra l’ultimo desiderio del condannato a morte e quel calore caldo che lotta, si muove, non vuole morire tra le gambe. Seguitela, leggetela, amatela, ma non aspettatevi da lei lo stesso perché forse Alexiel non esiste in questo mondo, è tra le lancette di un orologio, è la madre dei sospiri che si lacera il petto per provare una parvenza d’amore. Non diresti mai forse che la lussuria è il suo peccato, ma solo perché siamo ciechi davanti alla bellezza.


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