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Gli anni 80 devono essere stati un momento altalenante della carriera di Clint Eastwood, mai (prima e dopo) così combattuto tra un’anima autoriale e una più decisamente commerciale. Sono gli anni è vero di grandi capolavori come Il cavaliere pallido e Gunny, di eccellenti lavori personali come Bird e Cacciatore bianco, cuore nero, ma anche di pellicole più meramente popolari come Firefox  la volpe di fuoco, Pink cadillac, La recluta e Scommessa con la morte, banali, stupidelle e altamente spettacolari, non dissimili come impianto da un Craig R. Baxley più ricco di budget.

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Corda tesa fa parte di quest’ultima categoria, i film meno personali dell’attore/regista, in ruoli che lo volevano sempre indossare la vetusta maschera dell’Ispettore Calla(g)han, poliziotto duro ma giusto. Qui si cerca però di sporcare quel ruolo collaudato  con inaspettate connotazioni psicologiche, rendendo questo Wes Block un personaggio frastagliato, fragile sotto una scorza di macho, con persino il vizietto delle puttane e del bondage sadomaso, gli stessi interessi di un killer che sta mietendo vittime proprio a New Orleans, la sua città.

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L’impatto sulla carta è forte, peccato che premesse così interessanti restino solo nelle intenzioni a causa di una recitazione di Eastwood imbarazzante e monocorde.

Basti pensare alla sequenza dove una prostituta pratica al nostro Wes Block un blow job e il viso dell’attore in pieno orgasmo non è dissimile da quando fa colazione con le figlie piccole. Più volte Eastwood ha dimostrato di essere un valido interprete, dall’intenso La notte brava del soldato Jonathan (The Beguiled) di Don Siegel (1971) senza dimenticare Brivido nella notte, e, in seguito, Gli spietati, Milion dollar baby e Gran Torino, solo che qui sembra davvero non crederci più di tanto, limitandosi ad attraversare il set senza preoccuparsi di cosa stia realmente facendo il suo personaggio.  In pura scuola Io sono fotogenico di Dino Risi quando Pozzetto veniva provinato.

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La regia stavolta è di Richard Tuggle, sceneggiatore di Fuga da Alcatraz alla sua prima regia, ma si vocifera, leggendo vari rumor, che gran parte dell’opera fu proprio filmata da Clint.

A fare da spalla femminile stavolta non troviamo la “solita” Sondra Locke, compagna all’epoca dell’attore, ma la più inusuale Geneviève Bujold, talentuosa attrice canadese, reduce dal recente Coma profondo. Peccato che tra i due non ci sia mai alchimia e almeno una scena che in sceneggiatura doveva essere ricca di sottotesti erotici (l’incontro in palestra come un amplesso) qui sembra un’impacciata parodia alla Aereo più pazzo del mondo.

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La scena meno erotica del mondo

Corda tesa può ricordare un Cruising in minore dove, al posto di un sottomondo infernale gay, un poliziotto si trova a dover fare i conti con la sua indole sessuale etero aggressiva, fatta di manette e lacci.

Non funziona però il tentativo di depistare lo spettatore facendo credere che l’assassino di prostitute sia proprio lo stesso Wes Block, anche perché, a neanche 5 minuti dall’inizio, vediamo in faccia il colpevole, vestito da poliziotto, sguardo inquietante e scarpe da tennis che stonano.

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Non  si pensi però che Corda tesa sia un brutto film, è solo un torbido poliziesco come tanti uscivano nel periodo, usuale per un Wings Hauser diretto da Paul Aaron con due lire, meno per un Eastwood da grande produzione.

Funziona tutta la parte investigativa, le apparizioni da horror del killer mentre indossa una maschera da demone, persino un frammento slasher, dove Clint trova la balia delle figlie ficcata in una lavatrice, fa la su porca figura. Anche le sequenze action con gli inseguimenti sono molto spettacolari, ma a non convincere è proprio la natura ibrida del progetto che vorrebbe essere più complesso della media dei prodotti analoghi e risulta, per interpretazioni e una sceneggiatura non proprio brillante, altrettanto superficiale.

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Un gran lavoro d’atmosfera lo fanno le musiche jazz di Lennie Niehaus e la fotografia virata in rosso di Bruce Surtees. Nudi pochi e solo delle vittime del killer, sangue nullo, questo prevedibile in un thriller che tende ad essere slasher senza varcare mai davvero la soglia.

Tra le attrici troviamo la figlia di Eastwood, Alison, dodicenne al suo primo ruolo di spicco, e Rebecca Perle che lo stesso anno combatté tette contro tette a fianco di Linda Blair, nei cessi di una scuola, nel magnifico Savage streets.

A conti fatti un’opera che non annoia, da sabato sera sonnacchioso, magari abbinato ad un Gunny, gagliardissimo e tosto, che risveglia, questo sì, l’attenzione verso il Clint che tutti noi amiamo.

Oscar della peggiore battuta di sempre: “Vorrei ricamarti un pigiamino di saliva” detto non da un maniaco ma da un arrapato a Wes Block ad una sexy Geneviève Bujold. Come cambiano i tempi, vero, Callaghan?

Andrea Lanza

Corda tesa

Titolo originale: Tightrope

Anno: 1984

Regia: Richard Tuggle

Interpreti: Clint Eastwood, Geneviève Bujold, Dan Hedaya, Alison Eastwood, Jenny Beck, Marco St. John, Rebecca Perle, Regina Richardson, Randi Brooks, Jamie Rose, Margaret Howell, Rebecca Clemons, Janet MacLachlan, Graham Paul, Bill Holliday

Durata: 114 min.

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