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E’ il 1998 quando Robert Rodriguez termina The faculty. Siamo ancora lontani dai fasti e dalle miserie che lo porteranno a girare Sin city e gli Spy kids, dagli esperimenti quasi pionieristici con le videocamere digitali al grido di rivalsa di un simpatico cazzaro con talento che ora vuole essere considerato artista.

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Robert nel 1998 ha alle spalle il piccolo miracolo di El mariachi, girato con i soldi della mancia della nonna e venduto in tutto il mondo, uno strepitoso Desperado, l’amicizia nascente con Tarantino, e poco più. Anzi un po’ di più sì: è bravo, bravo da far paura, a livello tecnico è uno dei migliori registi sbarcati in America, qualcosa a metà tra il Sam Raimi più folle e il John Woo dei bei tempi passati, più bravo tecnicamente per esempio del buon Quentin. Il 1998 segna il suo incontro con un’altra promessa del cinema, questa volta horror, quel Kevin Williamson che scriverà Scream, So cosa hai fatto, metterà le mani sulla saga di Halloween, proverà a fare malamente il regista per poi sparire come un fuoco di paglia tra serie tv e insuccessi cinematografici, Alita compresa.

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Ma il 1998 è ancora il suo anno, la stella di Williamson brilla forte ad Hollywood, ed ecco che incrociando quella di Rodriguez i due partoriscono questo The faculty. Chiariamo ogni dubbio non stiamo parlando di un capolavoro, non lo era nel 1998, non lo è alle soglie del 2020, ma di un onesto film che nella sua ora e tre quarti riesce a spaventare, divertire ed appassionare. E’ il prodotto di serie B che ha una sua dignità, che non ha pretese diverse dal raccontare una storia che intrattenga, quel prodotto medio che forse ora non esiste più e se esiste viene rivestito d’oro come Jennifer’s body, ma che risulta più onesto e meno intellettualoide nel suo finto citazionismo di, per esempio, un Planet terror.

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The faculty inizia citando L’invasione degli ultracorpi con questi alieni che si sostituiscono ai pacifici abitanti di una cittadina perché, come dice uno dei protagonisti, “Se tu fossi un extraterrestre incominceresti dalla casa bianca o da un paesino dove poter fare con comodo?” Gli alieni di Rodriguez e Williamson vengono tratteggiati in maniera anomala rispetto al prototipo siegeliano: bevono acqua in quantità industriale, non esitano ad usare armi bianche per sottomettere i futuri involucri di carne e mantengono le emozioni. Ma non sono meno pericolosi: annullano la volontà del corpo ospite per immettere la propria volontà, i propri pensieri, il proprio vissuto, quindi gli umani diventano solo vestiti per extraterrestri.

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Ed è qui che arriva il colpo di genio, l’unico modo per sconfiggerli è strafarsi, sniffare droga, perché gli alieni ne saranno avvelenati. Ecco che in un gioco citazione de La cosa di John Carpenter i ragazzi protagonisti si troveranno, pistola puntata alla testa, a drogarsi per capire chi è il mostro. Un calcio al politically correct hollywoodiano: i nuovi eroi sono gli outsider, la (finta) lesbica, l’atleta con velleità intellettuali, il nerd, lo spacciatore, con un’unica arma per sopravvivere, sballarsi. Ecco quindi che The faculty acquista una propria dignità più del facile gioco delle citazioni, il reclutare nel cast la Piper Laurie di Carrie per ritagliarle un ruolo di cattiva, le battute metacinematografiche che tanto piacciono allo sceneggiatore, l’aria da complotto anni 50, perché The faculty grida una propria originalità di fondo che sublima ogni spunto passato nella contaminatio di essi. Gran cast con Robert Patrick (Terminator – il giorno del giudizio), Famke Janssen, la Fenice di X men, Jordana Brewster di Fast and Furious, Eliah Wood prima de Il signore degli anelli, Josh Hartnett pre Scarlet Johansson e Brian De Palma. La bella e nudissima Laura Harris invece ha fatto niente o quasi nel futuro, ma va a lei il dialogo finale più riuscito, la performace che si ricorda di più, quasi un ruolo citazione di Space Vampires di Tobe Hooper. “Alla fine noi vinciamo e voi perdete”. Non questa volta, baby.

NB La versione integrale originale del film includeva un personaggio di nome Venus (interpretato da Kidada Jones) presente in circa cinque scene, poi tagliata al montaggio. Viene mostrata però in alcuni spot e in una pubblicità di jeans con tutto il cast. La si può notare in una scena nella versione vulgata mentre sta guardando con i suoi amici, ovvero i protagonisti del film, la “nuova specie” nell’acquario.

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Kidada, prima di essere trombata al montaggio, che ride spensierata col resto del cast

Andrea Lanza

The faculty

Anno: 1998

Regia: Robert Rodriguez

Interpreti: Elijah Wood, Jordana Brewster, Clea Duvall, Laura Harris, Josh Hartnett, Shawn Hatosy, Robert Patrick, Famke Janssen, Piper Laurie, Salma Hayek, Bebe Neuwirth

Durata: 104 min.

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