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Il cinema australiano, soprattutto quello dei generi popolari, ha una forza inventiva incredibile, capace di poter rivaleggiare con industrie più ricche senza impallidire. Nascono proprio in quella terra, di canguri, aborigeni e città dense di cultura, pellicole horror, action e fantascienza, dalla fattura eccellente e la fantasia al potere. Gli anni 80 vedono titoli conosciuti come Mad Max di George Miller o Razorback di Russell Mulcahy, altri meno come il cupo Nightmares incubi o l’avventuroso Dark Age, senza contare il fenomeno mondiale Mr. Crocodile Dundee, prodotti d’intrattenimento così ben fatti, avvincenti e spettacolari da essere notati subito dall’industria hollywoodiana.

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Così si porta l’Australia in America scritturando gli abili registi per produzioni a stelle e strisce che saranno per i più fortunati Highlander e, per quelli più sfigati, Nightmare 5, il capitolo più imbelle della saga di Freddy Krueger. Colpevole di quest’ultimo delitto sarà Stephen Hopkins che, negli anni, spiccherà sempre per l’ottimo talento al servizio di progetti non all’altezza del suo potenziale.

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In Nightmare 5 il nostro confeziona un horror ineccepibile sul piano tecnico, ma assolutamente noioso e mancante del body count necessario per fronteggiare i precedenti capitoli, anche il numero 2, quello che ingiustamente i fan sfottono. Con Predator 2 non andrà meglio: scene action pazzesche, finale da cult movie, ma storia così così. Da lì Hopkins diventerà l’esempio più eclatante di un cinema selvaggio, come quello australiano, addomesticato dall’industria americana, con l’unica eccezione del pirotecnico Blown away che, pur nelle sue esagerazioni, diventa la sua prova migliore in assoluto.

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anni 80

D’altronde la scelta per i cattivi copioni è una maledizione che il nostro Stephen deve avere nel DNA visto che la sua opera d’esordio, Dangerous Game, quella che sarà il lasciapassare per gli States, ha più o meno gli stessi difetti: regia potente, trama cretina. La poca accuratezza nella scelta dei progetti porterà il regista inesorabilmente negli anni, a causa di flop mostruosi, a girare soprattutto telefilm come 24 Legacy, altro fallimento tra l’altro.

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slasher

Dangerous Game è del 1988 e da noi esce, probabilmente solo in vhs, come Giochi pericolosi: un film talmente ben confezionato da farci credere, senza internet onnisciente, che si trattasse di un film americano. D’altronde per noi spettatori quando un film mostrava spiagge, una buona fotografia, macchine straniere e attori non europei era sempre e solo Stati Uniti. Questo mi fa sorridere perché poi ci provava il povero Bruno Mattei con lo pseudonimo di Vincent Dawn e poteva fregarti solo nelle copertine: quando infilavi nel videoregistratore cose come Cop game, dalla locandina alla Miami vice, partivano i bestemmioni contro le Filippine camuffate da Manhattan. Invece Dangerous Game è internazionale, un film che potresti vendere a Roma come a Los Angeles, ben fatto, avvincente e concorrenziale con produzioni molto più ricche a stelle e strisce.

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poliziotto pazzo

Certo la trama, come detto è quella che è, l’ossessione di un poliziotto verso un gruppo di ragazzi, una cosa che poteva essere anche buona se Hopkins avesse confezionato un horror urbano alla Maniac cop, ma invece sul piano omicidi contiamo una sola vittima e pure uccisa per sbaglio. Non ci siamo di certo, ma il film funziona inaspettatamente non per come viene venduto, uno slasher, ma per quello che effettivamente è, un action.

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horror

Come detto le morti sono esigue, ma è quando il gruppo di ragazzi si trova bloccato all’interno di un centro commerciale con questo maniaco armato di tutto punto che vuole ucciderli per mettere a tacere l’omicidio commesso, che il film ha una vera impennata. Così Hopkins si sbizzarrisce in scene incredibili come un combattimento su un cornicione o l’arrivo di una moto che demolisce al rallenti vetrine, una gioia per gli occhi fatta di oggetti che saltano, acrobazie e proiettili sparati, una cosa che ti aspetteresti da John McTiernan ma non da un regista venuto dalla Culandia.

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esplosioni

Gran lavoro lo fanno anche le scenografie con parti del centro commerciale, come il reparto pupazzi, che sembrano usciti da Poltergeist di Hooper o ancora questi manichini onnipresenti che ti riportano agli zombi romeriani, il modello più evidente insieme al Die Hard di un anno prima.

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combattimenti

Il poliziotto schizzato interpretato, con forse troppo trasporto, facce caricaturali comprese, da Steven Grives ha connotazioni abbastanza inusuali per un cattivo da imitazione americana: non il solito reduce del Vietnam disturbato ma un ex militare irlandese.

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zozzerie

Su imdb è segnata la presenza anche di un co-regista, tale David Lewis, direttore della fotografia ne Le colline hanno gli occhi 2 e La notte dei demoni. Da nessun’altra parte questa notizia viene confermata, anche se, sempre nei credits, è inserito lo sceneggiatore Jon Ezrine come autore del materiale aggiunto. Sarebbe interessante sapere cosa diresse David Lewis e perché, se le scene ulteriori furono pianificate per rendere più vendibile il film all’estero, magari calcando sulla componente horror splatter, ma non ci risultano versioni alternative della pellicola.

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Siamo in un thriller che incarna perfettamente gli anni 80, a cominciare dai capelli e gli abiti assurdi dei protagonisti fino alla visione ridicola, mutuata dal serial I ragazzi del computer, dell’avveniristico mondo dei pc, allora ad un passo dalla fantascienza.

Per il resto però abbiamo un thriller action ben recitato, purtroppo anemico, ma che riesce comunque a divertire. Forse, vista l’ultima scena, gli autori pensavano ad un seguito, ma l’anno dopo Stephen Hopkins era già con un biglietto di sola andata per l’America, pronto a lisciare le unghiacce di Freddy Krueger. Lui in Australia, a lavorare, nel bene o nel male, non ci è più tornato.

NB Questo Dangerous game è uno dei tanti titoli conosciuti in Italia come Giochi pericolosi insieme a  Pentathlon con Dolph Lundgren e il Sex crimes di John McNaughton. Il dvd Quadrifoglio è ai limiti dell’accettabile (4:3 e audio da vhs), ma viene venduto sui 7 euro, quindi, se avete voglia di vedere il film di Hopkins senza piratare, non avete scuse!

Andrea Lanza

Giochi pericolosi

Titolo originale: Dangerous game

Anno: 1988

Regia: Stephen Hopkins

Interpreti: Miles Buchanan, Marcus Graham, Steven Grives, Kathryn Walker, Sandie Lillingston, John Polson, Max Meldrum, Robbie McGregor, Susan Stenmark, Terry Flanagan, Peter West, Christopher Dibb, Raquel Suarstzman 

Durata: 98 min.

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