Tag

, , , , , , , , , , , , , ,

Trama:

Il poliziotto Don Saxon odia le bande dei motociclisti e quando nella sua città arriva quella di Blood, lui non si fida degli accordi di non belligeranza intercorsi fra il suo capo e quello dei rombanti ospiti e si infiltra nel campo dei “nemici”. Il piano, malgrado qualche intoppo, funziona e Dan potrà filarsela con la bella giornalista Renée Jackson.

Ho scoperto solo per caso che Charlie Sheen, all’epoca del Platoon di Oliver Stone, aveva appena 21 anni, io che gliene davo dai 25 ai 30. Invece il nostro, giovanissimo, ha macinato un successo dopo un’altro lavorando con autori del calibro di John Milius o del grande Clint Eastwood. In più è stato protagonista di B movie gagliardi come Il replicante e Navy seals, ha interpretato un crime movie di tutto rispetto come La fine del gioco, poi Young guns, Hot Shot!, senza dimenticare lo spietato I ragazzi della porta accanto. A parlare dei suoi successi tra il 1984, anno di Alba rossa e il 1990, anno de La recluta, ci si perderebbe, in una stagione durata appena 6 anni, dai 20 ai 26 anni. Dopo per Sheen ci sono stati pochi alti e tanti bassi, il periodo dei B movie, dei film televisivi e poi delle serie tv con risate preregistrate, la tomba della carriera per qualunque artista.

MV5BZGE2ZWMxZTAtOTNjNi00YmViLTg2YWQtOTJjZjEzYjNkMTY4L2ltYWdlXkEyXkFqcGdeQXVyMjI3ODYyNDU@._V1_Non che lui si sia fatto aiutare in questo viale del tramonto: difficile come carattere, omofobo, razzista, iracondo, distrusse nel 2010 una camera di un hotel mentre era in compagnia di una pornostar, dipendente dalla cocaina, una vita spericolata che è culminata qualche tempo fa con la terribile notizia che il nostro aveva contratto l’HIV.

MV5BNWU3OWM3YTktMGY4MS00MTc4LThhMWQtOWQyYjYwZTA2ZmU3L2ltYWdlXkEyXkFqcGdeQXVyMjI3ODYyNDU@._V1_

L’infiltrato arriva nel 1992, un periodo di film neanche disprezzabili ma assolutamente incolori come I tre moschettieri o Terminal velocity. Da noi, come in molti paesi, esce al cinema ma negli States arriva diretto in tv, anche se, sia dato atto, si tratta di un film spettacolare, ben ritmato e che con la televisione aveva davvero poco a che fare.

MV5BYjFlOTU4YmUtYTNkNC00ODJiLWI2NTQtNDJlYTdlNjNiYzUwL2ltYWdlXkEyXkFqcGdeQXVyMjI3ODYyNDU@._V1_

L’idea per il film nasce quando allo sceneggiatore Larry Ferguson (Alien³, Caccia a Ottobre Rosso, Il presidio – Scena di un crimine, Beverly Hills Cop II – Un piedipiatti a Beverly Hills IIHighlander – L’ultimo immortale) capita tra le mani un articolo di Playboy, nel quale si raccontava la carriera sotto copertura di un poliziotto, tale Dan Black. E’ una storia così pazzesca che L’infiltrato diventa per Ferguson il suo esordio alla regista, una carriera che conterà un altro titolo oltre a questo.

MV5BZTc4OWI1ZjItM2FhYi00MDdkLTljNDItOTZiNTNlMDFmYjc4L2ltYWdlXkEyXkFqcGdeQXVyMjI3ODYyNDU@._V1_

Con la cifra di 18 milioni di budget il nostro mette in scena un buon film, cafone quanto si vuole, musicato da schitarrate rock schizofreniche, pieno di motociciclette e bikers, come nel poco precedente Forza d’urto di Craig R. Baxley, uno spettacolo coatto ma avvincente. L’infiltrato ha una storia che funziona solo quando è spensierata, ma che fallisce miseramente quando Ferguson cerca di inserire tocchi più seri alla sceneggiatura e dimensioni psicologiche credibili a personaggi che non sono oltre la commedia dell’arte.

Charlie Sheen nei panni del poliziotto Dan, sotto copertura come Sid, è abbastanza convincente anche quando esagera a strabuzzare gli occhi e a fare il motociclista pazzo. Meglio di lui Michael Madsen, lo stesso anno del cult Le iene di Quentin Tarantino, in un ruolo, quello del capo biker Blood, che gli permette di scatenarsi in grandi scene da psicopatico come quando uccide a sangue freddo una commessa asiatica in un drugstore.

MV5BOWZmY2YwYjgtYTNlYS00NjIzLWI3MmUtZGQzNDhlZDIzNjg3L2ltYWdlXkEyXkFqcGdeQXVyMjI3ODYyNDU@._V1_

A fare però la parte del leone è Leon Rippy, un caratterista mai assunto a star, perfetto soprattutto quando sbarella in pieno overacting. Il suo Virgil è uno di quei personaggi assurdi che non si dimenticano, una sorta di nonno del Trevor di GTA 5, occhi da pazzo e idee stramboidi, capace di pisciare sulla giacca del bietolone Sheen per renderla più credibilmente vissuta e di creare assurde prove per “formarlo come perfetto biker”, sempre ovviamente con la sua risata da pazzoide.  E’ probabilmente il personaggio peggio scritto di tutta la sceneggiatura (arriva e scompare senza molta logica narrativa) ma anche il più divertente, asservito da un’interpretazione incredibile del suo interprete.

A completare il cast ci pensa Linda Fiorentino, in pieno apogeo di sfolgorante bellezza: il suo è un personaggio sicuramente accessorio che rispetta i canoni dell’action macho e maschilista dove la donna è solo bella da vedere. La nostra Linda, due anni dopo, sarà la protagonista del cultone L’ultima seduzione, apparirà in un Friedkin minore, Jade, nel blockbuster Man in black e nel pazzesco Dogma di Kevin Smith, per poi riciclarsi come produttrice. La ricordiamo in uno dei suoi ultimi ruoli, il coraggioso Liberty Stands Still a fianco dell’imbolsito Wisley Snipes, uno strano action ambientato all’interno di una cabina telefonica.

MV5BOWFiZWIxNWEtZTgxYi00ZTVlLWE3MWMtNzI4Y2E2MmI0NDYzL2ltYWdlXkEyXkFqcGdeQXVyMjI3ODYyNDU@._V1_

Il film, come detto, è spettacolare, dal ritmo scatenato, una variazione con motociclette del classico canovaccio alla Point Break con poliziotti che legano pericolosamente coi delinquenti. Tra inseguimenti in auto o in moto, scazzottate, duelli anomali a colpi di siringhe, è davvero difficile annoiarsi, nell’ambito, ovviamente, di una onesta serie B.

A non funzionare è il frettoloso e didascalico finale dove un atroce voice over ci ricorda che il film è “ispirato a fatti realmente accaduti” e in quel momento, nell’irruzione brusca del reale in una storia che sembrava di fantasia, tutto diventa meno divertente e più banale. Negli ultimi venti minuti il film, col piede sull’acceleratore, si dimentica per strada personaggi, banalizza altri e punta, come in una sveltina di 5 minuti, solo al cum shot eiaculatorio, il finale. L’ultima sequenza con Sheen che si denuda e vaga solitario nel deserto, senza meta, è micidiale, fa pensare, pericolosamente, ad una parodia di Rambo 2 – La vendetta e quindi all’immortale Hot Shot!

MV5BNDg2OWNiZGEtOTc4Ni00MGMyLWFhMWQtNGFmZDYzYTI5OGRkXkEyXkFqcGdeQXVyNDgxODc0MTU@._V1_

L’infiltrato uscì da noi, oltre che al cinema, in vhs prima per la Skorpion e poi in un dvd per la  01 Home Entertainment, entrambi molto buoni. Non fu mai un film di culto e proprio l’uscita per la Skorpion, una casa che di solito faceva uscire titoli non di punta, lo testimonia. Il doppiaggio però era molto buono, senza quel fastidioso effetto da film abbandonato da tutti. Negli States fu distribuito come Beyond the Law, ma circolò in molti paesi col titolo Made of Steel.

Non è un film imprescindibile, ma una visione la merita. Certo è che L’infiltrato era uno di quei B movie a base di tette, scazzottate e moto che, a metà anni 80, non avresti mai creduto potesse avere come protagonista Charlie Sheen, ma che nel declino dei 90 lo permetteva. Forse con un Brian Bosworth stoccafisso, come in Forza d’urto, sarebbe stato oggetto di culto, ma con Sheen risultava troppo strano, troppo popolare, troppo indefinito.

Andrea Lanza

L’infiltrato

Titolo originale: Beyond the Law (conosciuto anche come Fixing the Shadow e Made in Steel)

Anno: 1993

Regia: Larry Ferguson

Interpreti: Charlie Sheen, Linda Fiorentino, Michael Madsen, Courtney B. Vance, Leon Rippy, Rip Torn, Dennis Burkley, Lyndsay Riddell, Rino Thunder, Ed Adams

Durata: 108 min.

MV5BYjVkOTE5OTgtYTNjOS00ZTlmLWEyM2ItOWFjMjQwYzVjMDM4XkEyXkFqcGdeQXVyOTc5MDI5NjE@._V1_510jStvT0WLMV5BMTI4Njc4MzAyNF5BMl5BanBnXkFtZTYwMzg0OTE5._V1_