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Malastrana appoggia completamente il progetto Notte horror, un tributo settimanale dove i blog di cinema più gagliardi recensiscono i film apparsi sul mitico ciclo di Zio Tibia. Stasera per esempio si affronteranno il capolavoro craveniano Scream e il meno gagliardo Il villaggio dei dannati di sua maestà Carpenter.  Noi torneremo, tra una settimana, a parlare di King e camion non con il grandioso e scellerato Brivido, ma con l’altrettanto scellerato ma stavolta orribile Trucks. Intanto per vincere l’attesa noi di Malastrana abbiamo deciso di iniziare parallelamente una rubrica a cadenza settimanale a tema horror: Le notti mai viste di Zio Tibia, ovvero film horror inediti su ogni supporto che avrebbero potuto essere pane per i denti delle notti horror di Italia uno. Stasera tocca ad un B movie scacciapensieri, Aggression scale, molto divertente e fantasioso. 

Via con la sigla, in questo mondo alternativo di film mai trasmessi è Tuesday Knight che canta la gagliarda Running from this Nightmare per, ovviamente, il bellissimo A Nightmare On Elm Street 4: The Dream Master, ma cambierà ogni settimana

Aggression scale sarebbe stato un bel film estivo da buttare in sala se solo i distributori italiani se ne fossero accorti. Invece noi, per volere del caso, di Dio o di chissà quali eventi fortuiti, arriviamo a recuperarlo, per voi, nel ciclo Le notti mai viste di Zio Tibia. Sia beninteso, non si tratta di un grandissimo titolo, ma di una pellicola gradevole, il cosiddetto cinema medio o popolare che non esiste più nel nostro Paese, con sterzate di follia incredibile e una storia che potrebbe essere riassunta come “Mamma ho perso l’aereo in versione slasher”.

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Mamma, ho ammazzato i killer!

Incredibile vero? Il livello di WTF (What the fuck, un po’ il nostro Oh che cazzo) è altissimo: la mandibola si spalanca all’inverosimile, gli occhi rimangono fissi sullo schermo, il primo pensiero è “Mi stanno prendendo in giro?”, l’altro è, probabilmente, “Genio!”. Ecco, se ogni tanto vi piace vedere qualcosa, anche sul piano horror o thriller, di leggero, assurdo e dal buon ritmo, questa è la pellicola che fa per voi. Come vi dicevo prima, siamo davanti ad un buon film da visione scacciapensieri, fatto tecnicamente molto bene, ma abbastanza stupidello come assunto.

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Bambino innocente pronto al massacro

Niente di preoccupante questo, anzi, perché Aggression scale assomiglia deliziosamente ai vecchi film action trasmessi il Mercoledì sera, milioni di anni fa, da Italia Uno, con ragazzini contro terroristi, solo con molto più sangue e violenza, ma lo stesso grado di follia narrativa che diventa a tratti sublime. Il film inizia molto bene, un po’ alla Fernando Di Leo di Milano Calibro 9, storico noir poliziesco di casa nostra: un boss (Il magnifico Ray Wise di Twin Peaks) viene rilasciato sotto cauzione e ordina ai suoi uomini di trovare chi gli ha rubato 500 mila dollari quando era dentro. L’idea sarebbe di uccidere tutti i probabili colpevoli in maniera truce, in modo da dare un messaggio a tutti, fino a trovare chi ha messo davvero le mani nella sua cassa (“Fatelo in maniera eclatante, sterminate anche le famiglie”).

maxresdefaultPer i suoi uomini, un commando di delinquenti armato tutto punto e senza scrupoli, non c’è problema, una fucilata di qua, un’altra di là, finché non capitano a casa di Owen (Ryan Hartwig), angelico ragazzino di tredici anni, e scoprono che è un misto tra John Rambo e Michael Myers, uno psicopatico dal grado di aggressività e violenza a livelli incontenibili. Mettiamo pure che la banda di malviventi gli uccide il padre, la matrigna e cerca di fare lo stesso con la sorellastra, ovvio, che il piccolo biondino dai boccoli d’oro la prenda sul personale.

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Aggression scale non ci risparmia una certa violenza visiva, fatta di agguati e trabocchetti, che ricorda, se non Saw, almeno il suo capitolo spurio, The Collector. Un’ora e trenta di inseguimenti testosteronici, di gambe rotte con rami, lamette che trapassano mani, coltellate sanguinosissime e trappole inventive, tutta roba che raccontare è impossibile senza rovinare il finale. Merito del regista Steven C. Miller, autore di un interessante Automaton transfusion e di un orripilante Scream of the banshee, se il tutto non precipita nel ridicolo o nel cattivo gusto: gli elementi sono dosati sapientemente e il piatto è insaporito talmente bene che ci si diverte davvero tantissimo. Il reparto attori poi è ben allestito con nomi, a parte il luciferino Ray Wise, magari non conosciuti, ma molto efficaci, anche nei ruoli minori. Pretendere di più da un B movie sarebbe assurdo.

Andrea Lanza

Aggression scale

Anno: 2012

Regia di: Steven C. Miller

Scritto da: Ben Powell

Interpreti: Ray Wise, Fabianne Therese, Ryan Hartwig, Dana Ashbrook, Boyd Kestner

Durata: 85 min.

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