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A dire il vero non mi ricordo molto di Gallows – l’esecuzione, e magari, forse sì forse no, ci tornerò nei prossimi giorni. Quello che però rammento è che si trattava di un filmaccio, un POV nato disgraziato nel 2015, un un’epoca nel quale nessuno faceva più, meno male, POV o mockumentary. A produrlo c’era quel volpone di Jason Blum, già artefice di successoni come Insidious, Conjuring e Annabelle, e che con solo 100 mila dollari portò in saccoccia ben 43 milioni. La storia, vado a memoria, è quella di un gruppo di giovinastri che, passando la notte in un teatro, incontrerà una sorta di fantasma sanguinario vestito da boia e con la mania di impiccare chiunque gli si pari davanti. Il film non faceva paura, era anche un po’ scemo, ma i suoi due autori, Travis Cluff e Chris Lofing ci dovevano credere davvero al progetto, visto che girarono la stessa storia due volte, una con amici e zero budget, per farla vedere a Blum, poi con poco budget e attori sconosciuti, la versione uscita. Cosa assurda è che Gallows amatoriale è meglio di Gallows da 100 mila dollari, potete confrontarli grazie al blu ray uscito anche da noi con i due film dentro.

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Comunque squadra che vince non si cambia e così nel 2019 esce Gallows act 2 sempre di Travis Cluff e Chris Lofing, ma, sorpresa, niente più telecamere da poveracci, niente più POV, stavolta si fa sul serio.

Gallows act 2 non è ancora un buon film, ma si avvicina alla sufficienza, non la raggiunge non per la fattura che è molto buona, ma per una sceneggiatura, ad opera dei due registi, delirante, invereconda e non sense che sfocia in un colpo di scena così scemo che ti verrebbe voglia di assoldare un sicario per evitare un act 3.

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Peccato perché c’eravamo e il film, pur facendo incetta di bubusette ad altissimo volume ed effetti speciale in CGI non proprio eccelsi, ha una bellissima atmosfera ampliata dalle ottime musiche di Zach Lemmon e dalla fotografia virata sul rosso, un po’ alla Luciano Tovoli, di Kyle Gentz. Alcuni momenti poi sono proprio ben riusciti come l’omicidio, tra manichini dalla faccia mostruosa e fantasmi coperti da lenzuoli, di Brittany Falardeau. Il problema è che probabilmente i due registi/sceneggiatori non avevano bene idea di che tipo di storia raccontare, se un horror puro o un thriller con ribaltone finale, fatto sta che le due anime non collimano mai generando un brutto ibrido dove gli elementi restano sempre separati in un pastiche poco digeribile. In più ad un certo punto Gallows act 2 diventa un pistolotto moralista sui pericoli dei canali youtube, sull’emulazione alla blu whale, questo assolutamente da suicidio immediato.

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Sul versante attori siamo però messi bene, se si esclude un pessimo Chris Milligan con i capelli tipo parrucca emo e la faccia perennemente imbronciata da ragazzaccio dalla patta aperta alla Decoteau. La parte del leone la fa Ema Horvath, nei panni della protagonista Auna, in una performance attoriale esaltante e dalla vasta gamma espressiva, la migliore di un cast, come già detto, molto buono e superiore alla media degli horror teen.

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Se però ad un certo punto, soprattutto nel finale, non doveste raccapezzarvi più con la storia non perdete tempo a tornare indietro col film: non stavate dormendo, non vi siete distratti, è proprio scritto con la stessa idea di spaventoni gratuiti da luna park, in maniera superficiale e con intenti di imbecillità criminale ai danni dello spettatore. Quindi, anima in pace, non saprete mai davvero il perché del marchio del boia sul collo delle sue vittime come una sorta di peste né cosa c’entrino le incursioni nel fantastico: tutto succede perché deve succedere è la vita, governo ladro, e a me piace più il panettone del pandoro.

Noi cinefili potremmo trovare nella sceneggiatura tracce di Deliria di Michele Soavi o di Manitù, lo spirito del male (The Manitou), vecchio horror di William Girdler del 1978 con Tony Curtis, ma restano probabilmente solo elucubrazioni nostre, un po’ come quando giustifichi Flashpoint con Jenna Jameson come la versione senza compromessi di Fuoco assassino di Ron Howard mentre con la mano, con la mano ti sfiori, tu solo dentro una stanza e tutto il mondo fuori.

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pantaloni a pinocchietto

Sul budget stavolta non si sa nulla e Gallows act 2 stavolta è uscito in pochi cinema statunitensi per vivere una vita da B movie nel mercato streaming. In Italia lo si trova sottotitolato nel nostro idioma in canali meno consoni come il playstation store. Questo non da’ l’aria proprio di un grande successo.

Nella speranza che non si faccia un Gallows act 3 noi non possiamo fare altro che sconsigliarvi il film, una perdita di tempo inimmaginabile, e porre alla vostra attenzione un particolare che ha ossessionato la nostra visione: come prendere sul serio un film con un cattivo vestito con dei pinocchietti da monellaccio alla Tom Sawyer?

Andrea Lanza

The Gallows Act II

Anno: 2019

Regia (e sceneggiatura): Travis Cluff, e Chris Lofing

Interpreti: Ema Horvath, Chris Milligan, Brittany Falardeau, Dennis Hurley, Erika Miranda, Jono Cota, Anthony Jensen, Jener Dasilva, Charles Chudabala

Durata: 99 min.

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