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Quando Marta urlò dalla tomba era passato un anno da quella notte del 1971 che vide Evelyn uscire, anche lei, dal regno dei morti, senza gridi o gemiti però. Il titolo italiano sicuramente voleva riallacciarsi al fortunato thriller quasi soprannaturale di Emilio P. Miraglia e, come quello, metteva in scena una storia dalla forte dimensione horror per buttarsi, gli ultimi minuti, in una cornice da giallo realista. La mansión de la niebla, il titolo originale, invece, pur se non così d’impatto, risultava più attinente ad una vicenda che non vedeva mai per assurdo la Marta del titolo urlare dal suo sepolcro. Certo ci sono ben due zombi, una dama in nero e un autista, vittima, si vocifera, di vampirismo, ma, come detto, la nostra Marta non fa parte (forse) del regno dei morti, anzi si è barricata in casa, come vedremo nella vicenda, per sfuggire a questi mostri assassini e spietati.

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A girare questa interessante thriller del terrore è Francisco Lara Polop, il produttore di due cult iberici, I diabolici amori di Nosferatu e Il mostro dell’obitorio, entrambi con la star Paul Naschy. La sua carriera registica fortunatamente non si fermò con quest’opera prima, ma continuò fino al 1990, con ben 24 pellicole, tutte confezionate con un interessante estro visivo.

Non fa difetto questo Quando Marta urlò dalla tomba con una location inquietante, fuori dal tempo e lo spazio, una villa gotica sulla strada per Milano (ma il film fu girato a Madrid), coperta da una coltre di nebbia impenetrabile ben prima della mania dei fog degli anni 80. Qui una serie di personaggi con i peccati più disparati si trova a dover passare la notte e ad affrontare i due spettri che infestano la zona. Si muore in Quando Marta urlò dalla tomba soprattutto per spavento, un infarto che colpisce gli sventurati a faccia a faccia con la morte.

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Ottimo il trucco dei due fantasmi/zombi/vampiri (o qualunque cosa siano): viso cadaverico sulla scia de I Tre volti della paura, episodio La goccia d’acqua, mentre si avvicinano lentamente verso la prossima vittima. Inquietudine ampliata anche grazie al tenebroso score di Marcello Giombini, uno dei più terrorizzanti partoriti negli anni 70. In più il loro essere onnipresenti, quasi capaci di materializzarsi in ogni luogo per saltarti alle spalle, anticipa di un decennio i morti viventi di Paura di Lucio Fulci.

Il cast è formato da facce più o meno note, capitanate dalla nostra Ida Galli con il solito pseudonimo di Evelyn Stewart, presenza d’incredibile bellezza dei nostri più celebri horror e thriller settantini da La coda dello scorpione di Sergio Martino passando per Il coltello di ghiaccio di Umberto Lenzi fino al capolavoro fulciano Sette note in nero.

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Quando Marta urlò dalla tomba non abbonda di sesso e sangue, ma su internet un utente di imdb parla di una versione, uscita in vhs per la Something Weird Video, di quasi 86 minuti contro gli 83 vulgati, presa da 35 mm, che contiene scene più calcate sul versante lesbo (forse la sequenza tra Evelyn Stewart e Analía Gadé in camera da letto). Ho cercato dappertutto questa videocassetta, inutilmente.

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Quando Marta urlò dalla tomba purtroppo non si può dire completamente riuscito a causa di  un epilogo che manda a quel paese tutto quello che di buono c’era prima, una sciocchezza narrativa che ricorda i peggiori episodi di Scooby Doo. Anche in quei momenti però di sconforto totale dove ti aspetti l’arrivo della polizia, pronta a portare via il guascone truffatore mentre, vestito da Conte Dracula, declama “Se non ci foste stati voi impiccioni ce l’avrei fatta”, il film ha comunque quei guizzi da opera bellissima e imperfetta. Saranno gli scantinati invasi dai ratti, il manichino che non sai perché un secondo prima tutti hanno confuso per un cadavere o la cattiva che muore male cadendo con la testa sul fuoco acceso, una fine terribile ma concettualmente stupenda.

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Ecco che allora a Quando Marta urlò dalla tomba non puoi voler male e ti dispiace solo che la traccia in italiano sembra sia scomparsa per sempre ma anche il capire non capire la trama fa parte del suo carisma da opera maledetta e perduta.

Andrea Lanza

Quando Marta urlò dalla tomba

Titolo originale: La Mansion De La Niebla

Anno: 1972

Regia: Francisco Lara Polop

Interpreti: Ida Galli, Analia Gadè, Lisa Leonardi, Alberto Dalbes, Eduardo Fajardo, Yelena Samarina, Franco Fantasia, George Rigaud, Andres Resino, Ingrid Garbo

Durata: 83 min. 

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