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Padre Peter, un giovane pastore con una moglie che lo ama e due bei bambini, viene trasferito dalla curia in una graziosa villa del New England; l’allegria della famigliola viene però presto minata dall’inspiegabilità degli eventi che si concentrano in quella casa. Cercando di indagare sulla ragione dei fatti che terrorizzano la sua famiglia, padre Peter scopre che in quella dimora secoli prima aveva abitato una strega, la cui anima crudele e irrequieta tormenta ancora i vivi; il pastore sarà dunque costretto ad aggrapparsi saldamente alla sua fede in Dio per affrontare i demoni che minacciano i suoi cari.

Sotto gli pseudonimi di Sarah Asproon e Clyde Anderson, Claudio Fragasso e sua moglie Rossella Drudi riuscirono a recapitare anche all’estero il loro ultimo parto, datato 1990: Beyond the Darkness; il film subì immediatamente una modificazione anagrafica e diventò La Casa 5, inserendosi a gomitate nella saga di culto che Sam Raimi aveva cominciato anni prima. Il cambio di titolo non mostra una realistica ragione d’essere, dal momento che la connessione tematica tra le due produzioni è evidentemente tirata per i capelli (al centro dei trait d’union si collocano i fatti inquietanti e inspiegabili che tormentano gli abitanti della  casa probabilmente infestata), e a livello di trama non si scorge nemmeno l’ombra di un contatto.

Parlando del cinema italiano si tende sempre ad avere un occhio di riguardo per le produzioni che mostrano di aver coraggiosamente accettato sfide importanti e che magari sono riuscite a farsi esportare anche negli stati uniti; però in casi come questo, pur sforzandosi di tener conto dell’impegno lavorativo e ricercativo che ha occupato i registi-sceneggiatori, (che hanno scartabellato una mole consistente di materiale per conferire credibilità e rendere sfaccettata l’opera) non si riesce a non pensare  ai nomi italiani, nel genere horror, che si sono distinti per una ricercatezza di espedienti e soluzioni in grado di trascendere la limitatezza del budget (e lì il confronto con gli investimenti yankee è sempre disarmante), mentre in questo film non si trovano idee particolarmente brillanti e il susseguirsi degli eventi appare deludente anche al cinefilo armato delle migliori intenzioni.

Le parti dedicate alla possessione demoniaca furono elaborate dalla moglie di Fragasso, Rossella Drudi, che si documentò sull’argomento leggendo I Cento Casi di Possessione Riconosciuti dalla Sacra Romana Chiesa, e per creare un alone di mistero atto probabilmente a restituire un minimo di credibilità al film, si narra che durante la sua realizzazione, in concomitanza con l’approccio al suddetto volume, fossero accaduti effettivamente fatti inspiegabili e inquietanti. Ma inquietante è piuttosto la scioltezza con cui la trama balzella da un genere ad un altro, mangiucchiando un po’ da Poltergeist e un po’ dagli esorcismi vari.

E’ innegabile che la mano di Fragasso alla regia possa salvare il salvabile, ma è difficile accettare a cuor leggero un film così poco sensato e che non sembra nemmeno minimamente disposto all’autoironia. In poche parole: noioso.

Alexia Lombardi

La casa 5 (Beyond Darkness)

Anno: 1990

Regia: Clyde Anderson (Claudio Fragasso)

Interpreti: David Brandon, Barbara Bingham, Gene LeBrock, Michael Stephenson, Theresa Walker, Stephen Brown, Mary Coulson

Durata: 95 min.